Children of Silentown, il provato di una misteriosa avventura tutta italiana

Dallo studio bresciano Elf Games arriva una nuova avventura punta e clicca intrisa di mistero: il nostro provato di Children of Silentown

PROVATO di Alessandra Borgonovo   —   13/02/2021
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Non è un mistero che Elf Games, studio di sviluppo bresciano, faccia dell'estetica il suo cavallo di battaglia. Ne siamo rimasti colpiti con Little Briar Rose e lo siamo ancora dopo una breve ma sentita immersione nelle atmosfere cupe, seppur fiabesche, di Children of Silentown. Il progetto nasce dalla collaborazione del team con lo studio creativo Luna2, in arte RichardHTT e Fraffrog, e mette in scena la storia di Lucy, una bambina cresciuta in un piccolo villaggio isolato dal resto del mondo, circondato da una foresta che si dice sia abitata dai mostri. Le persone devono periodicamente fare conto con le sparizioni, al punto da non considerarle più qualcosa di insolito quanto un'evidenza alla quale arrendersi; la giovane Lucy, però, tormentata da costanti incubi che assieme a degli inquietanti ruggiti provenienti dalla foresta non la lasciano dormire la notte, ora è abbastanza grande da poter investigare da sola su qualcosa di cui gli adulti preferiscono non parlare. Così inizia un'avventura dalle tinte cupe, accompagnata da un comparto artistico ancora una volta in evidenza e una serie di minigiochi che si affianca al classico gameplay nello stile punta e clicca: il tutto mentre il gatto pasticcione di Lucy - al secolo Strabico - sembra fare di tutto per metterla sempre nei guai.

Mistero a tinte horror

Dalle premesse, Children of Silentown è un gioco che non si discosta granché dal precedente, salvo per i temi più cupi, e mira a essere un'esperienza rilassante, divertente e molto accattivante a vedersi. Della trama abbiamo visto solo le prime battute, che in parte ci hanno ricordato atmosfere alla Tim Burton o Guillermo Del Toro (speriamo senza la stessa passione per i traumi infantili di quest'ultimo) ma, in particolare, ha richiamato dal lontano 2004 The Village: a livello concettuale hanno elementi simili, sebbene ad esempio le misteriose creature nel film non si addentrano nel villaggio in virtù del patto stipulato e finché questo non viene infranto. Al di là di questo, il breve provato ci ha permesso di conoscere un po' più da vicino Lucy e il suo desiderio di fare luce su cosa davvero si nasconda nella misteriosa foresta che circonda il villaggio; un po' per mettere a tacere gli incubi che non le danno tregua e un po' per permettere a tutti di rivivere una normalità che, se mai hanno conosciuto, ormai hanno scordato.

Punta e clicca ma anche minigiochi

Children of Silentown: la protagonista
Children of Silentown: la protagonista

In termini di gameplay, la sezione si è svolta quasi del tutto in casa di Lucy, con una breve escursione nel perimetro subito esterno, e ci ha restituito i già citati aspetti tipici di un punta e clicca: la protagonista può interagire con moltissimi elementi dello scenario, raccoglierne alcuni per risolvere enigmi ambientali oppure, ed è questo l'aspetto tipico di Children of Silentown, ricavare da oggetti specifici delle note che andrà a inserire nel suo diario - dove sono racchiusi tutti i progressi di gioco - con lo scopo di ricombinarle in melodie capaci di parlare al cuore delle persone... o persino schiudere i ricordi insiti in un particolare elemento. Queste ultime due sono le caratteristiche che più catturano l'attenzione, le vere novità in un gioco che nei suoi primi passi segue gli stilemi del genere: non c'erano nel prologo ma le si è comunque potute testare nella sezione "Minigames" dal menu.

In precisi momenti del gioco, Lucy potrà disporre del canto per scoprire segreti che altrimenti rimarrebbero nascosti: si passa dal parlare al cuore delle persone, come già citato, al richiamare alla mente situazioni passate pur senza averle vissute. Entrambe le situazioni, e verosimilmente tutte quelle presenti nella versione, si risolvono con la risoluzione di un minigioco, diverso in base al contesto, dalle regole molto semplici, così come lo è concluderli. Si tratta di piccolissimi assaggi che non escludiamo possano complicarsi con il procedere dell'avventura; per adesso, sono giusto un esempio di cosa Children of Silentown si prepara a offrire. Per quanto riguarda i dialoghi, si è scelto di non puntare su interazioni articolate (non essendolo del resto la storia, per quello che ci è parso di capire) ma questo non è affatto un male: il gioco non si propone come un'esperienza intensa e impegnata, che i dialoghi rispettino questa scelta è solo naturale. Inoltre c'è molto spazio per l'interpretazione da parte del giocatore e un pizzico di sarcasmo, a volte infantile né potrebbe essere altrimenti vista la protagonista, che non guasta mai per spezzare i ritmi. Nel complesso, il nuovo progetto di Elf Games si presenta ispirato e interessante, adatto a chi sguazza nel mistero con quel retrogusto horror a renderlo ancor più accattivante.

Children of Silentown: un puzzle
Children of Silentown: un puzzle

Children of Silentown è un progetto che in parte segue le orme del precedente videogioco di Elf Games, puntando molto sull'estetica e sulla colonna sonora per un'esperienza evocativa: in termini di gameplay siamo di fronte a un classico punta e clicca, impreziosito da alcune sezioni di minigiochi che andranno a integrarsi nella trama facendosi a loro volta dei piccoli enigmi. Ci sono tutte le basi per eguagliare e persino superare i buoni risultati ottenuti con Little Briar Rose ma, al momento, non possiamo esprimerci di più in merito data la brevità della demo: ci auguriamo che queste premesse positive riescano ad ampliarsi nella versione finale.

CERTEZZE

  • Esteticamente molto accattivante
  • La colonna sonora è un elemento di punta
  • Punta e clicca classico, impreziosito da alcuni minigiochi
  • Trama adatta a chi piace il mistero con un pizzico di horror
DUBBI
  • Abbiamo visto troppo poco per tirare somme più precise
  • Dati i precedenti, gli enigmi dovrebbero mostrarsi più elaborati