Sony ha sorpreso tutti durante l'ultimo State of Play annunciando un totale remake della prima storica trilogia di God of War. Le origini di Kratos in Grecia e la sua vendetta contro Zeus e gli dèi dell'Olimpo torneranno dunque in scena a distanza di oltre vent'anni da quel primo capitolo arrivato nel 2005 su PlayStation 2. Il titolo diede inizio a una delle saghe più famose di Sony che però, dopo i primi 3 iconici capitoli, sembrò sul punto di arrestarsi.
La storia di Kratos ricominciò nel 2018, come tutti ben sappiamo, con il reboot dedicato alla saga degli dèi norreni, conclusasi poi (almeno per il momento) nel 2022 con God of War Ragnarök. Il ritorno del semidio spartano è stato accompagnato da un cambiamento radicale della struttura narrativa e di gioco; ciò ha portato a un titolo molto più basato sulla storia e sui personaggi e meno sui combattimenti brutali, anche se questi sono rimasti una delle basi dell'esperienza, seppur cambiati in molti aspetti. Proprio a seguito di questo cambio di rotta in molti sono rimasti sorpresi dall'annuncio che l'originale trilogia di God of War sarà rifatta da zero con un remake, quando ci si aspettava al massimo un nuovo rifacimento grafico, come era successo anni fa con le remastered della trilogia originale.
A questo punto la domanda che tutti si stanno facendo è: come saranno gestiti questi remake? I primi capitoli saranno modificati radicalmente per adattarsi alla formula di gioco e alla narrativa degli ultimi episodi, o verrà mantenuto il gameplay più votato all'azione e meno alla storia come in origine? Proviamo a fare alcune ipotesi.
Ritorno alle origini
Il primo capitolo di God of War fu diretto da David Jaffe per Santa Monica Studio. L'ispirazione alla base della saga di Kratos nacque dall'amore di Jaffe per Onimusha, celebre titolo Capcom che lo aveva particolarmente colpito in quegli anni. L'idea fu quella di creare una sorta di reinterpretazione del gioco ambientandolo nell'Antica Grecia e mescolando il tutto con Scontro di titani, iconico film del 1981. Alla fine, però, God of War si rivelò più una risposta occidentale a Devil May Cry che non a Onimusha: il sistema di combattimento risultava infatti molto più elaborato rispetto a quello della saga Capcom ambientata nel Giappone feudale, pur privilegiando la spettacolarità delle mosse e la violenza brutale del protagonista rispetto ai tecnicismi raffinati e rigorosi tipici dello stylish action giapponese.
Rispetto ai capitoli più recenti, i primi God of War erano decisamente più incentrati sul combattimento e meno sull'esplorazione. Kratos attraversava livelli lineari, con poche deviazioni e qualche enigma lungo il percorso, affrontando ondate di nemici in arene chiuse fino alla spettacolare battaglia contro il boss di turno. Scontri rimasti impressi nella memoria di molti giocatori, come quelli contro l'Idra, il Colosso di Rodi o Poseidone.
La prima domanda che sorge spontanea riguardo al remake in produzione è se Santa Monica Studio intenda includere l'intera trilogia in un unico progetto, ripercorrendo tutto d'un fiato l'epopea di Kratos dal primo al terzo capitolo, oppure se - come appare più probabile - ogni gioco sarà riproposto come esperienza autonoma. Il dubbio è legittimo: i primi God of War non erano particolarmente longevi, con una durata media di circa dieci ore ciascuno, mentre Ragnarök, nella sua interezza, supera tranquillamente la somma dei tre capitoli originali.
L'interrogativo principale riguarda però l'impostazione strutturale: Santa Monica opterà per una reinterpretazione completa, avvicinando la trilogia classica al modello dei capitoli norreni - con maggiore enfasi su narrazione ed esplorazione - oppure manterrà un'impostazione più fedele agli originali? Non è da escludere una via di mezzo, ma al momento queste sembrano le ipotesi più plausibili.
Sul fronte del combattimento possiamo essere piuttosto fiduciosi. Con God of War (2018) e Ragnarök, lo studio californiano ha dimostrato di saper costruire sistemi profondi, spettacolari e ricchi di varianti, pur se molto diversi da quelli della trilogia ellenica. Adattare la vecchia formula al nuovo sistema di combattimento non appare impossibile, anche se sarà necessario ripensare molte delle iconiche battaglie coi boss, concepite per una telecamera più distante e per meccaniche di base differenti, molto più viscerali.
