Destiny 2, considerazioni sullo stato del gioco 38

A tre settimane dal lancio di Ombre dal Profondo, ecco qualche considerazione sullo stato attuale del titolo Bungie

SPECIALE di Luca Porro   —   19/10/2019

Siamo nel pieno della terza settimana di vita dell'anno tre di Destiny 2 e ci avviamo verso quelli che saranno due mesi, novembre e dicembre, molto caldi per gli appassionati dell'opera Bungie. Dopo aver archiviato la recensione del titolo dunque, ci accingiamo a proporvi quella che sarà la prima parte di una valutazione che si concluderà alla fine della stagione dell'intramontabile. Una riflessione sullo stato del titolo che ci serve per capire se effettivamente questo nuovo inizio può davvero essere il punto di svolta per il futuro di Destiny. Un monito: di tecnicismi, statistiche, build e attività ne abbiamo parlato in altre sedi e ne parleremo ancora, qui però troverete una valutazione onnicomprensiva che tratterà macro-aree come PvE, PvP e New Light, per una volta partiamo dal generale per rimanere sul generale, al particolare penseremo poi.

PvE, PvP e New Light

Il PvE di Destiny è stato il cardine su cui Bungie si è aggrappata nei momenti di difficoltà: la solidità delle corse al primato del raid, la consapevolezza della casa di Seattle di saper imbastire contenuti PvE in grado di affascinare gli utenti crediamo sia piuttosto forte sia nei giocatori che negli studi di Bungie e questo per certi versi è un bene. La granitica impostazione scelta ormai da un po' di tempo, che prevede una campagna non eccessivamente lunga, delle attività di mid game con meccaniche precise legate alla destinazione in cui vengono svolte e delle mansioni di end game uniche e corpose come i raid, è la base sui cui si lavora. La novità risiede nella costanza con cui verrà applicata questa filosofia: non più solo nelle espansioni maggiori ma in ogni nuova stagione che verrà. Questa scelta implica ovviamente dei sacrifici e a farne le spese (dipende però dai punti di vista) è attualmente la narrativa che con Shadowkeep ha aperto un ciclo che si concluderà probabilmente nell'ultima stagione, ma anche nel frattempo vedrà alternarsi tante piccole sottotrame (i Vex nel caso di Shadowkeep) che faranno da sfondo principale alla stagione corrente. Una scelta se vogliamo anche lungimirante, che strizza l'occhio a diverse soluzioni attuate per esempio con le serie tv dove alla trama principale orizzontale vengono affiancate diverse trame verticali autoconclusive. Ogni attività PvE introdotta dunque può essere legata a una delle due trame e questo permette un'alternanza di contenuti sostenibile sul lungo periodo. Se a questo ci aggiungiamo la formula sempre più predominante delle "Imprese/Quest" a step, possiamo inquadrare la direzione che Bungie ha voluto intraprendere per avere un supporto continuativo scandito e sostenibile. Una scelta che ci vede discretamente favorevoli, ma che ci fa anche essere guardinghi. La stagione del Ramingo insegna: basta poco per far perdere interesse, molto meno di quanto non serva per farlo ritornare.

Il PvP di Destiny è sempre stato il grande cruccio del titolo: spesso sbilanciato, soggetto troppe volte (soprattutto su console) a un meta poco mutevole e troppo ancorato alla potenza delle armi più che alla vera abilità degli utenti nel giocare e/o nel creare build efficaci. La svolta sembra essere iniziata con questa stagione. Innanzitutto la scelta della modifica alle modalità, il ritorno al 3v3 in competitivo, ma soprattutto il miglioramento del matchmaking e l'introduzione delle nuove armature che finalmente aggiungono la concreta possibilità di vincere con le build e con la strategia oltre che con le armi. Allo stato attuale, tutte le modifiche al PvP non sono complete: nella seconda metà della stagione vedremo infatti l'introduzione della nuova modalità e delle prime patch dedicate al miglioramento dell'ecosistema ma già ora, rispetto a qualche mese fa, il Crogiolo di Destiny è tornato a essere più vivibile. La grande incognita si chiama "Prove dei Nove". La modalità principe per il competitivo di Destiny è stata amaramente abbandonata e anche demolita dalla stessa Bungie nelle ultime live streaming. I lavori su una nuova (o vecchia?) modalità di Prove sono in corso, con Eliminazione 3v3 che è attualmente in fase test nei "Laboratori del Crogiolo". L'obiettivo di Bungie è quello di debuttare il prima possibile (dovrebbe vedere la luce nella prossima stagione) con questa modalità. Ve lo diciamo subito: la prossima stagione ha il nome in codice "Dawn" e dagli ultimi rumor dovrebbe vedere un presunto coinvolgimento del Culto di Osiride. Se così fosse una rinnovata versione delle Prove di Osiride non sarebbe di certo un'idea astrusa, ma anzi farebbe andare tutti in brodo di giuggiole.

Infine, New Light. La versione F2P di Destiny 2 è un'idea intelligente, lungimirante. Nonostante i problemi sorti al day one, New Light è una scelta che ha il suo senso di esistere proprio nell'ottica di un supporto molto più lungo di quello visto con il primo Destiny. Dare modo alle persone di giocare i primi contenuti in maniera gratuita può essere una buona spinta, inoltre i nuovi utenti ricevono un occhio di riguardo nei matchmaking e nelle attività proprio per essere cullati e introdotti nel migliore dei modi. Le prime settimane di vita di New Light hanno fatto raggiungere a Bungie diversi traguardi per quanto riguarda il numero di giocatori connessi, ma anche come numero totale di giocatori che almeno una volta hanno fatto il login in game da quando è uscito Destiny 2. Passare al F2P non vuol dire sconfessare il proprio credo, ma anzi in questo caso è significato aprire gli orizzonti verso un'utenza che era frenata dal grande numero di contenuti da acquistare per iniziare a giocare. Anche l'idea di riproporre il tutorial iniziale del primo Destiny in versione 2.0 è sintomatico di quanto per Bungie questo sia davvero un nuovo inizio e ve lo diciamo, lo spettro nel cosmodromo fa ancora venire i brividi.

Il primo Stendardo di Ferro sta per volgere al termine, dopo di esso arriveranno le quest esotiche, il dungeon e il primo evento annuale ovvero la Festa delle Anime Perdute. Questo nuovo inizio ci ha lasciato diverse sensazioni positive, soprattutto giudicando la lungimiranza delle scelte fatte e l'ottica in cui sono state attuate. Purtroppo i dubbi non sono stati del tutto dissipati, in quanto il giudizio sul titolo continuerà ad essere mutevole seguendo tutti i nuovi contenuti che arriveranno. Il primo step ci trova super fiduciosi sullo stato attuale del titolo, il prossimo appuntamento invece sarà a inizio dicembre quando ci troveremo a tirare le fila sul primo atto di questo nuovo inizio.