PS5: le ipotesi di prezzo

Qualche considerazione e ipotesi sul prezzo di PS5, in vista dell'annuncio ufficiale da parte di Sony.

SPECIALE di Giorgio Melani   —   16/09/2020
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Il costo al pubblico di PlayStation 5 è stato fin dall'inizio uno dei principali argomenti di discussione sulla next gen Sony, considerato un argomento basilare su cui intavolare le discussioni riguardanti le nuove console in generale. C'è una sorta di relativismo che riguarda il mondo delle console, quando si tratta quest'aspetto: siamo abituati a veder salire i prezzi di vari dispositivi elettronici come gli smartphone, il pubblico si è praticamente adeguato ad acquistare a cadenza sempre più ravvicinata nuovi oggetti a costi non proprio irrisori, ma per quanto riguarda le console c'è una sorta di soglia psicologica che non può essere superata, evidentemente. Questo non riguarda tanto gli enthusiast, che potrebbero anche accettare di pagare di più per avere davvero delle macchine "fine del mondo", ma è chiaro che il pubblico di massa è molto attento a valutare la spesa quando si tratta di videogiochi e dunque un posizionamento errato sul mercato può decretare il successo o la rovina di una console, ed è forse questo uno dei motivi per cui quel numerino è sempre al centro delle discussioni.

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Fin dalle prime voci sulla next gen, l'idea di console dal costo più alto di quanto avessimo visto in precedenza ha aleggiato nell'aria, facendoci temere una spesa più alta del previsto. Microsoft da una parte ha sempre parlato di esperienza "premium" a un prezzo adeguato a tale definizione per Xbox Series X, mentre Jim Ryan, da parte di Sony, ha preparato il campo sostenendo che il prezzo di PS5 sarebbe stato "adeguato" al valore offerto, specificando che questo non significa necessariamente "più basso", cosa che ha fatto sorgere parecchi sospetti su una console in grado di sfondare il muro dei 500 € al lancio.

Lo spauracchio di PS3 e del suo lancio disastroso a ben 599 euro è ancora vivo nell'immaginario comune, cosa che ha fatto pensare alla volontà di Sony di cercare in ogni modo di non raggiungere tale soglia e che rende credibile la grande quantità di voci emersa di recente sui 499 € per PS5 standard e 399 per la versione digitale. Approfondiamo qui tutte le ipotesi sul prezzo di PS5 in vista dell'annuncio ufficiale da parte di Sony.

I vantaggi di Sony, ovvero i perché di un prezzo alto

PS5 parte da una posizione di vantaggio che sotto diversi aspetti è inedita nel mercato videoludico e potrebbe consentire una maggiore libertà di manovra a Sony nella scelta del prezzo: si basa infatti non solo su una diffusione estrema di PS4 che ha cementato ulteriormente il brand nel pubblico di massa e tra gli appassionati, ma anche su una continuità naturale tra una generazione e l'altra. Già PS2 aveva fatto numeri paragonabili a PS4, ma per la prima volta, in questo caso, il passaggio generazionale garantisce comunque la possibilità di mantenere valida gran parte della libreria accumulata per la console precedente, vista la retro-compatibilità che dovrebbe consentire di giocare praticamente a tutti i titoli già acquistati in precedenza. Questo consente una transizione indolore a PS5, con molti meno ragionamenti da fare sulla convenienza dell'acquisto, considerando che si può già contare su una buona base di giochi senza lasciare nulla indietro.

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Oltre alla retrocompatibilità, la continuità tra una generazione e l'altra è data anche dall'importanza degli account ai servizi online, che rendono sempre più difficile abbandonare una famiglia di console per un'altra. Un utente che ha accumulato un gran numero di giochi da abbonato PS Plus difficilmente avrà intenzione di abbandonare tutto e proseguirà verosimilmente verso la generazione successiva forte dei vantaggi ottenuti fino a quel momento. In generale, il meccanismo degli abbonamenti rappresenta anche una sicurezza, per i produttori, di una certa fidelizzazione del cliente che per semplice utilità si troverà a proseguire nel percorso scelto da una generazione all'altra. Tutti questi elementi rendono molto più semplice imporre la scelta di una nuova console agli utenti, che saranno probabilmente più ben disposti a spendere per passare da un hardware al successivo all'interno di uno stesso ecosistema.

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D'altra parte, il valore dei nuovi hardware è notevole: non ha molto senso fare un confronto diretto con l'acquisto di singoli componenti per PC, ma è facile pensare che un computer con prestazioni simili possa richiedere almeno sui 1000 euro per essere composto. Non ci sono corrispettivi diretti, ma per avere un'idea approssimativa del valore della tecnologia all'interno di PS5 basti pensare che un AMD Ryzen 7 3700X, la CPU che più si avvicina a quelle delle console next gen (che hanno però un clock inferiore), costa poco meno di 300 euro, mentre lato GPU si deve guardare ad AMD RX 5700 XT per trovare qualcosa di simile e ci troviamo sopra i 300 euro, a cui bisogna aggiungere un hard disk SSD NVMe estremamente veloce che non ha praticamente pari sul mercato attuale, a cui si avvicinano solo i nuovi PCIe 4.0 che a pari capacità viaggiano intorno ai 200 euro almeno.

