Hollow Knight: Silksong, provata la demo alla Gamescom 2019 37

Hollow Knight: Silksong promette essere un seguito all'altezza dell'acclamato metroidvania di Team Cherry. Lo abbiamo provato alla Gamescom 2019

PROVATO di Vincenzo Lettera   —   29/08/2019

Alla Gamescom 2019, in un angolo dello stand Nintendo, una lunga fila di persone era in attesa di provare per pochi minuti un nuovo gioco per Switch. Non ci sarebbe nulla di anomalo, se non fosse che il gioco che aveva attirato così tanti appassionati non era il nuovo Pokémon, non si trattava di Luigi's Mansion 3 né di uno degli altri blasonati first party in arrivo sulla console Nintendo. La folla era invece tutta per Hollow Knight: Silksong, seguito del metroidvania sviluppato da Team Cherry. Un tale fila per un gioco indie non si vede a tutte le fiere, ma in questo caso non fa altro che ribadire il successo che ha avuto Hollow Knight. Acclamato dalla critica e dal pubblico, non solo si è dimostrato uno dei migliori progetti mai partoriti da una campagna Kickstarter, ma si è anche affermato come uno dei più risciti metroidvania degli ultimi anni, in un periodo in cui il genere è vivo e vibrante grazie soprattutto a produzioni indipendenti, come Dead Cells, Axion Verge e Iconoclasts. Nato come un DLC e "sfuggito di mano", diventando un seguito a tutti gli effetti, Hollow Knight: Silksong ha tutte le carte in regola per riproporre le incredibili atmosfere dell'episodio originale attraverso un gioco dal gameplay nettamente più fluido, dinamico e divertente.

Nelle profondità di Pharloom

Nonostante sia ambientato in una location completamente nuova rispetto a quella del primo Hollow Knight, Silksong ne conserva la stessa atmosfera malinconica e tenebrosa, ma anche la capacità di comunicare emozioni diverse a seconda dei differenti biomi e palette di colori. Dalla natura che prende il sopravvento in scenari ricoperti di funghi e muschio, passando per il senso di solitudine mentre si attraversa un fatiscente palazzo o la costante minaccia di una caverna che affaccia su un fiume di lava. Se il regno di Pharloom - e più in generale l'immaginario di gioco - è il protagonista di Hollow Knight: Silksong, il suo comprimario è senza dubbio Hornet, la principessa spadaccina che controlleremo nel corso del viaggio. Già vista, apprezzata e anche un po' odiata in Hollow Knight, Hornet è un personaggio misterioso e carismatico, che assomiglia al cavaliere del gioco originale solo all'apparenza. Chi ha giocato il primo episodio non si stupirà nel trovarsi davanti a una protagonista decisamente più agile e veloce, capace di saltare più in alto, eseguire picchiate in diagonale e scatti più fluidi e profondi. Aggiunte piccole solo all'apparenza, come la corsa e la possibilità di aggrapparsi alle sporgenze delle piattaforme, rendono l'esplorazione degli ambienti molto più scorrevole, rapida e intuitiva, al punto che dopo pochi minuti passati a giocare a Silksong ci si chiede come abbiamo fatto a farne a meno nell'episodio precedente. Nel corso del viaggio si sbloccheranno nuove abilità e tecniche, ma la leggiadra aggressività e le tecniche inedite di Hornet sono bilanciate da alcuni elementi di rischio. L'attacco in diagonale permette più comodamente di colpire i nemici dall'alto, ma allo stesso tempo la sua hit box è limitata allo spillone, rendendo quindi Hornet vulnerabile e costringendo a essere molto precisi nei salti. Attaccando i nemici si carica un indicatore con cui è possibile ripristinare la salute, in maniera simile al Focus in Hollow Knight; quest'abilità è tuttavia più veloce, può essere attivata a mezz'aria, consumando però tutta la seta accumulata e rendendo importante utilizzarla al momento più opportuno.

Inoltre ci sono i boss, che in linea con il primo Hollow Knight promettono essere estremamente cattivi: la demo che abbiamo provato ci ha visto affrontare due diversi nemici. Uno - il primo vero boss del gioco - non è troppo complesso e ha dei pattern prevedibili, ma i suoi scatti insidiosi sono utili al giocatore per familiarizzare con l'agilità e la capacità di schivata di Hornet. Il secondo è invece Lace e a quanto pare sarà la nemesi del giocatore (o comunque un suo nemico ricorrente) per una parte dell'avventura: dotata di pattern molto irregolari, movimenti velocissimi e un gran numero di attacchi ravvicinati e dalla distanza, Lace ci ha messo K.O. in breve tempo. Gli scontri coi boss sono stati alcuni degli elementi più tosti e meglio riusciti di Hollow Knight, e perciò ci si aspetta altrettanta cura anche per Silksong. Nei pochi minuti passati col gioco alla Gamescom 2019 non abbiamo neanche scalfito la superficie del nuovo gioco del Team Cherry, che tra 150 nuovi nemici, un mucchio di segreti da trovare e un gran numero di abilità da sbloccare e strumenti da acquistare promette un'esperienza dai contenuti pari a quelli dell'originale. E menomale che doveva essere un DLC.

Quando uscì due anni fa, il primo Hollow Knight fu una delle più grandi sorprese di quel periodo, e Silksong promette già essere un seguito all'altezza. C'è ancora tanto da scoprire, numerosi boss da affrontare e chissà che anche in termini di meccaniche non nasconda qualche altra sorpresa. Non arriverà potente e inaspettato com'è stato l'episodio originale, ma date le premesse non vediamo l'ora di immergerci nuovamente nell'immaginario di Team Cherry.

CERTEZZE

  • Hornet è più veloce, aggressiva e divertente da utilizzare
  • L'atmosfera e il fascino del primo Hollow Knight

DUBBI

  • Se i boss saranno tutti all'altezza del primo capitolo è da vedere
  • Riuscirà a riservare qualche sorpresa per i fan?