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OD e PHYSINT: Kojima, Xbox e il cinema che (ancora) non è un videogioco

Al Tokyo Game Show, Kojima ha ribadito il legame con XBOX per OD e PHYSINT: cosa ci dicono queste novità sul futuro dei suoi videogiochi?

SPECIALE di Stefania Sperandio   —   18/09/2026
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Se i videogiocatori cresciuti a pane e Metal Gear Solid avessero saputo che, arrivati nel 2026, avrebbero assistito al consumarsi di un rumoroso divorzio tra PlayStation e Hideo Kojima, probabilmente non ci avrebbero creduto. Si sarebbero immaginati qualche colpo a effetto in stile Joakim Mogren - l'assurdo pseudonimo che Kojima usò per nascondersi, ai tempi di The Phantom Pain. Invece la spaccatura è reale e, sebbene Sony abbia messo le mani avanti anticipando che in futuro la sua porta per nuove collaborazioni con Kojima Productions rimane aperta, nel frattempo il team indipendente del papà di Death Stranding ha trovato rifugio in XBOX.

A suggellare questo idillio, Hideo Kojima è intervenuto con un video messaggio in apertura al Tokyo Game Show, dove ha fornito dei piccoli aggiornamenti su OD e su PHYSINT, i due progetti che ora sta sviluppando proprio con il sostegno economico di Microsoft.

Fare in modo che sia Kojima a metterci direttamente la faccia, proprio all'inaugurazione della fiera, è significativo anche per XBOX stessa, che da sempre cerca di avvicinarsi al mercato giapponese e che potrebbe, con questa manovra, essere riuscita a guadagnarsi un po' di attenzione dal pubblico nipponico. Ma, al di là delle riflessioni sul videogioco in quanto industria, cosa ci dicono le dichiarazioni di Kojima sui suoi prossimi videogiochi in quanto videogiochi? Che saranno sempre più cinematografici, a quanto pare.
Ma a modo loro...

Testare le proprie paure

Già nei giorni scorsi, avevamo visto spuntare sui canali social ufficiali di Kojima e di Asha Sharma le foto dei loro incontri, confermati anche in questa occasione. Nel video messaggio dal TGS, il fondatore di Kojima Productions racconta di aver "visitato gli uffici di Redmond qualche tempo fa, quest'anno" e di aver avuto in quel caso l'occasione di incontrare la nuova CEO di XBOX. Sappiamo anche che Sharma ha ricambiato la visita proprio nei giorni scorsi.

"Abbiamo discusso il futuro dei videogiochi e dell'intrattenimento digitale", ha sottolineato Kojima, "e condiviso una profonda comprensione degli obiettivi che riteniamo di dover raggiungere insieme". L'idillio, insomma, per il momento sembra funzionare - e di certo per ora si concentra soprattutto su OD - Knock, su cui Kojima Productions sembra concentrata totalmente.

Non sono stati mostrati nuovi materiali sul gioco, se non brevi clip dietro le quinte che mostrano il suo cast - in particolare Sophia Lillis e Hunter Schafer - all'opera per le registrazioni delle performance. Questa parte dei lavori, spiega Kojima, aveva subito una battuta d'arresto durante lo sciopero SAG-AFTRA, per riprendere solo nel corso del 2026. "La produzione sta procedendo secondo quanto pianificato" ha assicurato. Sembra insomma che lo sciopero non abbia causato problemi rispetto alla tabella di marcia.

Cosa sappiamo di PHYSINT e perché il nuovo gioco di Kojima ha cambiato casa Cosa sappiamo di PHYSINT e perché il nuovo gioco di Kojima ha cambiato casa

Il video rimarca ancora una volta che parliamo di un horror, di "un nuovo tipo di videogioco che metterà alla prova le soglie della paura". Come funzionerà, però, non ci è dato ancora saperlo. Questo, sommato al fatto che in passato venne detto che sarebbe stato possibile realizzare OD solo grazie alle "tecnologie offerte da XBOX", probabilmente continuerà a far sbizzarrire i fan con le tradizionali teorie che circondano i giochi di Kojima prima della loro uscita.

Sappiamo che OD sarà un gioco dalla forte impronta cinematografica, che in qualche modo vuole terrorizzarci
Sappiamo che OD sarà un gioco dalla forte impronta cinematografica, che in qualche modo vuole terrorizzarci

Uscita che però, almeno per il momento, non viene fissata. Il progetto sta "prendendo forma con costanti sperimentazioni e iterazioni", ma né XBOX né Kojima Productions si sono sbottonate in merito al suo debutto. Il focus fortemente cinematografico di questo piccolo aggiornamento, però, va proprio a braccetto con quello che è arrivato per PHYSINT. Non proprio una sorpresa, considerando che fin da quando venne svelato fianco a fianco con PlayStation il nuovo gioco di "azione e spionaggio" era stato tratteggiato come un progetto dalla forte impronta filmica. Una natura che è riemersa anche al Tokyo Game Show.

