PlayStation, 25 anni di storia 56

Lanciata in Giappone il 3 dicembre 1994, esattamente 25 anni fa, PlayStation ha condiviso la propria storia con quella di tanti appassionati di videogame: ripercorriamola fra date e sensazioni

SPECIALE di Tommaso Pugliese   —   03/12/2019

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PlayStation compie 25 anni, e quasi non ci si crede che sia passato così tanto tempo da quando, alla fine del 1994, si leggeva sulle riviste nostrane di come la console Sony avesse fatto impazzire tutti in Giappone, piazzando 100.000 unità al day one e spingendo tanti appassionati occidentali a procurarsene una a qualsiasi costo. Letteralmente: le cifre richieste per una PlayStation di importazione si aggiravano sul milione e mezzo di lire.

I mesi precedenti al lancio della console sono stati caratterizzati da tante perplessità e da un malcelato scetticismo, del resto per l'azienda nipponica si trattava di un debutto assoluto in un campo da gioco fino a quel momento dominato da Nintendo e SEGA, quest'ultima determinata ad accettare la sfida dei 32 bit con il suo Saturn. Tuttavia è bastato mostrare alcuni dei giochi disponibili, su tutti la riduzione casalinga di Ridge Racer, perché la situazione prendesse una piega inaspettata.

PlayStation

PlayStation è arrivata in Italia quasi un anno dopo, il 29 settembre 1995, con una line-up composta dal già citato Ridge Racer, ma anche e soprattutto dallo spettacolare picchiaduro Battle Arena Toshinden, dallo sparatutto volante Air Combat, dal platform tridimensionale Jumping Flash! e dal racer futuristico WipEout. Prodotti in grado di mostrare i muscoli della console e lasciare gli utenti letteralmente a bocca aperta, sconvolti di fronte a soluzioni tecniche non pensavano possibili al di fuori delle sale giochi.

È stata tuttavia la seconda ondata di titoli a consacrare definitivamente la piattaforma Sony: da Crash Bandicoot a Final Fantasy VII, da Colin McRae Rally a Gran Turismo, da Legacy of Kain: Soul Reaver ad Ape Escape, da Resident Evil a Tekken, da Tomb Raider a Metal Gear Solid, da FIFA a ISS Pro Evolution.

Tanti, troppi nomi anche solo per elencare i più rilevanti, che hanno consolidato il successo di una console divenuta in Italia sinonimo di videogiochi, dando vita a un culto che continua ancora oggi.

Il merito di quegli oltre 102 milioni di unità vendute va tuttavia anche al talento dei designer e degli ingegneri Sony, che sono stati capaci di confezionare una macchina non solo più potente delle altre, ma anche dotata di un design affascinante e caratteristico, un mix di cerchi e rettangoli minimale e azzeccato, coadiuvato da un controller che si è evoluto in maniera sostanziale nel corso del tempo, integrando una funzione di vibrazione e il doppio stick analogico, divenuto ben presto uno standard.

PlayStation 2

Forte dello straordinario successo ottenuto fino a quel momento, Sony ha lanciato PlayStation 2 il 4 marzo 2000 in Giappone, riducendo stavolta il gap con il debutto occidentale a una manciata di mesi. Approdata nei negozi italiani il 24 novembre dello stesso anno, la console vantava senza dubbio un design molto particolare, le cui asimmetrie venivano però giustificate dalla possibilità di posizionarla anche in verticale, utilizzando un apposito stand.

Le originali scelte estetiche non hanno tuttavia impedito a PS2 di superare i già incredibili risultati ottenuti dal modello precedente, arrivando a piazzare 155 milioni di unità in tutto il mondo e a imporsi come la console più venduta di sempre.

Un nuovo successo per Sony, anche stavolta figlio di un insieme di fattori: dall'hardware performante all'inclusione di un lettore DVD, passando ovviamente per la straordinaria qualità dei giochi, spesso sequel di produzioni che avevano fatto il proprio debutto sulla prima PlayStation.

Fra i titoli più famosi è impossibile non citare Gran Turismo 3: A-Spec, Grand Theft Auto: San Andreas, Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty, Kingdom Hearts, Tekken 5, Final Fantasy XII e naturalmente i primi due capitoli di God of War. PlayStation 2 è stata tuttavia anche capace di sperimentare nuove possibilità ludiche, vedi la telecamera EyeToy e i giochi musicali che facevano uso di microfoni.

PSP

Forte della grande popolarità di PlayStation 2, Sony ha deciso di competere anche nell'ambito delle console portatili, lanciando PSP in Giappone il 12 dicembre 2004. La PlayStation Portable ha impiegato quasi un anno per approdare in Europa, il 1 settembre 2005, e nel corso della sua lunga vita (la produzione è cessata solo nel 2014) è stata protagonista di svariate revisioni estetiche e tecniche, alcune delle quali non propriamente riuscite (vedi PSPgo). L'handheld ha venduto in totale circa 80 milioni di unità, conquistando in particolare i gusti del pubblico giapponese, storicamente affine al gioco in mobilità.

