Company of Heroes 3, il provato

A otto anni dal secondo capitolo, Relic Entertainment presenta Company of Heroes 3: ecco le nostre prime impressioni dopo averlo provato per qualche ora

PROVATO di Alessandra Borgonovo —   13/07/2021
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Benvenuti, soldati! O bentornati, dipende se siete veterani o coscritti. Considerato che stiamo parlando di un franchise storico come Company of Heroes, è molto probabile bazzichiate l'ambiente da tempo; forse persino abbastanza da essere tra i giocatori che più aspettavano il nuovo capitolo del leggendario strategico sviluppato da Relic Entertainment.

Company of Heroes 3 è ben lontano dal fare il suo debutto, parliamo infatti di un gioco previsto per il 2022, ma esiste e l'abbiamo provato diverse ore, oltre ad aver chiacchierato con gli sviluppatori così da approfondirne qualche aspetto del gameplay. Azione in tempo reale nelle singole aree e strategia più mirata sulla mappa generale si intervallano per un'esperienza che si prospetta essere la più completa proposta finora.

Un terzo capitolo che guarda al precedente, ma soprattutto, come hanno avuto modo di confermarci gli sviluppatori, torna alle radici del gioco originale. Fazioni familiari e nuove, unità aeree e navali, linee di difesa e supporto, tutto pronto ad alternarsi nell'inedita Dynamic Campaign Map - l'elemento su cui Relic ha lavorato di più, affinché nessuna partita sia uguale alla precedente. Presenta un livello di dinamismo mai visto prima nella serie e farà in modo di rendere ogni partita diversa dalla precedente, ha assicurato la lead narrative designer Bàirbre Bent. Il teatro scelto per il nuovo, esteso scenario di guerra è fra i meno trattati di tutta la Seconda Guerra Mondiale: il Mediterraneo.

Scopriamo Company of Heroes 3 nel nostro provato su PC.

Battaglia del Mediterraneo

Uno scenario di Company of Heroes 3
Uno scenario di Company of Heroes 3

L'anno è il 1943. Lo sbarco in Sicilia (operazione Husky) messo in atto dalle forze Alleate il 9 luglio segna l'inizio della campagna d'Italia che si concluderà nel maggio del 1945. Nonostante l'Operazione Achse, elaborata dall'Oberkommando der Wehrmacht (OKW) per ribattere a un'eventuale uscita italiana dalla guerra e pianificata fin dal maggio del 1943, l'intervento delle forze aereo-terrestri-navali alleate provoca una crisi dell'Asse.

In uno scenario molto importante, eppure raramente considerato nelle trasposizioni videoludiche della Seconda Guerra Mondiale, si susseguono storie mai raccontate prima e che costituiscono uno dei pilastri portanti di Company of Heroes come franchise: l'umanizzazione del campo di battaglia.

Storie di vita (virtuale) vissuta, ispirate ovviamente a fatti storici, accompagnano quel cameratismo e quel combattimento basato sull'utilizzo di varie compagnie che hanno caratterizzato la serie dagli esordi. Il tutto all'interno di ambientazioni vive, in continuo cambiamento, dove viene messa in scena la cosiddetta Cinematic Warfare: i veterani di Company of Heroes lo sapranno, entrambi i capitoli sono sempre stati caratterizzati da una forte autenticità nel proporre un'arte bellica storicamente fedele, sfruttando manovre strategiche capaci di creare una forte connessione tra il giocatore e il suo gameplay stratificato.

Il teatro Mediterraneo si è rivelato un luogo incredibilmente interessante e parte del lavoro si è concentrata nel mettere al centro la Resistenza, i Partigiani, rendendoli un elemento di rilievo nella narrazione. Gli sviluppatori hanno effettuato molte ricerche, un'esperienza interessante che li ha spinti a voler rendere giustizia alle storie dei soldati italiani e a quelle di altre forze alleate. L'hanno fatto sviluppando le complesse dinamiche attraverso cui collaboravano le une con le altre e analizzando storie di vita vissuta, che sono state la loro massima fonte di ispirazione.

