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The Mandalorian and Grogu, la recensione del nuovo Star Wars al cinema

Star Wars torna al cinema dopo sette anni con The Mandalorian and Grogu, seguito della serie TV di successo su Disney Plus: cosa aspettarsi da questo strano film?

RECENSIONE di Christian Colli   —   21/05/2026
The Mandalorian and Grogu poster

Sono passati sette anni dall'ultima volta che Star Wars è passato per i cinema con L'ascesa di Skywalker, perciò fa un po' strano che in sala, dopo tutto questo tempo, ci torni con qualcosa come The Mandalorian and Grogu, un film che prosegue la serie TV andata avanti per tre stagioni su Disney Plus. Non è esattamente un film innovativo, non per un marchio che è stato a dir poco pionieristico. Mettiamola così: è un po' come quando si guarda Dragon Ball Super in TV e poi al cinema danno La battaglia degli dèi o La resurrezione di F, o come quando è arrivato sul grande schermo Demon Slayer con un lungometraggio che proseguiva la serie animata.

The Mandalorian and Grogu è proprio questo, un capitolo a sé stante di una serie TV che conta all'attivo ventiquattro episodi, e anche se non è strettamente necessario averli visti tutti per capire la storia, non è un film che si rivolge a un pubblico ampio, anche se sul poster capeggia il logo di Star Wars. Eppure di Guerre Stellari ha proprio tutto: gli intrighi, l'azione, i caccia stellari, la Forza, l'Impero e i mostri alieni. Insomma, è un film che ha senso e che ci è piaciuto? Ve lo raccontiamo nella nostra recensione.

Questa è la via, ma gira a destra

C'è una domanda che si sono fatti tutti per mesi, guardando i trailer e leggendo le notizie. Una domanda dall'accezione non proprio positiva, e cioè: The Mandalorian and Grogu è un film vero e proprio, oppure è un episodio della serie TV proiettato sul grande schermo? Con la tecnologia di oggi e i budget stellari di Lucasfilm (è costato 165 milioni di dollari) il confine tra le due cose può sembrare sottile, ma se vi siete fatti questa domanda avete capito cosa intendiamo, e soprattutto possiamo rispondervi: The Mandalorian and Grogu è esattamente un nuovo episodio della serie TV, anzi due messi insieme, e maliziosamente si potrebbe pensare che non sia altro che il girato della quarta stagione cancellata.

Grogu e gli Anzellani in una scena del film
Grogu e gli Anzellani in una scena del film

E questo non è veramente negativo, perché si respira subito l'aria della serie TV originale (soprattutto delle prime due stagioni) con le sue sfumature western e la narrativa episodica che per molti ha rappresentato uno dei migliori punti di forza di The Mandalorian. Din Djarin, sempre interpretato da Pedro Pascal, ora lavora per la Nuova Repubblica, anche se preferisce definirsi un collaboratore indipendente: dà la caccia agli Imperiali superstiti insieme al suo protetto/figlio/discepolo Grogu. Lo ritroviamo a fare squadra con Garazeb "Zeb" Orrelios, che i fan di Star Wars Rebels ricorderanno con affetto, e a prendere ordini da Ward, un colonnello della Nuova Repubblica interpretato da una solare Sigourney Weaver.

La nuova missione di Mando è semplice: trovare Rotta the Hutt, il figlio di Jabba (che Ahsoka e Anakin avevano salvato nel film di Clone Wars del 2008, pensate un po'!) che è prigioniero sul pianeta Shakari, per conto dei suoi zii, i gemelli già apparsi in The Book of Boba Fett. Ovviamente le cose non sono esattamente come sembrano e Mando si troverà coinvolto in un intrigo per cui dovrà scegliere con e contro chi schierarsi. La trama è tutt'altro che cervellotica e si divide idealmente in due tempi separati dal proverbiale intervallo: fila liscia, tra esplosioni, inseguimenti e viaggi stellari, e si chiude con un finale asciutto che lascia la porta aperta a nuove avventure.

La prima parte, che si concentra soprattutto su Mando e sull'azione, è quella più simile alla serie televisiva, col suo approccio in stile "videogioco": Mando gira di qua e di là, fa domande inopportune, trova l'obiettivo, prima tenta la via diplomatica e poi passa alle armi spianate. Tutto già visto, anche se il personaggio di Rotta ci è piaciuto veramente molto, essendo un Hutt atipico che vuole proprio lasciarsi alle spalle il retaggio di suo padre Jabba. In lingua inglese è doppiato dal bravissimo Jeremy Allen White di The Bear, ma anche in italiano abbiamo trovato molto adatta la voce di Davide Perino, che gli conferisce una gentilezza volutamente in contrasto col suo aspetto robusto e mostruoso.

The Mandalorian and Grogu smuove pochissimo la mitologia di Star Wars , quell'Universo Espanso su cui si poggia effettivamente il Mandoverso. Non c'è nessuna minaccia galattica da sventare, e anche il pericolo Imperiale è molto contenuto: è una storia più intima, che mette un punto a una certa sottotrama e coinvolge marginalmente dei personaggi minori come gli Anzellani o il cacciatore di taglie Embo, già apparso in The Clone Wars, Rebels e altre opere. Questa scelta alleggerisce sicuramente il peso del film, più vicino a produzioni come Solo e Rogue One in termini di importanza narrativa.