PHYSINT, ma a partire dal cinema

"È il culmine dei quarant'anni della mia carriera". Kojima non spara per niente basso quando prova a descrivere ciò che PHYSINT deve incarnare. "Si tratta di un progetto che ridefinirà l'action espionage, slegato da qualsiasi altro genere che già esiste nell'intrattenimento digitale". Una dichiarazione forte, che lascia supporre che PHYSINT non si accontenterà di essere solo un altro Metal Gear con un nome diverso: svincolarsi dai generi di videogioco già esistenti, infatti, suggerisce che, se fosse un action stealth, non lo sarebbe nel modo tradizionale che già conosciamo.

Il nuovo poster di PHYSINT, con gli attori protagonisti
Il nuovo poster di PHYSINT, con gli attori protagonisti

La fissa per il reinventare i generi, anziché rimescolare in modi pre-esistenti gli schemi già visti, non è una novità per Kojima: lo stesso Metal Gear nacque dal capovolgimento dei giochi d'azione per limiti tecnici - non possiamo farti combattere contro tutti quei nemici, quindi devi evitarli - e Death Stranding è sempre stato presentato come uno "strand game", con le sue meccaniche di multiplayer asincrono. Ha senso che, con quegli antenati, PHYSINT provi a cucirsi addosso un percorso simile.

Forse in risposta ai report di Bloomberg dei giorni scorsi, che suggerivano tensioni con Sony anche per possibili scadenze mancate, Kojima afferma che "il progetto continua a fare progressi costanti" - che riguardano sia il coinvolgimento di talenti esterni a Kojima Productions, sia il casting degli attori. Il Tokyo Game Show diventa così l'occasione per svelare che il protagonista del gioco avrà il volto di Bill Skarsgård, attore svedese celebre soprattutto per il suo ruolo in IT (2017). L'artista è stato subito messo al centro di un nuovo poster: lo vediamo in posa insieme all'attrice e modella australiana Charlee Fraser (Furiosa: A Mad Max Saga, 2024), il che suggerisce che proprio questi due interpreti, in particolare, potrebbero essere al cuore del gioco.

È lo stesso poster, in realtà, a lanciarci qualche indizio - non solo per gli attori che compaiono, sistemati ai lati opposti e su campo scuro, ma per quello che c'è scritto: "inizia la prossima Guerra Fredda". Posto che non sappiamo nemmeno in che epoca storica sarà ambientato PHYSINT, o se sarà magari una ucronia, o addirittura se si muoverà in un mondo di totale fantasia, il riferimento a una "prossima Guerra Fredda" fa pensare a un contesto legato al mondo reale, a uno spionaggio vero e proprio, tradizionalmente inteso. E, forse, a uno scenario contemporaneo, dove la Guerra Fredda è anche e soprattutto tecnologica: sono temi molto cari a Kojima, che potrebbero godere di nuovi spunti di riflessione gentilmente offerti (si fa per dire) dal contesto reale che stiamo vivendo.

Kojima racconta che proprio le sessioni di scan con Skarsgård e Fraser svolte negli scorsi mesi gli hanno permesso di concretizzare molto di più il progetto nella sua mente, di "solidificare la mia visione". Rispetto allo scorso anno, insomma, sembra che effettivamente PHYSINT sia molto meno "concettuale" e più definito. Gli aggiornamenti di agosto 2025 prima e di dicembre 2025 poi suggerivano che il gioco fosse ancora in uno stadio poco più che embrionale, con Kojima che ci lavorava ancora in solitudine per mettere a terra tutte le idee.

Il fatto che invece ci siano già state sessioni di incontro, cattura e di creazione dei costumi lascia intendere che si sono mossi passi molto più sostanziosi. Per ora, tuttavia, tutto ciò che ci è dato sapere viene dal video del Tokyo Game Show e dalla nota che Kojima Productions ha diffuso sul suo sito ufficiale.

Bill Skarsgård è il volto del protagonista di PHYSINT
Bill Skarsgård è il volto del protagonista di PHYSINT

Nel presentare Skarsgård come nuovo protagonista, infatti, il gioco viene presentato così: "PHYSINT è la terza nuova IP originale di Kojima Productions ed è stato descritto da Hideo Kojima come il culmine della sua carriera quarantennale come creatore dei videogiochi". Il fatto che venga precisato che si parla di proprietà intellettuale originale di Kojima Productions sembra confermare che, tra gli screzi con Sony, potrebbero essere entrate anche differenze di visione su chi avrebbe tenuto l'IP dell'opera: Death Stranding stesso, ad esempio, pur essendo stato prodotto e distribuito da Sony oggi appartiene a Kojima Productions.

La nota prosegue: "con il pieno supporto di XBOX, PHYSINT si servirà di tecnologie all'avanguardia e di un cast stellare per creare un'esperienza di gioco come non ce ne sono altre, con lo scopo di dare un nuovo punto di riferimento al genere action-espionage". Questo punto, in mezzo alla venerazione quasi pedissequa da parte di Kojima per qualsiasi cosa venga dal mondo del cinema, è forse l'aspetto più interessante delle novità svelate: ci anticipa un cinema che si mette al servizio del videogioco, non il contrario.

