Rage 2, un ultimo provato prima dell'uscita 44

Siamo volati a Londra per testare nuovamente con mano Rage 2: aspettando l'uscita del gioco e la recensione, vediamo come si è evoluto il progetto.

PROVATO di Emanuele Gregori   —   18/04/2019

Indice

Bethesda sembra credere molto in Rage 2 e, a dispetto di quanto fatto in precedenza con titoli dall'indiscusso valore ma mal comunicati - chi sta pensando a Prey ha centrato nel segno - ci ha tenuto a dare la possibilità di testarlo più e più volte. La nostra seconda prova in quel degli studi londinesi (e ormai la quarta in totale), ci ha permesso di mettere mano ad una build estremamente avanzata, verosimilmente qualcosa di molto vicino alla versione finale che sbarcherà sul mercato tra meno di un mese. Proprio per questo, ci è stato consentito di girovagare per le lande desolate di Rage 2 per parecchie ore, fino a perderci nella miriade di attività e missioni presenti. Al netto delle solide considerazione già formulate in precedenza, quest'ultimo test ci ha confermato le buone impressioni generali per un open world di stampo classico, ma dai molteplici lati positivi. Questo non esclude la sua incapacità di sorprendere, a causa di una struttura che segue costantemente gli stilemi del genere di appartenenza.

Nel pieno delle Westelands

Come comunicato più volte, Rage 2 prende il suo avvio a trent'anni dalla conclusione del primo capitolo. L'uomo si è ormai adattato alla sua nuova attitudine di superstite postapocalittico e la natura stessa sta tornando rigogliosa, reclamando il suo predominio su un pianeta che aveva pian pian perduto. Sullo sfondo di questo panorama si muove Walker, il ranger che noi stessi interpretiamo (maschio o femmina) intenzionato a regolare i conti con ciò che della sua vita non ha funzionato. Nonostante la manciata di ore passata sul titolo, non abbiamo comunque avuto modo di giocare il prologo (seppure furbescamente ne abbiamo letto gli obiettivi di missione completati nel registro delle attività), e questo ci preclude la possibilità di approfondire le motivazioni che spingono il nostro alter ego a questa missione. A prescindere da ciò, saremo chiamati a stringere i rapporti con più di un losco figuro, nella fattispecie tre principali NPC, tutti molto ben caratterizzati e utili ad impreziosire alcune delle caratteristiche di Walker. Completando una delle infinite attività che è possibile selezionare sulla mappa o scoprendone delle altre semplicemente dialogando ed esplorando, si guadagneranno dei punti dedicati ad uno specifico dei tre rami.

Questa tipologia di personalizzazione dà l'avvio ad un sistema che si scopre e si approfondisce giocando. Seppure talmente ingarbugliato da riuscire a disorientare anche un massimo esperto, la pratica permette di migliorare le proprie performance in brevissimo tempo, capendo così come sfruttare in maniera ottimale le proprie risorse. Queste tre macrosezioni delle abilità rimandano con forza alla crescita e alle possibilità di Walker stesso/a, con la conseguenza di renderlo un combattente migliore, un più capace utilizzazione di gadget o un ingegnere con i fiocchi. Come se ciò non bastasse, a completare le cose ci pensano le modifiche per le armi, i bonus di ogni tipologia e un ricco garage dal quale scegliere il proprio bolide. A proposito di sistema di guida dobbiamo dare atto ai ragazzi di Avalanche Studio di non averci mentito quando, qualche mese fa, ci chiesero di non considerare quel che stavamo testando come riferimento di ciò che il gioco avrebbe dimostrato alla sua release. Detto fatto, l'impressione di pochi giorni fa ha smentito le paure presenti in precedenza, regalando un titolo non certamente rivoluzionario, ma in grado di generare un'esperienza puramente arcade ma piacevole, con alcune notevoli differenze di peso e manovrabilità in base al mezzo scelto. Con un po' di furbizia, ci siamo divertiti anche a provare il famoso girocottero: una sorta di moto in grado di volare a basse altitudini, dotata di una resistenza praticamente nulla, ma utile in caso di aggiramento di ostacoli sulla strada. Tra le attività che ci siamo trovati ad affrontare, a fare da padrone ci ha ovviamente pensato lo scontro a fuoco.