Una situazione delicata: la necessità di un prezzo basso

I motivi elencati sopra potrebbero far pensare che Sony abbia il coltello dalla parte del manico e non è in effetti sbagliato pensare che, data la sua popolarità, PS5 possa imporsi sul mercato anche a prescindere da delicate strategie sul prezzo che possono portare anche a decisioni pericolose, come la vendita iniziale in perdita. In quest'ottica si è temuto il ritorno di un atteggiamento arrogante da parte della compagnia nipponica, che sembrava trapelare dalle parole - sempre molto edulcorate ma comunque sospette - di Jim Ryan qualche mese fa: "Cercheremo di mantenere un prezzo giusto in linea con il valore proposto", aveva riferito il CEO di SIE, "Questo non significa che sarà un prezzo più basso", spiegando che "Il valore deriva da una combinazione di diverse cose, come la qualità dei giochi, la loro profondità e la loro quantità". Queste affermazioni sembravano esclamare "599 euro al lancio", e non è escluso che PS5 si potesse avvicinare a un prezzo del genere, ma si trattava comunque di quattro mesi fa e nel frattempo diverse cose sono cambiate, soprattutto quando Microsoft ha svelato i prezzi fortemente concorrenziali di Xbox Series X e Xbox Series S.

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Tuttavia, quando si tratta di progettare una nuova console non esistono decisioni che possono essere prese alla leggera e dopo l'esperienza di PS3 anche Sony lo sa bene: il prezzo iniziale è un fattore determinante per il successo di una console ed è un elemento da non sbagliare, anche a costo di rimetterci qualcosa in un primo momento. È necessario bilanciare le spese e mantenersi più equilibrati possibile, anche pensando all'abbassamento dei costi di produzione sul lungo termine, cosa che può riflettersi in un prezzo oculato anche in prospettiva. Per il resto, i leak che hanno colpito Microsoft hanno dato un ulteriore vantaggio strategico a Sony, che ha potuto così vedere con un certo anticipo il piazzamento dei rivali: con la concorrenza diretta intenzionata a lanciare la console di punta a 499 euro e la versione economica al sorprendente prezzo di 299 euro, si tratta a questo punto di non distanziarsi troppo, perché soprattutto in un momento economico difficile come questo, il costo ha importanza capitale. Per questo diventano credibili le voci che parlano di un prezzo abbassato in fretta e furia per controbattere a una concorrenza che non dovrebbe sembrare poi così minacciosa: forse mai come in questo periodo l'oculatezza negli acquisti è diventata fondamentale e il perfetto dosaggio dei costi per un oggetto di intrattenimento come una console da videogioco, di conseguenza, assume importanza capitale.

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L'ipotesi più credibile

Il margine di manovra per il prezzo di PS5 è sempre stato compreso tra i 399 euro del lancio di PS4, che fu uno dei maggiori motivi del successo della console, e i 599 euro considerati come il limite massimo raggiungibile per un prodotto di questo tipo, almeno di questi tempi, sebbene in certi casi si sia temuto anche di superare tale soglia. Bisogna dire che il salto generazionale, in termini di caratteristiche hardware, questa volta potrebbe essere più ampio rispetto ad altri casi: a differenza di PS4 e Xbox One, le nuove console montano CPU che sono effettivamente "future proof" e convincenti, GPU il cui potenziale non è ancora stato praticamente esplorato e in entrambi i casi anche un buon ragionamento sull'infrastruttura I/O per la gestione dei dati che dovrebbe rappresentare una decisa evoluzione anche rispetto all'ambito medio dei PC attuali. Tutti elementi che rendono felici gli appassionati di videogiochi ma che necessariamente incrementano il costo di produzione delle macchine: il BOM (bill of materials) di PS5 non è noto, ma sospettiamo che non sia molto distante da quei 500 euro che potrebbero rappresentare il prezzo al pubblico della console.

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D'altra parte, se Microsoft è riuscita a proporre a 299 euro una console che ha una CPU addirittura leggermente superiore e una GPU non troppo distante (l'architettura è la stessa e in termini di quantità di CU la differenza è praticamente la stessa che c'è tra PS5 e Xbox Series X), Sony si è ritrovata a dover fare probabilmente qualche sforzo in più per rispondere in maniera aggressiva. Tutto questo ci porta a dare credito alle voci che vogliono PS5 in versione standard a 499 euro, ovvero lo stesso prezzo di Xbox Series X, con la versione digitale prezzata a 399 euro. Quest'ultimo prezzo può risultare sospetto, visto che un lettore ottico in meno - unico elemento di differenza tra i due modelli - non comporta una tale differenza di costo in termini di produzione, ma fornisce a Sony l'opportunità per tentare un prezzo estremamente aggressivo. La console solo in digitale rappresenta infatti una fonte di guadagno assicurata, perché tutti gli acquisti devono passare necessariamente dallo store proprietario, dunque anche se la compagnia dovesse subire un danno iniziale da una vendita in perdita (e a un prezzo del genere è altamente probabile che sia così) questo verrebbe compensato presto dalla vendita di software, che in digitale ha margini nettamente superiori per i produttori di console.