Nonostante l'impiego degli UMD non abbia riscosso il successo sperato in ambito multimediale, sul fronte software PSP ha visto l'uscita di diversi giochi molto validi e apprezzati, spesso riduzioni di esperienze nate su PlayStation 2: da Gran Turismo a God of War: Ghost of Sparta, da Assassin's Creed: Bloodlines a Metal Gear Solid: Peace Walker, dalle Stories di Grand Theft Auto a WipEout Pure, da Tekken 5 a Killzone: Liberation; passando per tutta una serie di gioiellini appositamente disegnati per un'esperienza portatile, come Monster Hunter, Patapon, Jeanne d'Arc, Final Fantasy Tactics e Lumines.

PlayStation 3

Senza dubbio la home console Sony più controversa di sempre, PlayStation 3 ha fatto il proprio esordio in Giappone l'11 novembre del 2006, approdando in Europa il 23 marzo 2007. La scelta di integrare un costoso lettore Blu-Ray ha determinato un prezzo di vendita sostanzialmente più alto rispetto all'agguerrita concorrenza di Xbox 360, che peraltro a quel punto poteva vantare anche una maggiore permanenza sul mercato, e questo ha reso le prime fasi di vita della console non propriamente semplici. A ciò si è aggiunta la rischiosa scommessa riguardante la componentistica hardware, il cui fulcro era rappresentato dal Cell: un processore sulla carta dotato di grandi potenzialità che tuttavia gli sviluppatori avevano difficoltà a sfruttare, aspetto evidenziato in particolare nelle produzioni multipiattaforma.

Dotata di un design nero lucido, simile a quello di un pianoforte, e di una serie di apprezzabili accortezze per quanto concerne i pulsanti di accensione a sfioramento e il sistema di dissipazione, decisamente più silenzioso rispetto alla già citata Xbox 360, PlayStation 3 ha avuto la forza di superare le difficoltà legate ad alcune scelte progettuali grazie a un grande impegno sul fronte dello sviluppo. L'acquisizione di studi talentuosi come Naughty Dog, Sucker Punch, Guerrilla Games e Media Molecule ha portato alla realizzazione di franchise di grandissimo successo come Uncharted, The Last of Us e LittleBigPlanet, nonché all'arricchimento di brand preesistenti come inFAMOUS e Killzone. Una base estremamente solida su cui l'azienda giapponese ha potuto contare nel passaggio alla generazione successiva.

Oltre ai giochi, non è mancata la sperimentazione: l'introduzione del PlayStation Network ha aperto le porte al mondo digitale, veicolato attraverso il PlayStation Store fino a diventare una realtà consolidata, sebbene in anticipo sui tempi. I controller Move hanno consentito la creazione di giochi diversi dal solito, controllati con i movimenti del corpo, e durante il boom del 3D non è mancato il supporto da parte di PlayStation 3. Il bilancio finale è dunque ampiamente positivo, e non fosse stato per gli inghippi iniziali magari la console avrebbe potuto ambire a qualcosa di più dei pur ottimi 87,4 milioni di unità vendute.

PlayStation Vita

PlayStation Vita è nata con l'intento di offrire un'esperienza portatile di qualità superiore, vicina a ciò che era possibile trovare su PlayStation 3. Uscita in Giappone il 17 dicembre 2011 e in Europa il 22 febbraio 2012, la console è stata dotata di un hardware di tutto rispetto, nonché di un eccellente schermo OLED da 5 pollici con funzione touch di tipo capacitivo, di un doppio stick analogico e finanche di un touchpad posteriore. Caratteristiche senz'altro in grado di soddisfare le esigenze più disparate, ma ahimè non quelle di un'utenza oramai abituata ad aspettarsi qualcosa di diverso e peculiare da un handheld, oppure troppo presa dall'invasione dei mobile game.

Le condizioni avverse hanno fatto in modo che PlayStation Vita non superasse i 15-16 milioni di unità vendute nell'arco di otto anni, senza impedire tuttavia alla piattaforma portatile di sfornare una serie di ottimi giochi: da Killzone: Mercenary a WipEout 2048, da Uncharted: L'Abisso d'Oro a Tearaway, da Dragon's Crown a Gravity Rush, passando per Assassin's Creed III: Liberation, Guacamelee!, Severed e Persona 4 Golden. Un mix di riduzioni e nuove proprietà intellettuali che hanno saputo sfruttare a fondo le caratteristiche dell'handheld, pur senza riuscire a rilanciarne la popolarità.

PlayStation 4

Entriamo nella storia recente: lanciata a sorpresa prima in occidente che non in Giappone, approdando in Europa il 29 novembre del 2013, PlayStation 4 ha saputo sfruttare al meglio quanto di buono fatto da Sony negli ultimi anni della generazione precedente, optando peraltro per un'architettura x86 con componentistica potente e collaudata: un mix inattaccabile, che ha consentito agli sviluppatori di impiegare fin da subito le capacità tecniche della console, sfornando titoli di straordinaria qualità. Quando poi è nata l'esigenza di un upgrade hardware che potesse abbracciare la diffusione dei televisori a 4K, l'azienda giapponese ha messo in campo PlayStation 4 Pro. Il risultato? Ad oggi le vendite della piattaforma ammontano a 102,8 milioni di unità.