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Cinque serie dormienti che Nintendo dovrebbe risvegliare

In un recente sondaggio vi abbiamo chiesto di indicarci quali sono quelle serie che, secondo voi, la casa di Kyoto dovrebbe riportare in auge. Diamo un'occhiata ai vostri - aggiungendo i nostri - desideri.

SPECIALE di Diego Trovarelli   —   25/05/2026
Punch-Out!!

La fresca notizia del rilancio di Star Fox, pronto a spiegare nuovamente le ali con un remake su Switch 2 del leggendario capitolo per Nintendo 64, ha infiammato l'entusiasmo dei fan della grande N. Ma questo annuncio non è altro che la dimostrazione di una verità incontestabile: nella cassaforte di Kyoto ci sono un sacco di tesori dimenticati che aspettano solo la giusta chiave hardware per tornare a risplendere.

Se la casa di Super Mario ha deciso di compiere questo passo, be', significa che nessun marchio del passato può considerarsi definitivamente spacciato; e allora, riallacciandoci anche al recente sondaggio comparso sulle pagine di Multiplayer, andiamo alla riscoperta di cinque serie dormienti di Nintendo che secondo noi (e soprattutto secondo voi) meriterebbero un ritorno in grande stile.

F-Zero

Se si parla di assenze ingiustificate nel pantheon di Nintendo, il pensiero corre immediatamente a bordo di una vettura che sfreccia in pista fluttuando a velocità folle, dite la verità. E questo perché F-Zero è più di un semplice gioco di corse futuristiche; è l'incarnazione videoludica dell'adrenalina, della precisione millimetrica e di quella sfida spietata che non ammette errori.

F-Zero GX è stato una vera svolta per il genere
F-Zero GX è stato una vera svolta per il genere

Nata nel 1990 come vetrina tecnica per mostrare al mondo di che pasta fosse fatto il Super Nintendo, la saga ha ridefinito il concetto di velocità nei videogiochi, con la sua evoluzione su Nintendo 64, rappresentata da F-Zero X, che ha introdotto la folle gestione di decine di piloti in contemporanea sullo schermo, con un frame rate che ha raggiunto i 60 fotogrammi al secondo.

Il picco assoluto è stato però raggiunto nel 2003 con F-Zero GX su GameCube, titolo sviluppato da Amusement Vision di Sega, ricordato ancora oggi come uno dei racing game visivamente più sbalorditivi e appaganti di tutti i tempi. Da quel momento, a parte lo spin-off online F-Zero 99 pubblicato nel 2023 e qualche apparizione su Game Boy Advance, la serie è ferma ai box, ma va da sé che nell'era del gaming online di massa e degli schermi ad altissima risoluzione, il ritorno di Captain Falcon avrebbe davvero senso.

Un nuovo F-Zero per Switch 2, infatti, ovviamente dotato di un comparto grafico all'avanguardia e di un editor dei tracciati avanzato, farebbe senz'altro la gioia degli appassionati; a patto però che le caratteristiche storiche della serie siano ancora al proprio posto, come l'uso dell'energia della navetta sia come scudo protettivo sia come barra del turbo, e il classico design fantascientifico che tutti conosciamo bene.

Wario Land

Il marchio Wario Land si è dimostrato la voce più votata nel nostro sondaggio; una serie che ha rappresentato per anni la variante anarchica, distruttiva e geniale del genere platform di casa Nintendo.

Wario Land: The Shake Dimension ha segnato il debutto della storica controparte di Mario su Wii
Wario Land: The Shake Dimension ha segnato il debutto della storica controparte di Mario su Wii

Sbocciato su Game Boy nel 1994, con il capitolo intitolato Wario Land: Super Mario Land 3, questo filone ha rapidamente trovato una propria identità, finendo per abbracciare una filosofia basata sulla forza bruta, sul collezionismo di tesori e sulla manipolazione dello stato fisico del protagonista. Il level design si configurava infatti come un puzzle dinamico in cui il giocatore doveva capire come sfruttare a proprio favore i "malus" in cui incappava, per poi lanciarsi in una fuga disperata verso l'inizio del livello una volta attivato il timer di autodistruzione.

L'ultimo capitolo principale della serie a sbarcare su una console casalinga è stato il buon Wario Land: The Shake Dimension, sviluppato da Good-Feel e giunto su Nintendo Wii nel 2008; titolo che si distingueva per un'ottima grafica bidimensionale interamente disegnata a mano, che dava l'impressione di controllare un vero cartone animato interattivo. Da allora, sono passati ben diciotto anni di silenzio interrotti solo dalle pazze raccolte di minigiochi della serie WarioWare, che pur essendo divertenti e apprezzabili non hanno appagato la sete di esplorazione degli amanti dei platform vecchio stampo.