Che si tratti di zone da liberare, depositi di risorse da saccheggiare o magazzini colmi di carburante da far esplodere, sparare resterà la vostra principale occupazione in Rage 2, con il risultato di ritrovarsi presto ad adorare la semplicità e la praticità di bocche da fuoco dall'indubbio gusto per l'esagerazione. Le prime due ore spese sul codice le abbiamo passate a girovagare per la mappa ricercando le cosiddette Arche. Questi manufatti, costantemente circondati da manipoli di nemici, contengono al proprio interno delle vere e proprie celle di "conoscenza", che permettono in alcuni casi a Walker di apprendere nuove abilità. Ogni qualvolta ciò accade, si viene immediatamente catapultati in una stanza asettica, atta solo a testare ciò che ci è appena stato donato. Le Arche possono essere di difficoltà crescente e questa viene segnalata sulla mappa, insieme a quella di ognuna delle missioni disponibili.

Le fasi più avanzate

Al termine delle prime due ore di test, ci è stata data la possibilità di caricare una partita più avanzata e, proprio per questo, il nostro Walker risultava dotato di tutti i gadget disponibili nel menù, nonché di un miglior livello di competenza nei vari settori di specializzazione. Ad aumentare ancor più l'eccitazione ci ha pensato la location, spostata finalmente nella zona più a nord della mappa, quella parte forestale sbandierata lo scorso anno e mai messa in scena durante i vari press tour. Nonostante il tempo a disposizione fosse sensibilmente minore, abbiamo comunque deciso di inoltrarci verso attività di alto grado, con la speranza di scoprire qualche tipologia di variante in grado di stimolare. Questa ricerca ci ha portato ad un'ulteriore Arca, protetta questa volta da un supermutante, il quale ha richiesto diverse fasi per essere abbattuto, seppur senza creare troppi problemi. L'impatto scenico della regione boschiva risulta piacevole, nonostante una pulizia generale di texture e modelli che mette a nudo una produzione tecnica non ancora perfetta. Diverso invece il discorso relativo all'audio: impreziosito da effetti sonori più che soddisfacenti e da un doppiaggio in italiano che sembrerebbe superare di gran lunga le aspettative. È chiaramente ancora presto per generare delle considerazioni definitive, ma non possiamo nascondere di percepire un'aria molto positiva attorno al progetto, fermo restando la sua natura legata ad una struttura open world ormai più che abusata.

Rage 2 è in dirittura di arrivo. L'ultima prova prima delle recensioni ha messo sul piatto un titolo più divertente e completo nella sua interezza. Questo dettaglio è più che positivo e ci regala un ritrovato ardore per la serie e per le sue scorribande. Il sistema di crescita è vario e profondo, la personalizzazione dell'equipaggiamento consente di trovare il miglior compromesso per il proprio modo di giocare e, per concludere, la storia ci ha fatto la stessa discreta impressione che già avevamo avuto. Tante armi, con le più disparate modalità di fuoco, dalle pistole ai lanciarazzi, passando per fucili a pompa e supercannoni, faranno la gioia di tutti gli amanti degli shooter. Le sezioni di guida sembrano migliorate (al netto di un mondo che appare ancora troppo vuoto) e la storia ci intriga il giusto. Ormai manca davvero poco e potremo tirare le somme sull'ultimo titolo di Bethesda e Avalanche!

CERTEZZE

  • Feedback delle armi impagabile
  • Doppiaggio che sembra più che discreto
  • Il sistema di guida è migliorato molto
  • Una vagonata di cose da fare...

DUBBI

  • ...ma sempre molto simili tra loro
  • Resta un classico open world senza nessuna voglia di innovare il genere