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Peridot, abbiamo provato il Tamagotchi in realtà aumentata di Niantic

A metà strada tra i Tamagotchi e Nintendogs, abbiamo provato in anteprima Peridot, il nuovo gioco per la realtà aumentata di Niantic.

PROVATO di Luca Forte   —   09/05/2023
Peridot, abbiamo provato il Tamagotchi in realtà aumentata di Niantic
Peridot
Peridot
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Ci siamo sempre chiesti come mai molti sviluppatori di videogiochi, sempre alla ricerca di ricavi facili, non abbiano mai cavalcato con convinzione il successo dei Tamagotchi o di Nintendogs, magari semplicemente sfruttando le nuove possibilità garantite dall'eccezionale avanzamento tecnologico a cui abbiamo assistito in questi anni.

Niantic, lo studio reso celebre da Pokémon GO e pioniere nel campo della realtà aumentata, ha deciso di rispondere alla nostra domanda sviluppando Peridot. Come avrete capito si tratta di una nuova simulazione di cucciolo in arrivo per iOS e Android che può contare non solo sulla grande potenza di calcolo messa a disposizione dai moderni dispositivi mobile, ma anche sull'esperienza nel campo dell'AR dello studio nordamericano.

Il gioco è disponibile a partire da oggi su App Store e Google Play, ma noi abbiamo avuto modo di provare Peridot per qualche giorno prima del lancio e vogliamo raccontarvi come è andata.

Cos’è Peridot

Ecco il nostro Peridot
Ecco il nostro Peridot

Come dicevamo Peridot è un esponente del genere pet sim, ovvero quei videogiochi il cui scopo è quello di allevare e curare un cucciolo virtuale. I Peridot, o Dot, sono creature virtuali originali, non legate a marchi preesistenti, come solitamente Niantic ci ha abituato a fare. Anzi, nei piani dello sviluppatore americano c'è quello di sviluppare internamente la loro proprietà intellettuale, creando peluche, oggettistica varia, ma anche serie TV, libri e tutto quello che il successo consentirà loro di fare.

Non è possibile prevedere il successo di Peridot, ma è innegabile come Niantic abbia provato in tutti i modi a rendere i Dot delle creaturine irresistibili e "pucciose". Ogni Dot non solo è dotato di un "DNA unico", una cosa che dovrebbe renderlo diverso da tutti gli altri, ma potrà essere agghindato con tutta una serie di vestiti, cappelli e accessori che dovrebbe aumentare esponenzialmente le possibilità di personalizzazione, oltre che la loro tenerezza.

Una volta scelto e personalizzato il proprio Dot bisognerà cominciare a curarlo: i due parametri principali che definiscono la felicità della propria creaturina sono la fame e il divertimento. Per riempire il loro stomaco basterà dar loro uno degli spuntini che avrete nello zaino virtuale (occhio a non tenerli troppo nella borsa che vanno a male!), mentre per intrattenerli potrete usare uno dei tanti giochi o portarli a spasso con voi.

In maniera simile a Pokémon GO (o a qualunque altro gioco di Niantic) anche Peridot sfrutterà la capillare mappatura delle città per espandere le opzioni a disposizione dei giocatori. Presso i "pokéstop" (o le palestre di NBA All-World) i Dot possono incontrare i loro simili e, se adulti, possono anche flirtare con loro.

Accoppiali tutti!

Una passaggiata col nostro Dot
Una passaggiata col nostro Dot

Ovviamente non sarete costretti a limitarvi a curare il Dot iniziale, anche se nessuno vi impedirà di farlo, ma potrete andare alla ricerca della creaturina dei sogni. Per farlo non dovrete catturarle andando in giro per le città, ma dovrete far accoppiare la vostra bestiolina con i suoi simili, in modo da ottenerne una con le caratteristiche desiderate. Ogni Dot, infatti, è caratterizzato da un Archetipo, inizialmente ispirato a creature reali e mitiche, come l'Unicorno, il Pavone, il Ghepardo, l'Ariete e lo Yeti, e per sbloccare gli altri occorrerà cercare questo patrimonio genetico in altre creature o durante eventi speciali.

Per poter procreare il Dot dovrà, ovviamente, essere adulto e poi dovrà trovare il partner adatto tra quelli che incontra nei vari punti di ritrovo. Il padrone del Dot, poi, potrà scegliere se cedere alla vostre lusinghe o meno e, nel caso di risposta positiva, si potrà procedere all'incrocio. Una volta ottenuto il nuovo Dot bisognerà scegliere se andare avanti con l'originale o dedicarsi al piccolo.

Uno sguardo al futuro

Le interazioni dei Dot con l'ambiente circostante sono più avanzate che negli altri giochi AR di Niantic
Le interazioni dei Dot con l'ambiente circostante sono più avanzate che negli altri giochi AR di Niantic

Fin qui tutto più o meno come ci si potrebbe aspettare. Come si diceva il cuore dell'esperienza si può ritrovare incrociando i tamagotchi con Nintendogs. Laddove Niantic ha messo del suo (e ha riscoperto il Labs del suo nome, come ha suggerito Ziah Fogel, direttrice di produzione per Peridot) è nel comparto tecnologico. Non solo nel design unico e originale dei Dot, ma soprattutto nell'uso estensivo della Realtà Aumentata all'interno del gameplay. Le creaturine, infatti, dovrebbero essere molto più consapevoli dell'ambiente nel quale "vivono" cambiando anche il loro comportamento in base a dove stanno. In un parco si godranno l'aria aperta, mentre a casa salteranno tra le diverse superfici.

Per questo motivo servirà un telefono piuttosto recente per poter poter far girare Peridot e non è detto che, perlomeno per il momento, tutto funzioni sempre a dovere, come è successo a noi. Il gioco è afflitto da qualche bug di troppo che ha anche impedito l'avvio delle fotocamere e quindi dell'esperienza in sé. Va detto che la versione 1.0.0 è disponibile da oggi e siamo sicuri che le prossime settimane saranno ricche di aggiustamenti e perfezionamenti.

Per avere altri Dot bisognerà far scattare l'amore!
Per avere altri Dot bisognerà far scattare l'amore!

Senza considerare che Niantic guarda anche al futuro. Nella cartella stampa, infatti, si legge che "progettando Peridot, Niantic guarda al futuro: oggi si gioca sui dispositivi mobili, ma nel lungo termine l'azienda spera di riuscire a portare quest'esperienza di gioco su piattaforme virtuali che sfrutteranno i futuri hardware in Realtà Aumentata, come ad esempio gli occhiali. Che stiano già parlando dei prossimi annunci di Apple?

Con Peridot Niantic sta provando a portare sul mercato una sua proprietà intellettuale da sviluppare e gestire in maniera indipendente, senza bisogno delle autorizzazioni di altri soggetti. Questo dovrebbe consentire loro una cerca libertà creativa, oltre che di poter spingere sotto il profilo tecnologico. La formula da pet sim e il design puccioso delle creature dovrebbero garantire una certa presa sul pubblico, ma i bug e le limitazioni tecnologiche potrebbero essere, perlomeno per il momento, un freno alla diffusione dell'esperienza. Le premesse sono, comunque, buone e il biglietto di accesso è come sempre gratuito. Provatelo.

CERTEZZE

  • Design delle creature riuscito
  • Tecnologicamente avanzato
  • I pet sim sono sempre magnetici

DUBBI

  • Specifiche minime esigenti
  • Qualche bug di troppo.