Football Manager 2021: il punto due mesi dopo l’uscita

Trascorsi circa due mesi dall'uscita di Football Manager 2021 nei negozi reali e virtuali, facciamo il punto sull'ultima edizione del manageriale calcistico targato Sports Interactive.

SPECIALE di Rosario Salatiello   —   07/01/2021
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Chi conosce la serie Football Manager ha senza dubbio ben presente la mole di dettagli che definisce la complessità del manageriale calcistico realizzato da Sports Interactive. Non a caso, ogni anno la nuova edizione viene affidata prima dell'uscita a una fase beta intensiva, ma nonostante quest'ultima non è sempre detto che gli sviluppatori riescano a sistemare tutti i problemi in tempo per la data d'arrivo del gioco nei negozi. Il periodo successivo al lancio vede quindi per il Football Manager di turno una serie di aggiornamenti, per renderlo godibile quanto più possibile in tutti i suoi aspetti. Se avete letto la nostra recensione di Football Manager 2021, saprete anche qual è stato il nostro parere su quest'ultima edizione.

In generale, sono state due le critiche principali che abbiamo mosso nei suoi confronti: la scelta di effettuare alcune modifiche rivelatesi a nostro avviso dei passi indietro su alcuni aspetti, accompagnata dalla presenza di alcune problematiche storiche riaffiorate durante la carriera giocata per scrivere l'articolo. Alla luce di tutto quanto appena detto, abbiamo dunque deciso di prenderci qualche settimana prima di tornare a giocare a Football Manager 2021, ricominciando da zero la stessa carriera per apprezzare così gli interventi con cui Sports Interactive ha migliorato il gameplay e l'esperienza generale del suo titolo di quest'anno. Vediamo insieme che cosa è cambiato rispetto qualche settimana fa.

Nuove interazioni

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Il modo migliore per vedere in cosa è migliorato Football Manager 2021 rispetto alla versione giocata per la recensione è senza dubbio ripercorrere la scaletta dell'articolo scritto a fine novembre, partendo quindi dal nuovo sistema di interazione messo a punto dagli sviluppatori. Il nodo principale è naturalmente quello che riguarda le interviste, diventate negli anni scorsi più croce che delizia di tutti i manager virtuali, spesso costretti a delegarle al proprio vice per passare velocemente oltre. L'inserimento di un linguaggio del corpo che va a sostituire le vecchie diciture "calmo", "assertivo" e via dicendo si conferma un passo avanti importante, anche grazie all'introduzione di opzioni dettate dal contesto che riescono così ad adattare maggiormente il tipo di risposta alla situazione. In questo modo l'esperienza della conferenza stampa assume dei connotati molto più stimolanti rispetto al passato, anche grazie a domande più pertinenti rispetto a quelle che ci eravamo visti porre in fase di recensione. Ci sono ancora a nostro giudizio ulteriori margini di miglioramento, soprattutto per quello che sembra un vero e proprio accanimenti dei giornalisti nei confronti di domande abbastanza inutili: tanto per fare un esempio, se sono l'allenatore del Torino perché continuare a chiedermi domenica dopo domenica delle speranze di salvezza della Sampdoria, anche di fronte alla mia aperta manifestazione di non volermi impicciare dei problemi altrui?

Confermiamo anche in questa sede quanto detto a proposito dei dialoghi nello spogliatoio con la squadra, senza dubbio l'elemento di interazione che beneficia maggiormente dell'introduzione del linguaggio del corpo per dare maggiore enfasi a eventuali richiami (o complimenti). Continuiamo tuttavia a rilevare una certa imprevedibilità nel modo in cui quello che viene detto alla squadra viene accolto dall'undici in campo, esagerando a volte nel non reagire o viceversa ad avere una reazione eccessiva alle nostre parole.

