La vita dei mercanti nel Medioevo era davvero dura, come ci racconta bene Rise of the Merchants di Black Duke Games, disponibile in Accesso Anticipato su Steam, che abbiamo avuto modo di provare.
Carico pronto. La carovana partirà con il sorgere del sole. È formata da un responsabile e due uomini di scorta ben equipaggiati, che si sono offerti spontaneamente di lavorare per noi. La merce è di grande valore, ma non dovremmo avere alcun problema con i briganti, perché gli uomini del Conte dovrebbero averli ammansiti. Quantomeno, immaginiamo che dopo che sono stati passati per le spade dei suoi soldati non abbiano più molta voglia di depredare degli onesti cittadini che stanno solo cercando di ammucchiare abbastanza denaro da dettare legge nella regione. Certo, il Conte non si è mosso spinto solo dal profondo desiderio di giustizia che caratterizza da sempre i nobili, almeno quelli raccontati nelle storie scritte dai letterati prezzolati. Nella realtà il nostro ha voluto prima che gli dimostrassimo fedeltà, svolgendo alcuni incarichi di consegna... senza pagare l'abbonamento Prime. Inoltre, ha accettato di acquistare le nostre merci solo a fronte di un abbassamento generale dei prezzi. Un bel bastardo, ma i suoi servigi ci servono.
Comunque, la carovana è in transito e finalmente potremo pagare i dipendenti. Già, i dipendenti. Un grosso problema anche nel Medioevo: non solo chiedono un salario per viaggiare per giorni e giorni avanti e indietro tra i centri mercantili o per estrarre materiali lavorando da mane a sera nei siti di scavo, ma ogni tanto bisogna anche farli ubriacare per conquistarne la fiducia, spingendosi fino a fargli dei regali in linea con i loro gusti.
Sistema di gioco
Rise of the Merchants è un gestionale con elementi da city builder che, come avrete capito, ci mette nei panni di un mercante medievale. Il paragrafo iniziale, per quanto romanzato, è fedele ad alcune delle dinamiche più interessanti del titolo, sorprendentemente complesso, pur essendo ancora incompleto. Quello che non vi abbiamo ancora detto è che si gioca in un mondo online persistente, quindi con altri giocatori umani. In realtà durante la nostra prova non ne abbiamo incontrati, ma possiamo garantirvi che si può giocare benissimo anche da soli.
Il nostro obiettivo da mercanti è quello di far crescere il nostro villaggio, facendolo passare dall'essere un piccolo agglomerato di case sparse ed edifici in rovina, a diventare un ricco centro urbano con decine di attività differenti. Come fare? Qui arriva il bello di Rise of the Merchants, ossia la sua natura sandbox: è il giocatore che decide come procedere, sfruttando i tanti strumenti a sua disposizione. In questo senso, l'unica sezione lineare è quella del tutorial, che spiega passo passo i concetti principali da conoscere per operare con efficacia, per poi lasciare il giocatore completamente libero; libertà che aumenta con il crescere della ricchezza e degli edifici costruiti.
Così possiamo scegliere quali merci commerciare e dove commerciarle, possiamo valutare le missioni che ci vengono proposte e decidere o meno di svolgerle, abbiamo a disposizione mezzi leciti e illeciti per condurre i nostri affari, ricorrendo a sabotaggi o ungendo chi di dovere quando lo riteniamo necessario e altro ancora.
Il sistema di gioco funziona essenzialmente a turni, regolati non tanto dal tempo quanto dalle energie dei nostri dipendenti. Ad esempio una carovana ha dei limiti dettati dalla fatica di uomini e animali, mentre estrarre minerali ha chiaramente come vincolo la quantità di persone impiegate nel lavoro, oltre alle loro capacità. Ogni dipendente ha delle caratteristiche che lo rendono più o meno adatto ai vari lavori disponibili. Ad esempio fare da scorta richiede forza e abilità in combattimento, mentre andare a sabotare un nemico intelligenza e scaltrezza.
