Chorus: provato lo sparatutto spaziale di DeepSilver

Chorus si presenta bene sul banco di prova, riuscirà a mantenere questa qualità per tutta la sua durata?

PROVATO di Tommaso Valentini   —   23/09/2021
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Ultimamente di Chorus si erano un po' perse le tracce e attorno allo sparatutto spaziale firmato DeepSilver si era venuto a creare un silenzio assordante. Lo sviluppo, tuttavia, procedeva a gonfie vele in gran segreto, evidentemente, tanto che nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di incontrare gli sviluppatori e provare le prime due ore di gioco, uscendone tra l'altro particolarmente soddisfatti.

Chorus è uno sparatutto spaziale, di quelli decisi a mettervi a bordo di una navicella ultra tecnologica e farvi calare nei panni di una pilota dal passato oscuro con qualche magagna da risolvere. Una base di partenza più che buona insomma per fare le cose in grande e, visto anche il successo di Everspace a cui Chorus è chiaramente ispirato, le probabilità che ciò accada possono risultare effettivamente alte.

Scopriamo il perché, nella nostra prova di Chorus.

Un mondo aperto da esplorare

Pronti a lanciarvi in questa nuova avventura nei panni di Nara?
Pronti a lanciarvi in questa nuova avventura nei panni di Nara?

DeepSilver ha avuto le idee chiare sin da subito e il punto di partenza doveva essere un universo in grado di invogliare il giocatore alla scoperta, alla sperimentazione e all'avventura. Nel viaggio che affronteremo ci sarà la possibilità di salvare superstiti, ma anche di combattere ferocemente contro pirati spaziali e altri piloti, con un'ombra immensa che, lentamente, avvolge l'altra metà dello spazio. Mistero e combattimento adrenalinico ci aspettano dunque, con una libertà per il giocatore di scegliere quali missioni affrontare e, soprattutto, come affrontarle potendo così decidere il ritmo di gioco e la velocità con cui si completeranno i contenuti. Nara sarà la nostra eroina, un personaggio enigmatico e dal passato oscuro, ma anche un pilota di caccia spaziale davvero in gamba. Una ragazza contro cui non ci si vorrebbe mettere, insomma, eppure qualche folle capace di credersi superiore a tutto e a tutti lo incontreremo anche questa volta, identificato proprio in quell'oscuro culto a cui Nara deve i suoi natali.

Inizia così una lotta per la sopravvivenza, con una trama che ci guiderà passo passo verso la risoluzione degli enigmi che offuscano i pensieri e che si intreccerà con poteri ultraterreni, pronti a regalare colpi di scena interessanti. Chorus è dunque sì uno sparatutto adrenalinico e avvincente, ma potenzialmente avrà anche una trama decisamente interessante, un connubio che potrebbe far contenti gli amanti del genere.

Grande impegno è stato riversato nella creazione di una colonna sonora epica ed emozionante, che sappia coniugare sia i momenti più concitati durante i combattimenti sia le calme fasi esplorative nello spazio. Da quello che abbiamo visto il lavoro sull'audio risulta davvero apprezzabile, con bassi profondi capaci di far vibrare la cassa toracica ad ogni colpo esploso dai nostri cannoni ed echi in lontananza che cullano il suono emesso dai nostri motori.

Visivamente Chorus è estremamente piacevole da osservare con ottime scene di intermezzo e un buon volume di effetti particellari durante i combattimenti. Solo le ambientazioni ci sono sembrate vagamente spoglie ma è una scelta stilistica atta a valorizzare un design super minimalista, lasciando che fossero poi altri effetti a riempire il nostro schermo attraverso conformazioni aliene ed esplosioni spettacolari, con centinaia di detriti da schivare mentre si serpeggia a velocità supersoniche.

In linea con quanto detto per le strutture, anche le astronavi mantengono una soluzione spigolosa e squadrata ma non per questo banalizzata anzi, la possibilità di modificare gli armamenti e i miglioramenti meccanici lascia ampio spazio alla personalizzazione, aggiungendo sicuramente profondità al tipo di prodotto.

Sparare è il fulcro ma anche il volo non è male

Un mondo aperto da esplorare tra realtà e misticismo
Un mondo aperto da esplorare tra realtà e misticismo

Abbiamo giocato questa demo di Chorus sia con la combinazione mouse e tastiera sia con il pad e dobbiamo ammettere che qualche minuto per abituarsi ai molteplici controlli è necessario prima di iniziare a godere appieno del titolo e delle sue meccaniche di combattimento. A bordo della Forsaken, Nara potrà decidere se utilizzare mitragliatrici gatling, laser o razzi cambiandoli istantaneamente tra loro, armi diverse per obiettivi strutturati con resistenze e debolezze relative, in un continuo gioco di carta, sasso e forbice che impedisce di fossilizzarsi su un solo setup per le missioni. Si vola così tra gli asteroidi e i rapidissimi nemici, tenendo sempre un occhio sull'interfaccia minimalista, ma sufficientemente chiara e con l'altro sui tempi di recupero dei poteri speciali della protagonista. Per aumentare il ritmo di gioco Nara potrà infatti lanciare degli impulsi per evidenziare casse di crediti sparse per la mappa o usare poteri più aggressivi come una sorta di mini warp grazie al quale mettersi direttamente in scia del nemico più vicino così da abbatterlo rapidamente.

Non mancano poi i barrell roll laterali per schivare armi ad aggancio automatiche avversari e nemmeno uno speciale drift grazie al quale scivolare velocemente in derapata ed eliminare i nemici in coda senza che questi riescano ad accorgersene. Ci si ritrova così coinvolti sempre in combattimenti molto dinamici, in missioni veloci, ma tarate al punto giusto per essere stimolanti e una varietà di cose da fare forse non straripante ma comunque piuttosto soddisfacente. Non mancheranno poi nella versione finale anche puzzle ambientali e momenti di calma in cui esplorare speciali condotti stracolmi di trappole, elementi da studiare successivamente in fase di recensione.

A impreziosire l'esperienza ci pensa un sistema di crescita delle armi in base al loro utilizzo davvero pratico. Usate le gatling a lungo e il loro livello salirà riducendone i tempi di raffreddamento, il rateo di fuoco e così via. Questo vale inoltre per tutte le altre armi e abilità presenti nel gioco. I completisti, insomma, avranno diverse cose da fare: se saranno divertenti e se il farming sarà limitato, però, lo scopriremo solo dai primi di dicembre.

La nostra esperienza con Chorus è stata sicuramente positiva e se avete amato Everspace il gioco di Deep Silver deve entrare di diritto tra quelli da seguire con attenzione. Nara è una bella protagonista, canonica nel suo passato oscuro, ma con sfaccettature varie tali da renderla interessante. Il titolo si presta a brevi sessioni o a full immersion cercando di dipanare gli intrighi della storia, accompagnato da un sistema di volo e combattimento più profondi del previsto. Solo il 3 dicembre, grazie alla nostra recensione, però, potremo a capire se Nara riuscirà a far parlare di sé anche sul pianeta terra.

CERTEZZE

  • Buon protagonista
  • Sistema di volo e combattimento sufficientemente profondi
DUBBI
  • L'esplorazione riuscirà a restare soddisfacente?
  • Da verificare la varietà di ambientazioni