L'esplorazione, invece, potrebbe subire cambiamenti più marcati. I capitoli norreni proponevano mappe semi-aperte, ricche di segreti e attività opzionali, mentre gli originali erano strutturati in livelli lineari con poche deviazioni, utili soprattutto a recuperare casse contenenti potenziamenti o valuta di gioco. Sarebbe affascinante poter esplorare, con la stessa libertà concessa nei regni nordici, ampie porzioni dell'Antica Grecia, magari arricchite da missioni secondarie inedite e boss opzionali.
È difficile immaginare che i remake ripropongano in modo pedissequo la struttura originale. In quel caso si tratterebbe più di un semplice restyling grafico che di una vera rilettura moderna, ipotesi che appare improbabile, soprattutto considerando il potenziale adattamento narrativo dei tre capitoli.
Riscrivere un classico
Ogni opera è figlia del proprio tempo e, nei videogiochi, questo aspetto è evidente non solo nell'evoluzione tecnologica e nelle meccaniche di gioco, ma anche nella costruzione narrativa. I primi God of War incarnavano una pura power fantasy: il giocatore vestiva i panni di una macchina da guerra inarrestabile, pronta a mettere a ferro e fuoco l'Antica Grecia. Il Kratos originale compiva massacri con brutalità estrema, senza risparmiare nemmeno innocenti, e le celebri scene di sesso - trasformate in QTE - divennero una sorta di marchio di fabbrica della trilogia.
È vero che alla base c'era una storia tragica, ma veniva trattata in modo superficiale e spesso utilizzata come giustificazione per la furia incontrollata del protagonista. Nonostante ciò, la narrazione funzionava e la conclusione del terzo capitolo risultava coerente e potente, perfettamente allineata alla spirale autodistruttiva del protagonista.
Le fondamenta narrative della saga restano tutt'oggi solide, ma è plausibile che questi remake possano ampliare e approfondire quei presupposti, soprattutto se l'obiettivo sarà avvicinarsi alla struttura più ampia e stratificata degli ultimi capitoli. Non ci aspettiamo una riscrittura totale delle origini di Kratos, quanto piuttosto l'introduzione di correzioni o approfondimenti mirati e nuove sfumature per rendere la storia più coesa con la saga norrena e, forse, preparare il terreno per futuri sviluppi - d'altronde sappiamo che ci sono altri pantheon da sterminare là fuori.
È probabile che violenza e brutalità rimangano elementi centrali, ma con maggiore attenzione al dramma personale di Kratos, legato alla perdita della moglie e della figlia, così come al suo rapporto con gli dèi dell'Olimpo. Si potrebbero inoltre esplorare aspetti solo accennati in passato, come il legame con Atena o le origini dello spartano come figlio di Zeus.
Alcuni elementi, però, potrebbero essere ridimensionati o eliminati. La violenza gratuita rischierebbe di stonare con la maturità mostrata negli ultimi capitoli, specialmente se si vuole dare una nuova immagine del personaggio, che probabilmente verrà reso sì violento, ma non solo per il gusto di esserlo. Le scene di sesso invece - oggi ancor più datate, anche per l'uso dei QTE - difficilmente potrebbero venir riproposte nella stessa forma, per via di una sensibilità nettamente diversa da parte dell'industria riguardo certi argomenti.
Per non alienare i fan storici, Santa Monica potrebbe optare per richiami più misurati o reinterpretazioni coerenti con la nuova dimensione del personaggio, magari enfatizzando come certi eccessi fossero tentativi disperati di Kratos di soffocare il dolore del proprio passato.
Le teorie su come sarà trattato questo remake sono varie: c'è chi auspica un cambiamento radicale e chi, al contrario, desidera la massima fedeltà agli originali. Per ora, però, non resta che attendere. Nel frattempo, per tornare alle atmosfere greche, Santa Monica ha pubblicato a sorpresa God of War Sons of Sparta, metroidvania 2D legato alla saga che mostra per la prima volta la giovinezza di Kratos. Un po' un antipasto di quello che ci attenderà in questa nuova versione della trilogia.