Quando LEGO ha annunciato la collaborazione ufficiale con The Pokémon Company, era chiaro che le due compagnie avrebbero tentato qualcosa di ambizioso. Il set numero 72153, Venusaur, Charizard e Blastoise, dedicato alle tre evoluzioni finali degli starter di Kanto, è esattamente la prima dichiarazione di intenti delle due compagnie: con 6.838 pezzi a 649,99 euro, si tratta di uno dei set più ricchi e spettacolari mai messi in commercio dal colosso danese.
Ed è stato immediatamente ben accolto dal pubblico e dalla critica e il motivo è facilmente detto: si tratta di una costruzione scenografica, colorata e ricca di dettagli, da esporre con orgoglio nel mezzo della propria collezione. E in tutto questo non abbiamo nemmeno considerato il soggetto, ovvero tre dei Pokémon più famosi, amati ed iconici mai creati da Satoshi Tajiri e da Game Freak. In altre parole tre delle creature, non importa se reali o di finzione, più celebri e riconoscibili di tutta la Terra.
Tre modelli, tre biomi
Il set include Venusaur, Charizard e Blastoise nelle loro evoluzioni finali, con altezze rispettivamente di 23, 20 e 18 centimetri. Ciascun Pokémon è accompagnato da una base tematica che richiama il tipo corrispondente: una giungla per Venusaur di tipo Erba, un alto vulcano per Charizard di tipo Fuoco/Volante e una scogliera con un mare in tempesta per Blastoise di tipo Acqua. I tre supporti possono essere collegati tra loro per formare un unico diorama a base semi-circolare piuttosto bello da vedere. Prese singolarmente, invece, le basi mostrano diversi raccordi, non sempre bellissimi da vedere se non mascherati in qualche modo, perdendo in qualche modo la loro scenograficità.
Presi singolarmente i tre Pokémon sono massicci e pesanti, molto simili ai mostri tascabili originali, e fanno un figurone se posizionati su di una mensola. Peccato per alcune parti come gli artigli o le dita, un po' fragili. Va notato però che si tratta di oggetti da esposizione, pensati per essere sfoggiato e non dato in mano a dei bambini. Nonostante questo anche spolverando il rischio di staccare qualcosa c'è sempre. Sul fronte delle articolazioni, Venusaur ha liane e piedi mobili, Blastoise ha testa, braccia e cannoni ad acqua articolati, mentre le ali, le gambe, le braccia e la testa di Charizard possono essere messe nella posizione preferita, in modo da dare all'evoluzione di Charmander un aspetto più o meno aggressivo. In tutti i casi, l'obiettivo dichiarato è permettere pose dinamiche che ricordino le battaglie della prima generazione.
I manuali
Similmente a quanto succede con altri set premium, anche i manuali dei tre starter non solo spiegano come montare Venusaur, Charizard e Blastoise e le loro basi, ma hanno anche tutta una parte introduttiva nel quale raccontano qualche segreto sul processo che ha portato alla realizzazione di questo set, oltre che una breve presentazione dei tre Pokémon e delle loro caratteristiche principali arricchita da qualche immagine di archivio prese dai videogiochi di The Pokèmon Company.
Un piccolo dettaglio, ma che mostra la cura riversata in questo progetto.
Un'esperienza da circa quindici ore
Come avrà intuito chi ci ha seguito in live su Twitch, arrivare al termine dell'intero set richiede circa quindici ore di lavoro, con ogni modello che impegna mediamente cinque ore, tra base e Pokémon. I pezzi sono distribuiti in modo abbastanza equilibrato tra le tre figure e i rispettivi basamenti. Le istruzioni sono supportate dall'app LEGO Builder, che permette di visualizzare il modello in tre dimensioni, ingrandire i dettagli e tenere traccia dei progressi, anche se la versione cartacea mantiene sempre il suo innegabile fascino. L'app è comunque un supporto utile soprattutto nelle fasi più complesse, dove la densità dei pezzi o le tecniche utilizzate richiedono attenzione. Il montaggio, infatti, non è semplicissimo, soprattutto nella parte centrale dove diversi pezzi Technic sono utilizzati per supportare la struttura che, tra zampe, coda e orpelli vari, si sviluppa in tutte le direzioni.
Meno divertenti da costruire sono, per ovvie ragioni, le basi, più uniformi e povere di dettagli degli starter, con una parte centrale che deve semplicemente sorreggere il Pokémon e una copertura fatta da diversi elementi, che potrebbero ripetersi. Il risultato finale è solido e massiccio, in grado di sorreggere senza problemi il Pokémon corrispondente.
I tre set starter
Il sodalizio ufficiale tra l'azienda danese e The Pokémon Company si è concretizzato nei primi mesi del 2026 con il debutto di una linea di modelli da esposizione ricchi di dettagli, pensati principalmente per i collezionisti adulti, ovvero coloro che hanno vissuto direttamente il debutto della serie e conoscono a menadito la regione di Kanto e le sue creature.
