I giochi più attesi del 2019 - Le possibili sleeper hit 27

Una rassegna sui titoli che potrebbero essere sleeper hit nel 2019.

SPECIALE di Giorgio Melani   —   30/12/2018

Indice

Proseguiamo la nostra rassegna sui titoli da tenere in considerazione nel 2019, tra previsioni e premesse particolarmente promettenti in base a quanto visto finora, dopo le nuove proprietà intellettuali e i sequel, andando ad analizzare una categoria piuttosto particolare di videogiochi, ovvero le possibili sleeper hit del 2019. Qualche chiarimento è doveroso, a questo punto: per sleeper hit si intende un titolo che si rivela un successo commerciale al di là dei risultati iniziali o delle aspettative, che continua a vendere bene per un periodo di tempo piuttosto ampio, raggiungendo ottimi risultati complessivi su un lungo periodo, spesso nonostante una scarsa pubblicizzazione o un lancio iniziale non necessariamente positivo. È dunque una categoria un po' particolare di giochi, anche piuttosto ristretta, in effetti, perché gli sleeper hit non sono molti e sono, per definizione, titoli che emergono a sorpresa come tali, poco prevedibili dunque.


Per questo motivo è ovviamente difficile stabilire con precisione un elenco di sleeper hit, proprio perché questi sono fenomeni che vengono definiti tali solo sul lungo termine e a causa di una serie elementi che sfuggono a una pianificazione precisa da parte di sviluppatori o publisher. In ogni caso ci sono delle caratteristiche che possono collegarsi a un potenziale del genere: la dimensione di una produzione a fronte dell'aspettativa del pubblico, il successo pregresso di titoli simili o di capitoli precedenti, la fama di un certo sviluppatore e il ricadere all'interno di un genere o una tipologia di gioco che può contare su una schiera di appassionati in grado di mantenerlo attivo su un lungo periodo. Stabilire un elenco di sleeper hit risulta dunque piuttosto complicato proprio perché è difficile inquadrare i giochi all'interno di tale definizione, in ogni caso possiamo provare a fare una selezione tra i titoli con maggiore potenziale per l'anno 2019.

Biomutant

Partiamo con una delle nuove proprietà intellettuali più interessanti previste per l'anno prossimo: Biomutant è un action RPG di THQ Nordic che mette in scena le avventure di un peloso eroe all'interno di uno strano mondo popolato da mutanti. La sua missione è salvare l'Albero della Vita che è stato contaminato e minaccia l'esistenza degli esseri viventi, cosa che ci porta in un lungo viaggio alle prese con le sei tribù che popolano le varie ambientazioni. L'incontro di elementi classici e nuovi è la maggiore attrattiva di Biomutant, che propone una struttura piuttosto tradizionale come action RPG in terza persona ma slegata da serie note e ambientazioni trite, cosa che rappresenta davvero un elemento di rottura al giorno d'oggi. Si tratta comunque di una grossa produzione, ma il gioco non sembra costruito per essere un blockbuster immediato, eppure le sue caratteristiche possono portarlo al successo sul lungo termine.

Rage 2

Anche Rage 2 non è proprio un gioco destinato ad arrivare sul mercato in sordina, eppure viste le numerose novità previste per l'anno prossimo è possibile che un FPS ad impostazione abbastanza classica come questo possa passare in secondo piano, in un primo momento. D'altra parte, il nuovo capitolo ha attirato subito un bel po' di dubbi, visto il cambio di atmosfere scelto per questa iterazione affidata ad Avalanche che sembra distanziarlo dal particolare capostipite da parte di id Software. Permangono diversi elementi di base, ma il look un po' troppo vicino a Mad Max o addirittura a Borderlands sembra avere un po' annacquato gli elementi distintivi della serie. Di fatto, sembra che Rage 2 si stia avvicinando al mercato senza contare su un particolare hype, tuttavia le sue caratteristiche da sparatutto standard e la solidità che solitamente caratterizza le produzioni di id Software/Bethesda in questo genere possono garantire un pubblico numeroso e duraturo per il gioco.

Spelunky 2

Il primo Spelunky è stato un vero e proprio fenomeno indie, prima su PC e poi su console, giocato tutt'ora nonostante siano passati dieci anni dal lancio su Windows e cinque da quello sulle altre piattaforme. La creatura di Derek Yu ha raggiunto lo status di gioco di culto grazie al suo gameplay classico da platform con elementi puzzle che pesca dalla tradizione quasi perduta di Rick Dangerous e simili. La realizzazione semplice e pulita esalta il giocato stesso, mettendolo in primo piano e facendoci tornare direttamente ai tempi in cui questi titoli erano all'ordine del giorno, ma il meccanismo studiato dallo sviluppatore è perfetto e riesce a costruire sfide sempre coinvolgenti nonostante la creazione procedurale dei livelli. Proprio grazie a quest'ultima, peraltro, la longevità è garantita da percorsi sempre differenti. Con una base di utenti del genere, Spelunky 2 è un successo garantito ma, come il primo capitolo, le sue vendite si distribuiranno probabilmente su un arco di tempo lungo.