Il solito Grogu

Allo stesso tempo, però, The Mandalorian and Grogu non dà nessuno spunto di crescita ai suoi due protagonisti, ormai blindati in un rapporto che conosciamo bene e che non è cambiato di una virgola: persino alcune gag - come quella di Grogu alla console di comando - sanno di già visto, pur strappando un sorriso perché, insomma, come si fa a non amare Grogu? È forse uno dei personaggi più azzeccati e commercialmente perfetti nella storia dell'intrattenimento, imparagonabile agli Ewok che per George Lucas avevano la medesima funzione. E nella seconda parte del film, più incentrata su di lui, Grogu ha un ruolo più da protagonista che da spalla.

La mitica Sigourney Weaver interpreta il Colonnello Ward
La mitica Sigourney Weaver interpreta il Colonnello Ward

Non staremo ad anticiparvi troppo, ma a un certo punto Grogu si ritroverà ad affrontare una crisi temporanea da solo, in una sequenza commovente e silenziosa che lo vede emanciparsi, in un certo senso, e mettere in pratica gli insegnamenti del suo padre adottivo. Dura pochi minuti ma è efficace e spiega indirettamente ma con chiarezza perché nel titolo della pellicola c'è anche il suo nome. Poi il film riprende la sua corsa verso il finale in un ultimo atto pieno d'azione, esplosioni e combattimenti, come ci si aspetterebbe da uno Star Wars che si rispetti, ma bisogna ammettere che la genericità dei nemici - draghi subacquei, mech e soldati anonimi del Droid Gothra, creature aliene varie - abbassa ulteriormente l'asticella di un climax abbastanza scontato.

Ecco, forse il più grande problema di The Mandalorian and Grogu è questo: è un film scontato. La sua natura difficilmente mette ansia, e anche nei momenti più critici della pellicola ci si sente sempre al sicuro. Non che tutto debba finire in tragedia o mettere sempre in pericolo uno o più pianeti, intendiamoci; non è nemmeno mai stato questo lo scopo di The Mandalorian proprio come storia. Però il passaggio al grande schermo forse esigeva qualcosina di più, e si esce dalla sala con la sensazione di aver guardato una nuova stagione maldestramente montata sotto forma di film.

Rotta the Hutt è un personaggio sorprendente
Rotta the Hutt è un personaggio sorprendente

Anche dal punto di vista tecnico, infatti, The Mandalorian and Grogu è un prodotto spettacolare, ma non fa nulla di rivoluzionario e tende a essere un po' meno creativo ed esotico di altri Star Wars. Le location si contano infatti sulle dita di una mano e sono tutte piuttosto contenute: il pianeta Shakari, per esempio, sembra una comunissima metropoli giapponese di notte, mentre di Nal Hutta - il pianeta degli Hutt, per intenderci - si vede poco e niente, se non le sue generiche paludi, e la base Adelphi già la conosciamo dai tempi della serie TV. Siamo ben lontani dai luoghi spettacolari mostrati in altri film, e questo un po' dispiace visto che una caratteristica centrale di The Mandalorian era proprio la varietà delle ambientazioni.

Per il resto il film funziona, pur non mostrando nessun guizzo particolare. Le scene d'azione tendono a essere un po' confuse, soprattutto nello scontro finale del film, al chiuso e nella semioscurità, ma sempre spettacolari e coinvolgenti, con qualche momento più ispirato negli ultimi e rocamboleschi minuti. Merito anche dalla colonna sonora di Ludwig Göransson, che ha riarrangiato le musiche della serie TV e ne ha composte di nuove molto anni 80. Una menzione va fatta come al solito anche al trucco, agli effetti prostetici e soprattutto il lavoro dei marionettisti che, insieme a un'ottima computer grafica, danno vita ad alcune tra le migliori creature viste a schermo.

Pedro Pascal in una delle pochissime scene senza elmo mandaloriano
Pedro Pascal in una delle pochissime scene senza elmo mandaloriano

Proprio in tal senso, The Mandalorian and Grogu è una pellicola leggera e divertente che profuma di Star Wars, ma il suo problema è essere solo questo: dopo sette anni e uno storico recente molto controverso, forse al cinema avremmo voluto vedere qualcosa di più che una puntata di The Mandalorian sotto steroidi.

Conclusioni

Multiplayer.it

6.5

Mettiamola così: se avete amato The Mandalorian per un motivo o per l'altro, The Mandalorian and Grogu è un film imperdibile. Ha praticamente tutto quello che potreste aspettarvi da un episodio della serie TV, impreziosito dal potere del grande schermo. Però è solo questo, un'avventura spassosa e dinamica, ma contenuta, di Mando e Grogu, che non smuove più di tanto il Mandoverso, figurarsi l'Universo Espanso di Star Wars. Non tutti i film devono essere pioneristici, rivoluzionari o indimenticabili, men che meno ogni singolo Star Wars, ma se Guerre Stellari torna al cinema dopo tanti anni dovrebbe farlo in grande stile, dovrebbe essere un evento, nel bene o anche nel male, mentre The Mandalorian and Grogu è solo qualcosa in più a quello che abbiamo già.

PRO

  • Grogu, naturalmente, ma anche e soprattutto Rotta the Hutt
  • Una divertente avventura dedicata ai fan di The Mandalorian
  • Ottimi i costumi, il trucco e gli effetti pratici

CONTRO

  • È sostanzialmente un doppio episodio della serie TV
  • Non smuove minimamente il Mandoverso o l'Universo Espanso
  • La minaccia è talmente contenuta che non c'è tensione
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