Oltre al diorama degli starter, il catalogo attuale propone un modello snodabile di Eevee (72151) da 587 pezzi e un set più strutturato da 2050 mattoncini che raffigura un Pikachu uscire da una Poké Ball (72152).
Coloro che hanno prenotato i set sul sito ufficiale, hanno ottenuto anche il set Collezione Medaglie della regione di Kanto (40892), mentre come Premio LEGO Insiders speciale c'è il Mini-Centro Pokémon.
Il nodo del prezzo
Il prezzo rimane il punto più discusso. I 649,99 euro richiesti per l'acquisto collocano questo set tra i più costosi mai prodotti da LEGO, al di sopra di grandi classici come il Colosseo (10276, 9.036 pezzi, 549,99 €) o il Titanic (10294, 9.090 pezzi, 629,99 €), e pareggiato dal recente e mastodontico set di Minas Tirith, che però avrà 1550 mattoncini in più. Si tratta di un set premium di una licenza altrettanto premium e LEGO non fa nulla per nasconderlo.
All'interno dell'enorme confezione, infatti, le buste sono divise in ulteriori tre scatole, una per Pokémon, che ricordano una pokéball e sono contraddistinte dal simbolo del Tipo del mostro tascabile al suo interno. Ognuna di queste scatole, poi, contiene un manuale delle istruzioni cartaceo dedicato, necessario per assemblare prima la base e poi lo starter prescelto. Grazie a questa organizzazione è possibile procedere nell'ordine che si preferisce senza troppi sforzi, come abbiamo fatto noi: la nostra community ha deciso di partire con Charizard, poi abbiamo montato Blastoise e infine abbiamo chiuso con Venasaur, curiosamente esattamente il contrario della numerazione scelta da LEGO.
Presi singolarmente i tre Pokémon sono molto belli da vedere e fedeli agli originali -forse solo gli occhi di Venasaur sono un po' strani- e fanno decisamente un figurone se esposti singolarmente o con le tre basi unite. Va considerato, oltretutto, che tutti i pezzi sono stampati e non ci sono adesivi da incollare, un elemento che da una parte ha un indubbio vantaggio estetico, dall'altra rende ancora più esclusivi determinati pezzi.
Il bello deve ancora venire
Questi set sono solo l'inizio della collaborazione tra LEGO e Pokémon. Per ora parliamo di rumor, ma sembra che dal 1° agosto 2026 saranno disponibili anche: Munchlax (757 pezzi), Arcanine (1.190 pezzi) e Rayquaza (1.083 pezzi).
È atteso anche un grande set Poké Ball da 2.339 pezzi, che dovrebbe essere anche il primo LEGO Pokémon con minifigure. Diversi set della seconda ondata dovrebbero integrare gli Smart Play, degli speciali mattoncini che permetteranno ai set di "animarsi" e produrre suoni.
Rumor ancora più fumosi parlano di Squirtle, Charmander, Cubone, Gengar, Jolteon, Riolu, Mewtwo, Scorbunny, Larvitar, Croagunk e ulteriori evoluzioni di Eevee. Tra i set citati figura anche un Mewtwo Lab, diorama ambientato nel laboratorio d'origine del Pokémon.
Ribadiamo come tutto questo non è mai stato confermato ufficialmente da LEGO o The Pokémon Company.
Qualcuno per favore vuole pensare ai bambini?!
Il set LEGO Venusaur, Charizard e Blastoise (72153) rappresenta una vera e propria dichiarazione di intenti da parte dell'azienda danese e di The Pokémon Company. Si tratta di un set massiccio, ricco di dettagli e curato, che dà l'impressione di avere davanti un prodotto premium, da sfoggiare con orgoglio nel mezzo della propria collezione. E il prezzo è in linea con questi obiettivi.
Si tratta di un set pensato per i fan più intransigenti e adulti, molto serio e poco giocoso, diametralmente opposto come filosofia a quanto fatto con Super Mario. E questa fanciullezza è forse quello che più manca a questa prima tranche di set, che per il momento si è concentrata sui fan di vecchia data e ha trascurato un po' i più piccini, nonostante le esagerate potenzialità che il marchio giapponese ha da questo punto di vista.
A differenza di quanto fatto finora con Super Mario, l'approccio in questo caso sembra più "classico", ovvero col tentativo di replica fedele dei mostri tascabili e non una stilizzazione degli stessi, ed è una cosa che apprezziamo. Siamo comunque solo all'inizio, ancora non sappiamo come LEGO e The Pokémon Company vorranno evolvere la loro collaborazione, ma la barra è già stata posizionata molto in alto.
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