Cinque supereroi che non hanno un videogioco ma che dovrebbero averlo 22

Nell'epoca dei cinecomic esistono ancora supereroi che non hanno avuto un tie-in videoludico tutto loro: eccone cinque che se lo meriterebbero!

SPECIALE di Christian Colli   —   21/06/2019

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Ultimamente parliamo sempre di Marvel: la Casa delle Idee in effetti ha monopolizzato i nostri media preferiti coi suoi fumetti, i film targati Disney e i videogiochi in uscita. Presto arriverà su Switch il promettente Marvel Ultimate Alliance 3, mentre la scorsa settimana si è fatto un gran parlare del controverso gioco sugli Avengers sviluppato da Crystal Dynamics e mostrato per la prima volta proprio all'E3. Con tutti gli sguardi rivolti all'etichetta rossa e bianca del compianto Stan Lee, è facile dimenticarsi che, da qualche parte, c'è anche la DC Comics. Purtroppo la Distinta Concorrenza non si è... distinta poi così tanto. Il timido tentativo di unificare i suoi film in un universo coerente, prima con Batman V Superman: Dawn of Justice e poi con Justice League, è sfortunatamente fallito ma, pur perdendo i pezzi da novanta Batman e Superman, abbiamo comunque guadagnato il divertentissimo Aquaman col nerboruto Jason Momoa come protagonista. Rivedendolo su Infinity, ci siamo resi conto che gli eroi della DC sono poco rappresentati nel panorama videoludico attuale: se escludiamo il picchiaduro Injustice che li riunisce, l'unico eroe ad aver avuto un titolo tutto suo è stato Batman. Vediamo quindi cinque eroi DC che meriterebbero dei giochi tutti loro.

Aquaman

Aquaman compare per la prima volta nel 1941 col numero 73 della rivista More Fun Comics per mano di Mort Weisinger e Paul Norris, e inizia la sua "carriera" come un semplice comprimario. In questa prima tranche di storie, Aquaman cresce in un regno subacqueo scoperto dal padre, un oceanografo, e impara quindi a parlare coi pesci e a respirare sott'acqua, per poi combattere soprattutto i nazisti. In seguito al reboot editoriale del '85, gli autori della DC riscrivono le storie di molti eroi, compresa quella di Aquaman, e negli anni a seguire le sue avventure si fanno più cupe, esplorando sempre di più la mitologia atlantidea e il suo universo sottomarino fantastico e stratificato. Il rilancio delle testate DC nel 2011 coinvolge anche Aquaman e la sua storia viene riscritta ancora una volta. In questa versione, la più recente, gli autori Geoff Johns, Ivan Reis e Joe Prado stabiliscono una volta per tutte che Arthur Curry è il figlio dell'umano Tom Curry e della regina atlantidea Atlanna, il che lo rende l'erede legittimo al trono di Atlantide. Gli scrittori ne approfittano per cambiare anche parecchi elementi nel passato dei suoi comprimari e alterare i poteri dell'eroe, che diventano sempre più mistici rispetto a quelli degli altri membri nella Justice League. Aquaman è un personaggio complicato ma "cool", soprattutto nella versione interpretata da Jason Momoa: si presterebbe bene come protagonista di un titolo nello stile dei Batman di Rocksteady, ma ambientato anche sott'acqua. Purché il movimento e il combattimento subacquei siano ben realizzati, certo.

Arrow

Anche Freccia Verde - all'anagrafe, Oliver Queen - esordisce sul numero 73 della rivista More Fun Comics grazie a Mort Weisinger e George Papp che idearono questo bizzarro ma abilissimo arciere ispirandosi principalmente a Robin Hood, ma anche alla serie televisiva The Green Archer, basata sul romanzo omonimo di Edgar Wallace. Freccia Verde, tuttavia, mantiene il suo status di sidekick per molti anni, cosa che consente agli autori di collocarlo più facilmente nelle avventure della Justice League e di mantenerlo in vita a lungo, riportandolo in scena dopo praticamente ogni reboot. La collana incentrata sulle avventure di Freccia Verde ha chiuso i battenti da qualche mese e presto toccherà anche alla serie televisiva trasmessa dall'emittente The CW che lo ha riportato in auge e reso molto più popolare negli ultimi anni. È questo Freccia Verde, anche detto Arrow, che vorremmo vedere in un videogioco. La serie TV omonima ha avuto parecchi alti e bassi, ma è stata probabilmente la cosa più vicina a Batman che siamo riusciti a vedere in versione live action sulle nostre TV: Arrow ha inaugurato il cosiddetto Arrowverse, generando spin-off che sono diventati serie vere e proprie come The Flash, Supergirl, Legends of Tomorrow e la più recente Batwoman. Nei sette anni che è durata la serie, Oliver Queen ha combattuto tantissimi nemici più o meno famosi come Ra's al Ghul, Deathstroke e Damien Darhk: diciamo che un eventuale sviluppatore avrebbe tutto il materiale che gli serve per dare ai giocatori del filo da torcere.