Code Vein

Non si può dire che Bandai Namco non stia spingendo Code Vein come si compete a una produzione tripla A di alto profilo, nonostante nel catalogo del publisher nipponico ce ne siano già parecchie anche per il 2019, eppure Code Vein ha le potenzialità per rientrare nella categoria delle sleeper hit. Anche in questo caso, trattandosi di una nuova proprietà intellettuale non può contare su un pubblico già radicato di fan, ma le caratteristiche di questo titolo sono interessanti e possono attecchire su una fetta d'utenza notevole. Gli elementi da action RPG rientrano nel filone dei souls-like, che abbiamo visto già poter raggiungere ottimi risultati, mentre la caratterizzazione puramente nipponica in stile anime può costituire una spinta aggiuntiva per promuovere il titolo presso fasce di pubblico differenti. È una scommessa, al momento, ma i primi responsi da parte del pubblico sono stati positivi e Code Vein ha buone possibilità di affermarsi sul lungo termine.

Control

C'è una notevole curiosità per Control, la nuova produzione di Remedy, prima del nuovo corso multipiattaforma intrapreso dalla compagnia finlandese che si è staccata definitivamente da Microsoft per abbracciare lo sviluppo completamente indipendente. Non avendo più le spalle coperte dalla gigantesca compagnia di Redmond, il nuovo titolo non appare più come una grossa produzione iper-pubblicizzata e Control non può contare su quell'hype che solitamente circondava i giochi Remedy fino a un po' di tempo fa. Tuttavia, questo non significa che la magia della casa scandinava si sia dissipata nel nulla, anzi liberati da eccessiva pressione Sam Lake e compagni potrebbero dare veramente libero sfogo alla propria creatività e Control, per quanto visto finora, sembra in effetti presentare caratteristiche molto originali e interessanti. Tutto questo può portare a un lancio forse più sottotono rispetto ad altri titoli Remedy, ma le carte in regola per diffondersi ci sono tutte.

Dragon Quest Builders 2

La varianti di Minecraft hanno conosciuto un notevole successo in questi anni, specialmente se basate su ibridazioni ben bilanciate e in grado di offrire esperienze di gioco veramente originali. Dragon Quest Builders è uno dei migliori esempi di questo genere intermedio: ben caratterizzato grazie al riferimento all'universo di Dragon Quest, il gioco Square Enix si appoggia quel tanto che basta a Minecraft da trarne gli elementi infallibili ma senza risultarne un clone, perché il sostrato da RPG nipponico emerge bene nella meccanica del gameplay. Il primo capitolo ha raggiunto buoni risultati, sebbene non esaltanti, ma la sua lunga permanenza nelle classifiche pone una buona base per Dragon Quest Builders 2. Anche in questo caso non si tratta proprio di un titolo atteso spasmodicamente da molti utenti, ma è un gioco che torna sempre interessante e che può affermarsi su un periodo più lungo, magari sfruttando sconti e offerte successive.

Dreams

Dreams è stato sicuramente spinto molto da Sony, dunque in questo caso non vale il concetto di sleeper hit come titolo poco pubblicizzato che riesce a conquistare il pubblico in condizioni avverse. Quello che si può ben dire, invece, è che si tratta di un gioco che non ha assolutamente le caratteristiche standard del blockbuster videoludico da successo immediato, essendo un prodotto assolutamente sperimentale. Le sue particolarità devono probabilmente essere ben comprese e metabolizzate prima di entrare in circolo, ed è probabile che gran parte del lavoro di promozione in questo senso arriverà dalla community, essendo un titolo basato soprattutto sulla creatività e condivisione dei contenuti. Sembra proprio rientrare, insomma, in quella categoria di giochi un po' più complessi e peculiari che si affermano nel tempo, per i quali è difficile aspettarsi una risposta immediata e travolgente ma è probabile che raggiungano il successo in un processo più lungo e profondo.