WarioWare: Move it! è la più recente raccolta del marchio WarioWare
WarioWare: Move it! è la più recente raccolta del marchio WarioWare

Nell'ottica di un possibile ritorno su Nintendo Switch 2 sarebbe bello immaginare una fisica degli oggetti e delle distruzioni senza precedenti, in cui magari ogni spallata di Wario destabilizza l'ambiente circostante in modo creativo. E poi, ammettiamolo, ritrovare quell'ironia grottesca e stralunata, e quella squisita caccia all'oro all'interno di templi antichi e basi pirata sarebbe il modo perfetto per ricordare a tutti che essere cattivi, ogni tanto, è dannatamente divertente.

EarthBound

Ideata dalla mente geniale ed eclettica di Shigesato Itoi, la serie EarthBound (conosciuta in Giappone come Mother) ha scardinato le regole non scritte dei giochi di ruolo giapponesi sin dal suo esordio nel 1989. Già, perché anziché draghi, castelli medievali, spade magiche e cinematiche fantasy, la saga proponeva un'ambientazione suburbana, arricchita da elementi stereotipati che in qualche modo rimandavano agli Stati Uniti.

Ci piacerebbe davvero veder tornare Earthbound con un nuovo capitolo
Ci piacerebbe davvero veder tornare Earthbound con un nuovo capitolo

Tra mazze da baseball e poteri psichici, in Earthbound era l'umorismo surreale, l'aspetto parodistico della narrazione e la leggerezza a prendersi la scena; il tutto, impreziosito da una colonna sonora davvero di livello. Se escludiamo la ripubblicazione dei classici all'interno del catalogo retro di Nintendo Switch, la serie è ferma al palo dal 2006, anno in cui Mother 3 approdò su Game Boy Advance ma esclusivamente sul suolo nipponico.

Stiamo parlando di un capitolo che è diventato una sorta di oggetto di culto, da veri collezionisti, che peraltro per anni hanno chiesto a gran voce una localizzazione ufficiale tuttavia mai arrivata. Chissà, un remake completo dell'intera trilogia, o almeno dell'EarthBound per Super Nintendo, potrebbe essere un successo, perché riproporre oggi quel mix inimitabile di terrore cosmico e humour significherebbe ridare vita a un'opera d'arte pop che ha influenzato parecchi titoli moderni.

Nintendogs

Nel 2005 Nintendogs è stato il manifesto programmatico della filosofia della casa di Kyoto applicata al Nintendo DS: abbattere le barriere d'ingresso del medium e dimostrare che chiunque, dal bambino di cinque anni alla nonna di ottanta, poteva interagire con un software.

Il titolo sfruttava in modo pionieristico ogni caratteristica hardware della console a doppio schermo su cui girava: si usava il pennino sul touch screen per accarezzare i cagnolini; si parlava direttamente al microfono integrato per impartire loro dei comandi vocali; e si sfruttava il wireless locale per attivare la Modalità Bau-bau, che permetteva, tra le altre cose, di far incontrare i propri cuccioli con quelli dei passanti incrociati per strada.

Con Nintendogs tutti potevano avere un cane in casa, anche chi non aveva abbastanza spazio
Con Nintendogs tutti potevano avere un cane in casa, anche chi non aveva abbastanza spazio

Insomma, al netto della sua inevitabile ripetitività, era un simulatore di animali domestici incredibilmente realistico per l'epoca, capace di creare un legame affettivo genuino tra il cucciolo e l'utente grazie a routine comportamentali calcolate nei minimi dettagli.

Il capostipite ha ricevuto un seguito nel 2011 in concomitanza con il lancio del Nintendo 3DS, intitolato Nintendogs + Cats, che introduceva la presenza dei gatti e sfruttava lo schermo tridimensionale per dare maggiore profondità agli ambienti domestici. Da quel momento, la serie è caduta in un letargo profondo lungo quindici anni, e dobbiamo dire che in un periodo come quello attuale, in cui il fenomeno dei cozy games e il ritorno in auge di esperienze come Animal Crossing: New Horizons si sono presi la scena, l'assenza di un Nintendogs moderno fa un po' strano.

Nintendogs + Cats fece la felicità anche degli amanti dei gatti
Nintendogs + Cats fece la felicità anche degli amanti dei gatti

Sarebbe bello infatti immaginare l'integrazione con la telecamera dedicata a Switch 2 per il riconoscimento facciale (con il cane che magari fa le feste quando riconosce il volto del padrone), l'uso di comandi vocali avanzati e una modalità online strutturata come un vero e proprio parco giochi globale in cui far interagire i cuccioli di tutto il mondo. Una piccola figata.

Punch-Out!!

Nato nelle sale giochi della prima metà degli anni '80 e consacrato definitivamente sul NES grazie anche allo storico endorsement di Mike Tyson, Punch-Out!! rappresenta una delle massime espressioni del game design di stampo arcade firmato Nintendo.