Spalla a spalla con la community

Company of Heroes 3
Company of Heroes 3

Company of Heroes 3 fa tutto questo e anche di più: l'intenzione degli sviluppatori è ovviamente offrire un'esperienza ancora più evoluta delle precedenti, senza però dimenticarsi delle proprie radici. È la ragione per cui questo terzo capitolo è molto più legato all'originale che non la secondo, pur mutuandone alcuni aspetti come True Sight e un'interfaccia utente più snella: un suggerimento, quello di rifarsi al primo Company of Heroes, avanzato proprio dalla community, con cui Relic Entertainment ha lavorato a stretto contatto. Vi abbiamo infatti accennato in apertura che il gioco è ben lontano dall'essere pronto, ma annunciarlo tanto presto è stata una precisa decisione, presa in modo che la community possa lavorare "spalla a spalla" con Relic nel costruire l'esperienza migliore possibile.

Fin dall'inizio del progetto, infatti, gli sviluppatori hanno abbracciato la cosiddetta "Player First Philosophy", rinominata poi CoH Development, affinché le voci e le opinioni dei giocatori diventassero parte integrante dello sviluppo: tutto è iniziato invitando dieci persone a Vancouver in una sorta di "community summit", durante il quale si è discussa la visione di Company of Heroes 3. Da lì si è passati alla pubblicazione di diversi sondaggi rivolti all'intera community del franchise, che ha risposto in massa e talmente appassionata da permettere al gioco di prendere una prima, specifica direzione. Con il tempo, il gruppo di giocatori consulenti si è allargato a settanta persone, cui sono stati presentati documenti, build e tutto quanto potesse servire per dar forma al terzo capitolo.

Comunicarne l'esistenza con largo anticipo serve dunque per estendere il dialogo tra le parti a una fetta maggiore di community, per sviluppare insieme l'esperienza definitiva di Company of Heroes. È stato molto importante per non perdere di vista l'obiettivo, ha raccontato Bàirbre Bent: cogliere e mantenere la giusta direzione dal principio ha permesso di restare sempre allineati con il progetto, evitando di perdere tempo per rimettersi in carreggiata. L'importanza di questi feedback si è sentita sia a livello generale sia nel dettaglio per quanto riguarda, ad esempio, i dialoghi tra le unità: chi avrebbe parlato, cosa avrebbe detto e come, sono stati tutti particolari rivisitati seguendo le opinioni della community. Un supporto che Relic continuerà a cercare fino alla fine.

L'esperienza strategica definitiva

Sono tre le colonne portanti di Company of Heroes 3: il ritorno dell'acclamato gameplay tattico, riveduto e corretto per un'esperienza ancor più immersiva e capace di soddisfare i veterani della serie; nuovi modi di giocare, grazie all'implementazione di sistemi inediti che vanno ad approfondire l'aspetto strategico, pensati per ampliare il bacino di appassionati rispetto al passato; infine, il teatro di queste battaglie, il Mediterraneo, sfruttato come occasione per spingere sia il gameplay sia l'estetica su livelli mai raggiunti prima con l'obiettivo di restituire un'azione cinematografica.

Ciascuno di questi elementi, a sua volta, si suddivide in tanti piccoli pezzi che vanno a comporre il quadro generale, alcuni dei quali abbiamo potuto testare in prima persona. Pur avendolo giocato per qualche ora, è chiaro che si tratta di un piccolissimo assaggio di quello che Company of Heroes 3 avrà da offrire, considerando inoltre che il gioco si trova in una fase ancora molto prematura dello sviluppo. Non sappiamo come possa evolversi nel corso dell'anno e più che ci separa dal lancio, tuttavia una piccola idea di cosa ci aspetta abbiamo cominciato a farcela.

Partendo dalle migliorie a livello tattico, troviamo rifiniture alle coperture, al fiancheggiamento e alla distruttibilità dell'ambiente. Sono cambiamenti che risulteranno sensibili soprattutto ai giocatori esperti, ma la loro resa complessiva è percepibile anche da chi ha dedicato un po' meno tempo ai precedenti capitoli. Parlando invece di meccaniche inedite, abbiamo molto apprezzato il cosiddetto breaching: permette alle unità di appostarsi fuori da un edificio e fare piazza pulita di chiunque ci sia dentro lanciando una granata. L'abbiamo testato su un paio di postazioni nemiche ed è ottimo per prendere di sorpresa gli avversari, dando un duro colpo alle loro unità e approfittandone poi per mettere le nostre in sicurezza - offrendo loro una posizione più sicura per offrire fuoco di copertura.