Rimediazione secondo Kojima

Hideo Kojima è sempre stato ossessionato dalle storie. Solo da adulto si è reso conto che da ragazzo era addirittura petulante, in questa sua fissa: scriveva romanzi lunghissimi che sottoponeva ai suoi insegnanti aspettandosi che li leggessero. Mentre il pragmatismo e la compostezza giapponese gli imponevano di costruire una carriera con un lavoro sicuro, magari nel mondo degli affari, il giovane Hideo se ne andava in giro a cercare di girare cortometraggi. E, quando finalmente la sua famiglia si riuniva a fine giornata, si creavano dei piccoli cineforum domestici per discutere dei film che vedevano insieme.

L'ossessione di Kojima per il cinema è evidente in tutti i suoi giochi
L'ossessione di Kojima per il cinema è evidente in tutti i suoi giochi

È evidente che proprio questa quotidianità, il film usato come terreno di incontro e di costruzione di ricordi della propria famiglia, sia stata la base del suo amore odierno per la settima arte. La scomparsa prematura di suo padre, Kingo Kojima, che pose fine a quella tradizione, ci suggerisce anche perché oggi Kojima sia così ancorato al suo amore per le pellicole (e perché sia ossessionato dai rapporti complicati tra i protagonisti dei suoi giochi e i loro padri, sì). Arrivare a OD e PHYSINT e notare solo ora che Kojima vive, mangia e respira cinema, insomma, sarebbe quantomeno curioso.

Il lato interessante, però, è come lui si pone rispetto a questo amore. Alla fine, era chiaro fin da quando era bambino: il piccolo Hideo voleva un mezzo per raccontare le sue storie. Che fosse la scrittura, che fossero i film, che fossero i videogiochi non faceva differenza. Quando, però, trovò la via di quel mezzo interattivo, ne rimase stregato: capì che così avrebbe potuto realizzare i "suoi film" permettendo alle persone di entrarci, e rendere quell'ossessione un lavoro. La leva, quarant'anni dopo, è rimasta la stessa - ma lo spazio per il videogioco non è stato schiacciato.

Quando Kojima descrive OD, evidenzia che si tratta di "un nuovo tipo di videogioco". Quando sorride rassicurato, all'idea di aver salvato PHYSINT, evidenzia come voglia smarcarsi dai generi videoludici, sul suo sito ufficiale fa parlare di "un'esperienza di gioco come non ce ne sono altre". Esperienza di gioco, qui, è la chiave.

Che si amino oppure no i lavori di Hideo Kojima, è indubbio che il suo team crei declinando a modo suo il concetto di "rimediazione": il prendere i linguaggi e la grammatica di un mezzo di comunicazione per usarli in un altro medium. Sappiamo che proprio dalla contaminazione può nascere l'arricchimento, l'evitare di avere l'ennesimo progetto uguale al precedente e, nel caso di Kojima Productions, questa contaminazione è avvenuta non tra videogiochi e generi diversi, ma proprio tra linguaggi differenti.

Il punto di equilibrio sta nel fare in modo che quel linguaggio cinematografico valorizzi lo scopo del gioco e non prenda il sopravvento come esercizio di stile, come autocompiacimento di sé. In Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, ad esempio, sia per la regia con piano sequenza che per la frammentata impostazione a episodi - che rompeva tutti i beat della trama, banalizzando ogni possibile pathos - non fu così. Quella lezione, però, sembra imparata - e l'indomito amore per le cineprese sembra aver ritrovato posto di fianco all'amore per il videogioco, non davanti. Finché le due cose camminano di fianco, possono funzionare. E la sensazione, con un Kojima che non si sbottona su come questi giochi saranno, ma che ci snocciola il cast che ha scelto, è che alla parte di gameplay stia venendo riservato il riflettore più importante: quello dell'effetto sorpresa.

Ci annunciano in anticipo chi vedremo nel gioco, ma tengono il riserbo su ciò in cui consisterà il gioco stesso - come se fosse una grande sorpresa, un colpo di scena che va dosato con sapienza e cura. Significa che credi profondamente nella parte interattiva di quello che stai facendo, che snocciolare il cast deve fare da ariete, ma non da gran finale per la comunicazione e la promozione del tuo gioco: quello, a quanto pare, dovrà farlo il gameplay.

In questo sembra lecito vedere un grande amore per la componente videoludica. Che, un po' come fatto da Snake prima e da Sam Porter Bridges dopo, sopravvive, va avanti e vince le sue battaglie sfruttando il cinema per rendersi un videogioco più potente, e non sfruttando invece il videogioco per fare cinema virtuale. Speriamo succeda di nuovo con OD e PHYSINT: abbiamo disperatamente bisogno di sempre più giochi che arrivano sul mercato perché vogliono provare a dire qualcosa, e non semplicemente perché c'è un buco da riempire nell'anno fiscale.

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