Fire Emblem: Three Houses

Anche Fire Emblem: Three Houses è un gioco ben conosciuto, che certo non arriverà a fari spenti sul mercato nel 2019, ma non rientra probabilmente nelle massime produzioni Nintendo per Switch in termini di notorietà. Non è un'icona, per così dire, essendo un gioco sostanzialmente di nicchia come dimostrano i risultati di vendita dei capitoli precedenti per quanto riguarda le console domestiche Nintendo. Ma Fire Emblem: Three Houses arriva sul mercato in uno scenario piuttosto diverso, forte del grande successo di Awakening su Nintendo 3DS e di quello enorme di Fire Emblem Heroes su piattaforme mobile. Le caratteristiche ibride di Nintendo Switch possono peraltro esaltare le qualità del gioco, nato e cresciuto come strategico per console portatili e questi sono tutti ingredienti che potrebbero portare alla giusta alchimia per l'affermazione commerciale. Essendo una serie più particolare è possibile che i numeroni non arrivino subito, ma scommettiamo volentieri sul suo successo duraturo.

Ori and the Will of the Wisps

Si tratta di un titolo pseudo-indie, ma Ori and the Will of the Wisps alla fine rappresenta una delle maggiori esclusive in assoluto per il 2019 e un titolo di punta per Microsoft. Eppure, è difficile che possa rubare l'attenzione a giochi provenienti da produzioni molto più massicce, per questo motivo Ori rimane su un piano intermedio tra il tripla A classico e la rivelazione indie. Partendo dall'ottima base rappresentata dal primo capitolo, il titolo Moon Studios è più che altro una certezza a questo punto, ma resta una tipologia di gioco che più che esplodere al lancio rimane in maniera costante una fonte d'interesse per il pubblico di videogiocatori. Considerando anche il lancio su Xbox Game Pass, che può tirare indietro alcune delle vendite iniziali (anche se la questione non sembra così sistematica), è probabile che anche per Ori and the Will of the Wisps i conti sul successo vadano fatti prendendo in considerazione un arco di tempo più ampio.

The Outer Worlds

È un titolo ricorrente in queste raccolte di giochi più promettenti del 2019 e non a caso: The Outer Worlds è un titolo che emoziona perché sembra realizzare un po' i sogni di coloro che aspettano un nuovo RPG fantascientifico di un certo spessore. Sviluppato da Obsidian, il gioco è visto un po' come l'erede di Fallout: New Vegas come impostazione e visto ovviamente il fatto che si tratta degli stessi autori e non è escluso che le controversie che circondano il nuovo capitolo online della serie Bethesda non finiscano per favorire le attese per The Outer Worlds, nonostante si tratti di titoli completamente diversi. Anche in questo caso l'assenza di un brand noto e l'incognita nel trattamento riservato al gioco da Private Division (che è comunque parte di Take Two) fanno pensare a un possibile lancio un po' defilato rispetto alle mega-produzioni della concorrenza, ma il potenziale per affermarsi c'è tutto e un buon RPG ha sempre una notevole longevità sul mercato.

Crackdown 3

L'inserimento di Crackdown 3, a tutti gli effetti una delle maggiori produzioni Microsoft per il 2019, in una lista di sleeper hit può sembrare provocatoria, ma ci sono alcuni motivi che ci fanno pensare a una possibile affermazione lenta del nuovo titolo per Xbox One piuttosto che un'esplosione di vendite al lancio. Il gioco è stato atteso a lungo, forse troppo a lungo a questo punto e il traino dei capitoli precedenti si è praticamente esaurito. Dunque è un po' come ripartire da zero, con l'incognita di una genesi che sembra aver incontrato degli ostacoli lungo il cammino e un gameplay che, rifacendosi al third person shooter un po' caciarone, appare alquanto distante dal tono tipico delle mega-produzioni odierne. Anche qui, la presenza su Xbox Game Pass può portare a una diluizione delle vendite iniziali, ma la presenza anche di un comparto multiplayer che si presenta decisamente interessante fa pensare a una possibile persistenza di Crackdown 3 sul mercato con buoni risultati complessivi.

MediEvil

MediEvil non può contare sullo stesso seguito di Crash e Spyro, ma possiamo scommettere che anche la riedizione aggiornata di questo vecchio action adventure dei tempi della prima PlayStation possa fare molto bene sul mercato. Sir Daniel Fortesque non è un'icona come i due personaggi suddetti, ma gode ancora di un notevole seguito e il lancio di un remake era atteso da parecchio tempo da una buona fetta di utenti. Tuttavia, abbiamo visto come queste operazioni nostalgia, stranamente, tendano ad attecchire bene anche tra coloro che non hanno mai giocato gli originali, o che comunque li hanno conosciuti in seconda battuta, pertanto viene da pensare che, anche in questo caso, le vendite di MediEvil possano estendersi su un periodo piuttosto lungo, come successo per Spyro e soprattutto per Crash Bandicoot N. Sane Trilogy. MediEvil di per sé è un gioco più particolare, dunque lo immaginiamo bene come titolo che vende bene nell'immediato ma emerge soprattutto sulla distanza.

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