Ovviamente, il breaching può e deve essere sfruttato soprattutto per sbarazzarsi delle mitragliatrici da postazione e sì, c'è una certa soddisfazione nel veder saltare per aria qualcosa che fino a un attimo prima stava rischiando di decimare la nostra compagnia. Non è però finita qui, perché Company of Heroes 3 sfrutta il territorio italiano per lavorare molto sulla verticalità e sui vantaggi (o svantaggi) che ne derivano: le mappe montuose richiederanno strategie diverse dalle città costiere e la succitata verticalità giocherà un ruolo chiave, influenzando la visuale (True Sight) delle unità. Va da sé che in casi simili è l'intelligenza a vincere sulla rapidità, perché la carta vincente è proprio utilizzare il terreno a proprio vantaggio per disorientare e annientare gli avversari.

Company of Heroes 3
Company of Heroes 3

Sono solo due delle tante novità che ci aspettano in Company of Heroes 3, a cui si aggiunge l'importantissima Dynamic Campaign Map: pensata per offrire la più grande campagna giocatore singolo di tutto il franchise, presenta un gameplay sandbox che permette una gestione della guerra e un livello di complessità strategico senza precedenti. Questo è l'elemento sul quale gli sviluppatori hanno puntato maggiormente e di cui si dicono molto soddisfatti: sia sul piano narrativo sia, com'è ovvio, su quello ludico. La Dynamic Campaign Map si presenta infatti un elemento complementare alla classica esperienza RTS offerta da Company of Heroes ma anche il proverbiale ago della bilancia che influenzerà l'andamento della partita. Per sperimentarlo nella sua interezza dovremo aspettare ancora un po', tuttavia le premesse generali si sono dimostrate molto promettenti.

Company of Heroes si è sempre basato sul concetto del prendere il comando e compiere le scelte migliori per forgiare la nostra strada verso la vittoria. La Dynamic Campaign Map è stata pensata per offrire un inedito e ancor più elaborato sistema in grado di valorizzare l'esperienza di comando, permettendoci di prendere il controllo della situazione a livello generale monitorando l'andamento del conflitto sull'intera regione. Navigando lungo la mappa dovremo combinare tra loro le forze di terra, aeree e militari, mettere in sicurezza le risorse, dare priorità ai punti chiave, costruire la nostra rete di informazioni e molto altro.

Compagnie e distaccamenti saranno le due unità principali di cui prenderemo il controllo, spostandole lungo il territorio a seconda delle nostre necessità: dal combattimento vero e proprio, alla conquista di obiettivi, fino a tagliare del tutto i rifornimenti del nemico. Le compagnie sono essenziali quando decideremo come procedere: ciascuna è caratterizzata da soldati, abilità ed elementi specifici da sbloccare. I distaccamenti sono invece unità di supporto e come tali non possono agire da soli lungo la mappa. Se affiancati a una compagnia, possono offrire dei vantaggi specifici: ad esempio, se prima di dare inizio a una missione (che sposterà il gameplay sui toni RTS tipici della serie) porteremo un distaccamento medico nei pressi di una compagnia, una volta in gioco avremo la possibilità di rafforzare le cure.

Questa è soltanto una delle possibilità attraverso cui la Dynamic Campaign Map andrà a influenzare il sistema di gioco classico di Company of Heroes 3: avere delle forze navali a disposizione ci permetterà di richiedere un bombardamento in una specifica area, allentando la morsa del nemico e facilitando il lavoro alle nostre unità di terra. L'importante è sapere che siamo sempre noi a decidere come proseguire la guerra. Vogliamo concentrarci sul rafforzare il nostro controllo dei cieli? Allora la priorità è conquistare le basi aeree, scegliendo poi su cosa concentrare la nostra produzione di velivoli. Preferiamo forse legare meglio con i Partigiani? Allora estendere la nostra rete di informazioni è essenziale e agire di conseguenza. Le possibilità sono tantissime e noi, giocando, ne abbiamo appena sfiorato la superficie.