Commercio, costruzione e gestione sociale
Il bello di Rise of the Merchants è questo: fare le proprie valutazioni, quindi decidere come procedere tra le molte opzioni disponibili. Si passa quindi un bel po' di tempo a guardare la mappa, esaminando le merci dei mercati per capire dove è meglio comprare e vendere, seguendo la legge della domanda e dell'offerta: dove c'è scarsità un bene costa di più e frutta di più venderlo, dove c'è abbondanza è meglio comprare che vendere, in caso si sappia dove andare a rivenderlo (altrimenti sarebbe comunque un cattivo affare).
Stabilire delle reti commerciali solide è essenziale per avere delle entrate stabili e sufficienti a ripagare le spese. I soldi possono essere spesi o per allargare i nostri affari o per costruire nuovi edifici. Farlo è questione di avere la somma necessaria e le risorse richieste, oltre ai progetti che si sbloccano svolgendo missioni o raggiungendo determinati obiettivi. Il sistema di costruzione è in realtà molto semplice: selezionato l'edificio, bisogna posizionarlo su una griglia formata da esagoni, decidendone l'orientamento, e il gioco è fatto.
Ciascuno di essi ha le sue funzioni, che lo rendono più o meno interessante. Ad esempio il covo dei ladri è una specie di locanda malfamata in cui è possibile convincere gli interessati a svolgere attività illecite per nostro conto, mentre una locanda ci consentirà di chiacchierare e di ottenere favori in modo meno losco. È anche possibile costruire edifici che servono per creare delle vere e proprie catene produttive: ad esempio si può avere un frutteto e una vineria, producendo uva con il primo che poi servirà per il prodotto della seconda. Insomma, l'obiettivo è avere prodotti unici da offrire sul mercato per coprire dei settori in cui gli altri concorrenti sono più deboli. Altra possibilità è quella di collaborare con gli altri giocatori, per creare delle sinergie economiche che favoriscano tutti, magari a discapito di qualche malcapitato che pensa sia meglio agire da solo.
Il fulcro di tutto sono chiaramente i coloni, che vanno gestiti dal punto di vista sociale ed economico. Un aspetto particolarmente interessante, che sembra mutuato da Frostpunk, è il sistema di eventi: di tanto in tanto nel villaggio accadranno dei fatti che andranno gestiti e che, a seconda delle scelte fatte, potranno creare malcontento, magari a fronte di ottimi ricavi. In certi casi si dovranno prendere delle decisioni difficili, legate ad esempio a epidemie o fatti di sangue, che andranno a incidere sul benessere dei cittadini e sul loro umore. La chiave è cercare di mantenere l'equilibrio, anche se non sempre sarà possibile farlo e bisognerà accettare dei sacrifici, lavorando poi per compensarli.
Grafica e interfaccia
A questo punto, se siete interessati a giocarci, sarete felici di sapere che Rise of the Merchants versa in un ottimo stato dal punto di vista tecnico, nonostante sia ancora in accesso anticipato. Non abbiamo quindi registrato cali di performance o problemi grafici, con l'esperienza che è andata ben oltre le nostre aspettative. Certo, va detto che non stiamo parlando di una produzione particolarmente spinta da questo punto di vista, dato che per la maggior parte del tempo si guardano mappe e schermate riepilogative piene di dati, ma è comunque importante sottolinearne la solidità tecnica per rassicurarvi.
Da rivedere invece l'interfaccia. Il tutorial aiuta a entrare in gioco, ma ci sono delle funzioni che richiedono una serie di passaggi accorpabili che rendono un po' troppo macchinoso compiere determinate operazioni. Sicuramente questo è un aspetto che andrà rivisto seguendo i feedback dei giocatori durante il periodo di sviluppo guidato dalla comunità.
Rise of the Merchants ha delle grandi potenzialità, se vi piace l'idea di gareggiare con altri giocatori cercando di primeggiare come mercanti medievali. È pieno di sistemi e idee interessanti, che possono tenere incollati per molte ore già in accesso anticipato, a patto che superiate lo scoglio di un'interfaccia non proprio eccezionale, che andrebbe rivista in diversi aspetti. Andrà anche valutato l'impatto dell'online sulla lunga distanza, considerando il tipo di gioco.
CERTEZZE
- Tanti sistemi di gioco e tanta varietà
- Dà molta libertà
DUBBI
- L'interfaccia ha bisogno di qualche miglioramento