Possiamo capire lo spettatore occasionale che guarda Maul - Shadow Lord e pensa: "ma questo non era mica morto malissimo ne La minaccia fantasma?" e poi, subito dopo, "Ma com'è che parla così tanto? Non era, tipo, muto?". No, Darth Maul non era muto, ma il buon Ray Park - che lo ha interpretato nel film del 1999 - aveva letteralmente due battute, per un totale di 21 parole (in italiano) e circa 6 minuti di girato. E nonostante questo, e una sconfitta ingloriosa, l'apprendista Sith è diventato uno degli antagonisti più memorabili di tutti i tempi.
La storia di Darth Maul, però, non è finita in Episodio I. È proseguita principalmente nelle serie animate The Clone Wars e Rebels, in cui gli ha dato voce Sam Witwer, ma anche nei fumetti e nei romanzi, canonici e non, dell'Universo Espanso di Star Wars. Pian piano, il sicario silenzioso di Darth Sidious, famoso per le sue piroette e per la sua spada laser a doppia lama, è diventato un personaggio tridimensionale, una figura tragica piena di passione e di rabbia: i sentimenti che lo vincolano al lato oscuro.
Abbiamo avuto occasione di conoscerlo anche meglio nei dieci episodi di una nuova serie animata su Disney Plus, conclusa giusto in tempo per i festeggiamenti annuali del 4 maggio, ed ecco com'è andata.
Adesso parla Maul
Dave Filoni, lo stesso Witwer - praticamente ormai di casa a Lucasfilm: è stato anche Starkiller nei giochi Il potere della Forza - e i produttori esecutivi Matt Michnovetz e Brad Rau avevano in mente una storia su Maul da prima del COVID, da quando avevano cominciato a lavorare a The Bad Batch. Maul era apparso brevemente in una scena del film Solo, in cui si scopriva che l'ex Sith era a capo del cartello criminale dell'Alba Cremisi: restava quindi da raccontare cosa fosse successo allo Zabrak prima della sua dipartita in Rebels. È qui che entra in gioco la nuova serie animata.
Ambientata praticamente tutta sul pianeta Janix, la nuova serie animata abbraccia il genere crime con una sfumatura noir. È fondamentalmente la storia di un cattivo e la scrittura riflette con chiarezza l'intento degli autori: può sembrare un "cartone animato" e quindi far pensare a un pubblico vasto, ma Shadow Lord è uno show cupo, tormentato e crudele, più per adulti che per bambini. Forse il modo più azzeccato per descriverlo è il seguente: Shadow Lord sta a The Clone Wars come Andor sta a The Mandalorian.
Il pianeta Janix è praticamente una Gotham City in salsa Star Wars. Qui l'Impero non è ancora arrivato, perciò è terreno fertile per le bande criminali come quella di Maul che, accompagnato dai Fratelli della Notte e la Death Watch di Mandalore, sta cercando di consolidare il suo potere per vendicarsi di coloro che l'hanno tradito: il Collettivo Ombra, per cominciare, ma soprattutto Darth Sidious. Il problema è che su Janix si stanno nascondendo anche il Maestro Jedi Eeko-Dio Daki e la sua apprendista Devon Izara, scampati da pochissimo all'Ordine 66 che ha sterminato gli altri Jedi.
In questo fuoco incrociato ci finisce il capitano Brander Lawson, un padre separato che sta indagando sulle malefatte di Maul mentre cerca di recuperare il rapporto col figlio adolescente. L'indagine, però, rischia di attirare l'attenzione dell'Impero, proprio mentre Maul mette gli occhi su Devon - una potenziale discepola da piegare al lato oscuro - e i cartelli criminali si fanno la guerra. I dieci episodi, che durano circa mezz'ora ciascuno, descrivono un arco narrativo incalzante, in cui hanno spazio soprattutto i comprimari del protagonista, tutti scritti dannatamente bene nonostante l'esigua durata della stagione.
Maul in un certo senso è l'anello debole della catena perché conosciamo lui, i suoi trascorsi e il suo destino: è l'unico personaggio del cast ad avere una storia compiuta e famosa, mentre tutti gli altri - beh, a parte Marrok e l'Undicesimo Fratello dell'Inquisitorius - sono vulnerabili, nonostante alcune sorti siano piuttosto scontate per ovvie ragioni. La caratterizzazione di Maul, tuttavia, non riserva molte sorprese a chi ha seguito i media di Star Wars: lo ritroviamo più flemmatico e maturo rispetto agli eventi di The Clone Wars, in una vera e propria crisi esistenziale.