Gestione e trasferimenti

Evitando di ripetere esattamente quanto detto in sede di recensione, confermiamo in blocco il parere espresso sui nuovi meeting periodici con lo staff e la gestione dei dialoghi veloci con gli agenti, utili a capire che vento tira su un possibile trasferimento prima di muoversi ufficialmente. In generale per quello che riguarda le dinamiche gestionali gli aspetti più problematici rilevati nella versione di due mesi fa ci sono sembrati affrontati da Sports Interactive, a partire da un livello di difficoltà apparso ora più bilanciato. Fermo restando che ogni carriera può essere una storia a sé, riuscire a tesserare Gianluigi Donnarumma a fine stagione col Torino terzo in classifica era senza dubbio una situazione limite, che finiva per influire in modo negativo sul livello di sfida percepito dal giocatore di Football Manager 2021. Per quanto riguarda il mercato, in alcuni casi si continuano a vedere cifre un po' esagerate, ma alla fine bisogna comunque considerare che anche nella realtà a volte ci sono trasferimenti con costi apparentemente ingiustificabili.

Non si torna indietro invece sulla scelta di far scomparire il cerchio di colore verde, giallo o rosso con il quale veniva riportata la familiarità di un giocatore con il ruolo assegnatogli, sostituito come sappiamo da un sistema a stelline collocate nella parte destra dello schermo dove compare l'elenco dei nomi. Anche se ormai possiamo dire di avere fatto l'abitudine a questo nuovo sistema, quello vecchio continua a sembrarci il modo migliore per avere chiara la situazione complessiva dell'undici che stiamo schierando in campo con un'unica occhiata.

Partita e Motore 3D

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Se a livello gestionale l'interfaccia è rimasta simile a quella di Football Manager 2020, da questo punto di vista quest'anno è stata la schermata della partita a riservare le principali novità. La nuova interfaccia durante il match è di fatto frutto di un restyling pressoché totale rispetto a quella alla quale ci eravamo abituati negli ultimi anni, richiedendo quindi un inevitabile periodo di adattamento per abituarsi ai diversi cambiamenti effettuati. La sensazione complessiva resta anche in questo caso quella di una perdita della visione generale dello stato dei giocatori durante la partita, complice la decisione di ricorrere a elementi grafici per definire il loro umore e il loro livello di stanchezza al posto di numeri e scritte usati in precedenza. Per fortuna alla luce dei vari aggiornamenti è migliorato il modo in cui possiamo interagire coi giocatori, limitando per esempio il numero di clic necessari per le "urla" da bordocampo. Migliorati anche gli interventi e i consigli provenienti dalla panchina, concorrendo così anche in questo modo a rendere meno confusionaria la schermata rispetto alla versione che avevamo provato per scrivere la recensione.

Il motore 3D si conferma l'aspetto più gradito tra quelli toccati dal team di sviluppo in Football Manager 2021, permettendoci di rilevare passi in avanti sia dal punto di vista prettamente visivo, sia per l'intelligenza artificiale. Ma questo lo sapevamo già, visto che anche in occasione della recensione avevamo avuto modo di apprezzare la maggiore fluidità delle azioni e la loro varietà rispetto alle edizioni passate. Resta invece ancora migliorabile a nostro avviso la gestione del VAR.

Considerazioni finali

Prima di concludere questo ritorno all'opera su Football Manager 2021, non ci resta altro che tirare le somme in modo definitivo sul titolo targato Sports Interactive. Intervenendo puntualmente su alcuni aspetti critici, il team guidato da Miles Jacobson ha anche stavolta dimostrato di tenere a cuore le sorti del proprio prodotto, accogliendo le segnalazioni dei fan per migliorarlo. Allo stesso tempo, la decisione è stata comunque quella di proseguire sulla strada intrapresa coi cambiamenti studiati per questa edizione, senza ripensamenti sugli aspetti legati al restyling di alcuni elementi. Le problematiche riscontrate nell'interfaccia della partita sono comunque state risolte con alcune migliorie ben riscontrabili, così come il livello di difficoltà sembra ora presentare una sfida più aderente alla realtà. Allo stato attuale il gioco merita senza dubbio un voto migliore rispetto a quello iniziale, arrivando probabilmente a un 7,5 con il quale ci sentiamo di consigliare Football Manager 2021 sia ai fan di lunga data che a chi non ha mai avuto a che fare con la serie.