Arrivare a sfidare e mettere al tappeto Tyson nel primo, indimenticabile, Punch-Out!! era una vera impresa
Arrivare a sfidare e mettere al tappeto Tyson nel primo, indimenticabile, Punch-Out!! era una vera impresa

La serie non è infatti mai stata un simulatore di pugilato realistico, quanto piuttosto un brillante gioco di riflessi camuffato da evento sportivo; una sorta di "rhythm game" strategico ad altissima intensità, se ci passate l'espressione. Nei panni del tenace peso leggero Little Mac, guidato dai consigli a bordo ring del saggio Doc Louis, il giocatore si ritrovava ad affrontare una scalata verso la cintura mondiale contro avversari palesemente fuori scala per lui: giganti grotteschi e sopra le righe dotati di stili di combattimento unici e imprevedibili.

La serie ha toccato il suo apice qualitativo in epoca moderna nel 2009 grazie al capitolo omonimo sviluppato da Next Level Games per Nintendo Wii, che è riuscito a fondere l'accessibilità dei controlli di movimento del Wiimote con la precisione millimetrica richiesta dai comandi classici. Purtroppo, dopo quella gloriosa cintura iridata conquistata su Wii, il ring si è svuotato e i riflettori si sono spenti sulla serie, e Little Mac ha continuato a combattere esclusivamente come lottatore nei crossover della serie Smash Bros.

Stiamo ancora aspettando un nuovo Punch-Out!! dal capitolo per Wii
Stiamo ancora aspettando un nuovo Punch-Out!! dal capitolo per Wii

La ricomparsa di Punch-Out!! su Switch 2 sarebbe l'occasione perfetta per ripensare la serie, che potrebbe tornare a dispensare KO e divertimento come ai vecchi tempi, pur senza tradire quegli stilemi che l'hanno resa celebre. E chi ricorda la difficoltà criminale del primissimo capitolo sa di cosa stiamo parlando.

Una panchina di lusso

Quelli che vi abbiamo elencato non sono gli unici marchi che l'utenza Nintendo desidererebbe veder risorgere il prima possibile; nel nostro sondaggio e nei commenti che lo hanno arricchito, infatti, sono spuntati altri nomi molto interessanti che vale la pena menzionare.

Se volgiamo innanzitutto lo sguardo all'area sportiva, l'assenza di Pilotwings e Wave Race si fa sentire parecchio. Il primo, fermo dal 2011 con l'episodio Resort per 3DS, ha sempre rappresentato la via rilassante e tecnica al volo leggero, tra deltaplani, jetpack e tute alari da utilizzare per completare missioni e conquistare l'agognata licenza da pilota.

Wave Race accompagnò l'arrivo di GameCube sul mercato
Wave Race accompagnò l'arrivo di GameCube sul mercato

Wave Race, invece, è bloccato addirittura dal lontano 2001, anno di pubblicazione di Blue Storm come titolo di lancio di GameCube. Stiamo parlando di una saga che ha fatto scuola grazie alla sua avveniristica simulazione fisica dell'acqua, esplosa con l'episodio per Nintendo 64, dove le onde erano forze fluide dinamiche capaci addirittura di deviare la traiettoria del nostro jet-ski.

Sempre sul fronte delle corse, è impossibile dimenticare l'energia scanzonata di Excitebike, che dopo aver scritto la storia del NES ed essere passato per il Nintendo 64, si era evoluto su Wii con World Rally e i folli spin-off Excite Truck e Excitebots: Trick Racing.

Sin & Punishment: Successor of the Skies era uno sparatutto su binari apprezzabilissimo
Sin & Punishment: Successor of the Skies era uno sparatutto su binari apprezzabilissimo

Spostandoci verso produzioni dalle velleità marcatamente narrative, sono tre i pesi massimi del passato che sembrano godere dell'interesse maggiore da parte del pubblico. Sin & Punishment, lo sparatutto su binari sviluppato da Treasure per Nintendo 64, nel 2009 è approdato su Wii con Sin & Punishment: Successor of the Skies, una delle esperienze action più frenetiche, visionarie e tecnicamente impeccabili dell'epoca, rimasta purtroppo priva di un seguito.

Per chi non la conoscesse, invece, Golden Sun è la saga di giochi di ruolo creata da Camelot su Game Boy Advance, spentasi nel 2010 su Nintendo DS con L'Alba Oscura, lasciando i fan con il desiderio profondo di tornare a manipolare la "Psinergia" in un mondo fantasy di rara bellezza.

Infine, un'autentica pietra miliare del mondo dei videogiochi: quel Kid Icarus risorto miracolosamente nel 2012 su 3DS con Uprising, che si rivelò un piccolo gioiello di scrittura e ironia, nonché un matrimonio perfetto tra sezioni sparatutto aeree e combattimenti terrestri che non può rimanere senza una nuova iterazione.

È un peccato che Kid Icarus ci stia lasciando a bocca asciutta da così tanto tempo
È un peccato che Kid Icarus ci stia lasciando a bocca asciutta da così tanto tempo

Insomma, come abbiamo visto, l'interesse del pubblico e la voglia di riscoprire il passato ci sono, e i marchi storici pronti a risvegliarsi dal loro sonno, pure; manca solo la volontà di Nintendo, dunque, ma speriamo che quella non tardi a farsi viva.

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