Lanterna Verde

Lanterna Verde, in realtà, non è un solo eroe, ma un vero e proprio plotone di supereroi spaziali che proteggono il cosmo dalle minacce più disparate. La prima Lanterna Verde compare nel numero 16 della rivista All-American Comics e si chiama Alan Scott, un ingegnere che, in seguito a un incidente, trova la lanterna magica che, insieme a un anello "ricaricabile", gli conferisce vari poteri. Negli anni si sono susseguiti diversi membri dei Green Lantern Corps sotto i riflettori: il più famoso è stato a lungo Hal Jordan, mentre oggi hanno ottenuto collane specifiche altre Lanterne Verdi come Jessica Cruz, Simon Baz e Kyle Rainer. I nemici giurati delle Lanterne Verdi sono... le Lanterne Gialle di Thaal Sinestro, una controparte malvagia sempre sul piede di guerra. Le avventure delle Lanterne Verdi sono ambientate perlopiù nello spazio e sui pianeti più disparati, non solo sulla Terra, e i loro poteri comprendono un'enorme varietà di capacità basate sulla forza di volontà: le Lanterne possono volare, materializzare quasi ogni tipo di oggetto sotto forma di energia solida, rimpicciolire o ingrandire i bersagli e così via. Con un parco di poteri così ampio, tanti nemici strampalati e numerosi eroi ed eroine che si sono fregiati del titolo di Lanterne Verdi, sarebbe facile ricavarne un'avventura in terza persona piena di varietà e colpi di scena. Ah, esiste anche un film, ma non ditelo a nessuno.

La Suicide Squad

Questa bizzarra banda di antieroi, divenuta famosa soprattutto grazie al film uscito qualche anno fa, risale addirittura al 1959: compare per la prima volta nel numero 25 di The Brave and the Bold con una formazione molto diversa rispetto a quella vista al cinema. Negli anni a seguire la squadra si è formata e riformata tante volte, cambiando spesso membri e ripartendo completamente da zero a ogni reboot dell'universo DC. È soltanto nel 1987 che debutta un albo incentrato solo sulla Suicide Squad con le stesse premesse che David Ayer ha poi impiegato nel suo film quasi trent'anni dopo. Il segretario dei servizi segreti Amanda Waller convince il governo a costituire una squadra speciale composta da super criminali che non hanno nulla da perdere. Il patto è semplice: loro fanno il lavoro sporco, affrontando missioni ad alto rischio, e il governo garantisce loro benefici e sconti sulle pene. In questo modo, i vari autori hanno avuto l'occasione di esplorare il passato e le personalità di villain che fino a quel momento erano stati perlopiù macchiette negli albi degli eroi. A nessuno piacerebbe vivere le avventure di criminali spietati che commettono solo malefatte: sotto questo punto di vista, un eventuale videogioco dovrebbe consentire al giocatore di scegliere liberamente che personaggi controllare e di compiere delle scelte che influenzino l'avventura.

Shazam

Altro eroe diventato mainstream grazie a un film recente, Shazam ha una storia editoriale lunga e complicata: intorno agli anni '40, lo scrittore Bill Parker aveva ideato per conto della casa editrice Fawcett Publications una squadra di eroi che possedevano i poteri di altrettante figure mitologiche. Poco tempo dopo, si decide di unire questi eroi in un unico personaggio che dapprima avrebbe dovuto chiamarsi Captain Thunder, ma poi divenne Captain Marvel. Billy Batson è un orfano e un senzatetto che nella stazione della metropolitana incontra Shazam, un antico stregone che gli conferisce il potere di trasformarsi nel potente Captain Marvel pronunciando la parola Shazam a voce alta. La National Comics, che sarebbe poi diventata la DC, querelò la Fawcett per plagio, sostenendo che Captain Marvel era una copia spudorata di Superman, così l'eroe scomparve per anni, la Fawcett fallì e, quando la DC si comprò i diritti sul personaggio, la Marvel intanto aveva registrato il suo Captain Marvel. E così nacque Shazam. Questo eroe in effetti ricorda molto Superman ma possiede i poteri delle divinità greche e la capacità di dividerli tra sei adolescenti che, insieme, formano una strampalata famiglia adottiva. L'ultima volta che hanno dedicato un gioco a Superman, è uscito uno dei titoli più brutti della storia: magari con Shazam potremmo avere più fortuna.

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