Company of Heroes 3, Dynamic Campaign Map
Company of Heroes 3, Dynamic Campaign Map

La pianificazione, non serve nemmeno specificarlo, è essenziale ma in questo non aiuta la presenza durante le fasi RTS di obiettivi secondari a tempo, che influenzano pesantemente la nostra prudenza: per fortuna è possibile mettere in pausa l'azione in qualunque momento per prendere fiato, analizzare la situazione e decidere il da farsi. Full Tactical Pause rientra proprio tra quei sistemi inediti che vi abbiamo accennato e si presenta come una meccanica sì ideale per i nuovi arrivati nel mondo degli RTS, sia però anche a chi preferisce avere un ulteriore livello di controllo del campo di battaglia e giocare seguendo il proprio ritmo.

Company of Heroes 3 promette di deliziare persino gli appassionati più accaniti della Seconda Guerra Mondiale, passando anche attraverso il maggior numero di fazioni al lancio che la serie abbia visto fin dal suo esordio: del resto, un maggior livello di strategia richiede l'impiego di nuove truppe e qui entrano in gioco, ad esempio, reparti d'élite come la First Special Service Force, o la Brigata Gurkha. Stesso discorso per i veicoli, che dagli imponenti cacciacarri fino agli sfuggenti veicoli da ricognizione clandestini offre anche in questo caso una ricchissima scelta: M29 Weasel, Nashorn ed M24 Chaffee sono giusto alcuni esempi di cosa ci aspetta al lancio.

Pur avendo appena sfiorato la superficie di Company of Heroes 3, è lampante la sensazione di trovarsi davanti a un capitolo pensato per prendere il meglio dai precedenti e portarlo a un livello superiore: è presto per dire se sarà davvero così ma, sulla carta, le intenzioni degli sviluppatori sono chiarissime, così come la volontà di coinvolgere da vicino la community in modo da plasmare l'esperienza definitiva che si sono prefissati. Il percorso è ancora lungo, costellato senza dubbio da migliorie e cambiamenti, tuttavia se quanto provato è anche solo un piccolissimo indice del gioco completo c'è da aspettarsi un RTS allo stato dell'arte.

Company of Heroes 3
Company of Heroes 3

Relic Entertainment ha comprensibilmente voluto giocare d'anticipo, rivelando l'esistenza di Company of Heroes 3 per avere più feedback possibili nel corso del lungo sviluppo che ancora li attende e apprezziamo il coinvolgimento così serio della community, che occupa un posto di rilievo nella mente degli sviluppatori.

Company of Heroes 3 non è ancora pronto per il debutto, anzi, eppure ha le idee chiarissime sul tipo di esperienza che vuole offrire: più ricca, più coinvolgente, più impegnativa, più tutto. Dai fasti dei due precedenti capitoli è pronto a sorgere un gioco con l'obiettivo di diventare il miglior RTS sulla Seconda Guerra Mondiale in circolazione- Le pochissime ore trascorse in compagnia della pre-alpha ci hanno divertito e impegnato, dimostrandoci fin dall'inizio di mettere l'astuzia e la pianificazione al primo posto: non basta cliccare a caso sulla mappa, o farlo velocemente, o mettere insieme un'armata qualunque purché sia ben nutrita - bisogna metterci la testa e in questo Company of Heroes 3 è un insegnante molto severo. Le novità sono parecchie, alcune le abbiamo testate con un certo successo mentre altre, se manterranno le promesse, daranno una svolta non indifferente alla serie se non anche al genere in sé. Molto apprezzabile, infine, la scelta del Mediterraneo come teatro del conflitto: non sarà l'unica ambientazione, però dimostra la volontà degli sviluppatori di andare oltre i soliti schemi, offrendo uno spaccato di storia che è sempre stato immotivatamente lasciato da parte. Ciò significa che potremo controllare anche la Resistenza? Chissà, non resta che seguire lo sviluppo del gioco.

CERTEZZE

  • Sulla carta, l'esperienza RTS definitiva
  • Ottima l'idea della Dynamic Campaign Map
  • Per la prima volta, lo scenario Mediterraneo
  • Breaching e verticalità sono molto ben integrati
  • Tantissima cura per i dettagli, persino nel doppiaggio
  • Non solo novità ma anche rifiniture dei vecchi sistemi
DUBBI
  • Una manciata di ore non basta a consolidare premesse e promesse