Sotto alcuni aspetti, insomma, Maul è il personaggio meno interessante del mucchio, sebbene sia il protagonista: è semplicemente il cattivo che già conosciamo, mentre gli altri personaggi hanno storie ancora da scoprire che abbiamo trovato più intriganti e credibili, come la complicata relazione tra i Lawson o il rapporto che lega il capitano al suo droide protocollare Two-Boots. Maul - Shadow Lord ha un cast ricco e intrigante, che include alcune comparsate importanti come i summenzionati Inquisitori, il criminale Dryden Vos o un certo altro personaggio che è stato animato in maniera assolutamente fantastica.
Le migliori spade laser della galassia
Maul - Shadow Lord è una serie che scorre velocemente, non solo per la sua durata contenuta, ma anche perché prende letteralmente velocità di episodio in episodio, facendo convergere le varie sottotrame nella stessa direzione. Cominciando come un poliziesco a tinte noir, ben presto assume contorni da Star Wars, tra sparatorie e duelli con le spade laser tra i migliori che Star Wars abbia messo in scena, merito anche di un comparto tecnico veramente stratosferico. Shadow Lord è probabilmente la miglior serie in computer grafica di Lucasfilm Animation, non solo per la regia articolata e sempre precisa, le animazioni incredibilmente fluide o i dettagli minuziosi in ogni scena, ma anche per la direzione artistica generale, sia visiva che musicale.
La serie non impiega solo brani inediti, ma i compositori della famiglia Kiner - storicamente associati alle serie animate Lucasfilm - hanno riarrangiato i temi dei film e di The Clone Wars, incluso il celeberrimo Duel of the Fates per spingere l'asticella emotiva nelle scene clou. Sul fronte visivo, però, Lucasfilm Animation ha fatto veramente un miracolo: pur impiegando il solito stile tagliente e stilizzato del ramo di The Clone Wars, più vicino ai recenti The Bad Batch e alle antologie Star Wars Tales, ha calcato la mano sui colori, la cui importanza è fondamentale. Shadow Lord a tratti sembra un dipinto, ma i contrasti netti, l'uso frequente del nero e del rosso, i colori vivaci alla luce del giorno e le ombre buie come abissi al chiuso, conferiscono a certe scene una potenza ancora maggiore.
Bisogna ammettere però che ci ricorderemo Maul - Shadow Lord più per la sua atmosfera che per la storia: quest'ultima è un punto di partenza, infatti Filoni ha già confermato una seconda stagione e, sebbene non ci aspettiamo chissà quali giravolte per quanto riguarda il protagonista della serie, siamo curiosi di scoprire invece cosa riserverà il futuro ai comprimari che abbiamo conosciuto in questa prima annata e che sono sopravvissuti al finale di stagione.
Se la qualità tecnica resterà questa, siamo già a bordo: la serie offre comunque una prospettiva insolita su quel sottobosco criminale che abbiamo spesso guardato con gli occhi degli eroi e di cui abbiamo avuto un assaggio nel recente videogioco Star Wars Outlaws.
Conclusioni
Multiplayer.it
8.0
La nuova serie Lucasfilm Animation su Disney Plus è una visione obbligata per i fan di Darth Maul: non costruisce niente di particolarmente nuovo con l'ex Sith de La minaccia fantasma, ma lo fa combattere in alcuni duelli semplicemente incredibili che mettono in mostra i muscoli di una produzione di altissimo livello. Shadow Lord è una serie adulta sotto diversi punti di vista, che racconta una storia cupa ma coinvolgente, ricordandoci che Star Wars può abbracciare i generi più diversi: lo fa con un cast di comprimari praticamente più interessante del protagonista, omaggiando i film e le serie animate precedenti. Pensavamo che Maul non avesse più niente da dire, e in un certo senso è così, ma lo stesso non vale per la galassia lontana lontana di George Lucas.
PRO
- Tecnicamente incredibile
- Comprimari molto ben caratterizzati
- Alcune tra le scene più memorabili nella storia di Star Wars
CONTRO
- Serve guardare alcuni episodi di The Clone Wars per capirci qualcosa
- Maul è un personaggio a cui è rimasto poco da dire
- La storia non è il punto forte della serie
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