GTFO: la cooperativa dura che fa molta paura 21

GTFO è, semplicemente, uno tra gli sparatutto cooperativi più difficili e brutali di sempre

PROVATO di Aligi Comandini —   24/06/2018

Lo Unite Berlin è una festa dedicata a Unity e ai suoi sviluppatori, e non dovrebbe sorprendere la presenza di numerosi giochi tra gli stand che popolano la location selezionata per tale celebrazione del noto motore. C'era però uno specifico gioco nascosto rispetto agli altri in questa edizione, uno sparatutto la cui presentazione si è tenuta in una defilata saletta laterale, perché impossibile da mostrare a dovere nell'affollato salone principale. Quello sparatutto si chiama GTFO, e il motivo per cui abbiamo avuto bisogno della calma e del silenzio di una sala a parte per godercelo è presto detto: è uno shooter cooperativo a quattro giocatori tra i più difficili e brutali mai congegnati, e senza la possibilità di comunicare approcciarlo risulta un vero e proprio suicidio. Non ci credete? Allora lasciate che vi raccontiamo la nostra esperienza con la prima missione del titolo di 10 Chambers Collective. Vi ricrederete.

Gameplay: non svegliare i mostri

I 10 Chambers Collective sono un team relativamente nuovo, perché anche se questo è il loro primo progetto la squadra è composta da alcuni ex sviluppatori di Overkill che hanno lavorato duramente ai Payday. La scuola di provenienza si nota subito, perché anche GTFO segue lo stesso filone di titoli, ma si tratta di un prodotto molto diverso da quello appena nominato: niente rapine, solo dei misteriosi complessi sotterranei da esplorare pieni zeppi di pericoli; sottovalutare i nemici che popolano le varie mappe può essere però rapidamente fatale, perché il concetto di difficoltà crescente che già si vedeva in Payday qui raggiunge picchi impensabili ad una velocità sorprendente. È bastato quindi davvero pochissimo per capire con cosa avevamo a che fare e quale gameplay aspettarsi: in GTFO la propria squadra deve scegliere uno specifico loadout di armi, e a queste appaiare uno specifico strumento di utilità variabile, che può veramente salvare la pellaccia all'intero team quando usato al momento giusto. Si parla di pistole a colla capaci di sigillare certe porte, torrette posizionabili, di un sensore per trovare i nemici e altre chicche simili, che vanno usate oculatamente per salvarsi la vita.

Completare una missione con quattro strumenti identici è fattibile, ma vi assicuriamo che un team munito di più opzioni ha in generale una vita enormemente più facile di una squadra scarsamente propensa a un approccio tattico. Il motivo è presto detto: in GTFO i nemici sono terrificanti, e non tanto per il loro aspetto orribile quanto per i molteplici modi in cui possono fare a pezzi la vostra squadra. Per annusare l'inghippo basta analizzare i mostri più comuni, all'apparenza zombie innocui e molto sensibili al rumore: quando questi maledetti infami si sentono in pericolo non si limitano a corrervi addosso, ma possono attaccare dalla distanza allungando la lingua (in modo simile ai vampiri di The Strain se avete letto i fumetti o visto la serie tv), e oltre a fare un danno cane vantano una precisione incredibile con quella viscida appendice. Non meno atroci sono poi le loro varianti dalla distanza, che lanciano sferette energetiche parzialmente a ricerca, o delle temibili varianti dei mostri di cui sopra, corazzate e ingigantite. Capite perché l'uso di strumenti multipli contro queste bestialità è importante? Piazzare delle torrette a difesa è utile, ma una volta svegliati i mostri questi arrivano in massa, e la resistenza del proprio personaggio è tutt'altro che eccezionale. Scansionare una zona per vedere quali avversari sono addormentati ed eliminabili con un silenzioso colpo di mazza alla testa è una manna in certe location, figuriamoci poi poter rallentare il loro arrivo bloccando una specifica entrata, o farne saltare in aria un gruppo nutrito con una mina. Nell'esperienza cooperativa di GTFO preparazione e strategia sono tutto.

Non un semplice sparatutto

GTFO non è poi nemmeno uno sparatutto privo di obiettivi: nelle varie missioni per sbloccare certe porte è spesso necessario avviare operazioni da terminali sparsi, che richiedono l'inserimento di password nascoste nella mappa o il completamento di minigiochi piuttosto banali ma non semplicissimi (alcuni richiedono di contare il numero di cubi in delle figure tridimensionali, altri di colpire a tempo delle zone calde di un sensore). Non bastasse, le risorse ad ogni missione sono limitate, e si ha il costante bisogno di esplorare zone rischiose solo per ottenere una sacca di proiettili extra o un medikit d'emergenza, una caratteristica che non fa che aumentare la già elevatissima tensione derivante dalla pericolosità dei nemici. Insomma, GTFO non è un titolo per giocatori della domenica: durante la nostra prova abbiamo dovuto comunicare costantemente, usare al meglio le nostre capacità, e siamo comunque crepati malamente non appena uno dei nostri compagni ha mancato malamente un singolo colpo alla testa su uno scout, richiamando un'orda inarrestabile di mostruosità verso la fine della missione. Un errore qui può costare davvero tutto.

Ah, parlando dello scout: avrete notato che si tratta di una tipologia di nemico diversa da quelle che abbiamo descrito poc'anzi, e infatti trattasi di un umanoide dotato di sensori trasparenti che va evitato come la peste e ucciso rapidamente non appena ritratti i suoi tentacoli. Lui, assieme agli altri mostri descritti prima, sono solo la punta dell'iceberg: GTFO conta un gran numero di orrori da cui guardarsi nelle sue missioni, inseriti peraltro proceduralmente nelle varie mappe. Già, perché laddove la struttura delle mappe è fissa e predefinita, lo stesso non si può dire per gli avversari che si incontrano nel gioco, quindi ogni scontro in GTFO è unico e imprevedibile (forse non ai livelli di giochi come STRAFE, ma comunque siamo sulla strada giusta). Strumenti e armi non vanno quindi scelti in base al posizionamento dei nemici, bensì considerando la morfologia della mappa e la loro tipologia, che varierà di zona in zona. Chissà quali situazioni assurde ci aspettano nei livelli avanzati del gioco.

GTFO ci ha seriamente impressionato col suo gameplay adrenalinico e l'elevatissimo livello di sfida. I 10 Chambers Collective non hanno nemmeno provato a rendere accessibile il gioco: questa è un'esperienza cooperativa hardcore, che non ha alcuna pietà e richiede tattica e coordinazione per venir portata a termine. C'è ancora molto lavoro da fare e il team è piccolo, certo, ma la tensione che GTFO riesce a trasmettere è già impressionante. Ci sono davvero tutte le carte in regola per un piccolo cult.

CERTEZZE

  • Gameplay adrenalinico, tensione alle stelle
  • Difficoltà elevatissima che richiede tattica e collaborazione
  • Gran varietà di nemici

DUBBI

  • Armi e livello di sfida ancora da bilanciare a dovere