Scarlet Nexus, l'anteprima del nuovo action di Bandai Namco

La grafica cartoonesca e lo stile anime forse avranno permesso a Scarlet Nexus di spiccare durante la sua prima presentazione, ma le potenzialità del gameplay non mancavano. Ora finalmente Bandai Namco ci ha presentato ufficialmente il gioco

ANTEPRIMA di Aligi Comandini —   28/08/2020
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Con le tante eccellenze in campo videoludico provenienti dal Giappone, si ha la tendenza a sottovalutare gli studi interni di Bandai Namco, dimenticando la presenza in queste squadre di sviluppatori di una marea di ottimi professionisti, oltre che di veterani geniali. Vero, questo colosso dell'intrattenimento non ha investito moltissimo nel comparto tecnico dei suoi videogame (anche se le cose sembrano cambiate con il prossimo Tales of Arise), tuttavia non basta una grafica in stile anime a posizionare automaticamente un titolo nella palude dei "progetti affrettati" e dei manga game commerciali. Scarlet Nexus non ha scatenato particolare hype al suo annuncio anche per via di questi preconcetti: il titolo è sembrato un po' arretrato dal punto di vista grafico, e molti sospettavano fosse un altro action appartenente al filone dei God Eater, o marcatamente vicino alla struttura quasi-souls di Code Vein. La presenza, peraltro, di Keita Lizuka come producer (ruolo ricoperto, appunto, anche per Code Vein) non ha fatto che aumentare i timori.

Ora però il gioco lo abbiamo visto in azione, e potete stare tranquilli: Scarlet Nexus è ovviamente un action puro, molto diverso da alcune delle opere recenti della casa. Inoltre, alle redini dello sviluppo vi sono alcune figure a cui crediamo sia il caso di dare un po' di fiducia.

Nomi illustri e cose strane

Il director del gioco, giusto per parlare della prima ottima scelta del team, è Kenji Anabuki, in passato lead planner di Tales of Vesperia, e veterano che ha lavorato a Smash Bros. WiiU e a Tales of Symphonia. Un curriculum di tutto rispetto, e seppur sembri che Scarlet Nexus sia il suo primo grosso progetto in queste vesti, è abbastanza evidente che abbiamo a che fare con un professionista perfettamente consapevole di come creare titoli dalla giocabilità e dalla struttura eccelsa. Anche Ochiai, l'art director, pare sapere il fatto suo, e nonostante i peculiarissimi Others - i nemici del gioco - non siano totalmente farina del suo sacco (sono prevalentemente parti della mente dell'artista Masakazu Yamashiro), il loro strambo aspetto che fonde oggetti inanimati e creature viventi è inquietante e d'impatto. La strana mescolanza di elementi fantascientifici e stranezze del videogame, all'interno di una Tokyo molto "anni '90" (e quindi meno invasa da neon e modernità), ha dato vita a uno stile che il team definisce "brainpunk". Nel complesso, va detto, il look anime appiattisce un po' il colpo d'occhio generale, ma è abbastanza ovvio che ci sia stata molta pianificazione dietro al mondo di gioco, ed è un elemento che porta ad avere aspettative degne sulla storia.

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Per la cronaca, la trama ruota proprio tutta attorno agli attacchi di questi misteriosi Others, comparsi all'improvviso dal cielo e desiderosi di nutrirsi di cervelli come fossero zombie di quarta categoria. Non si sa da dove queste mostruosità provengano e cosa li muova, ma l'umanità in Scarlet Nexus si è adattata, trattandoli come delle calamità naturali di sorta. Le città hanno quindi allarmi e sistemi per liberare immediatamente i quartieri prima della caduta di queste strane bestie, laddove all'OSF - un'organizzazione composta da guerrieri dotati di poteri psichici - spetta il compito di sterminarle. Il protagonista, Yuito Sumeragi, rientra in tutto questo nel momento in cui decide di unirsi a tale gruppo, in seguito a un attacco subito in giovane età proprio dagli Others.

Nulla di originalissimo, ce ne rendiamo conto, tuttavia la narrativa dovrebbe avere dei colpi di scena stando agli sviluppatori, dato che ovviamente non tutto è come sembra, e vi sono molti segreti oscuri con cui Yuito avrà a che fare avanzando nella campagna. Sarà interessante vedere se si tratterà effettivamente di una storia in grado di reggere il colpo o di un minestrone di cliché.

Scombo col cervello

Ma parliamo del gameplay, dato che sembra quello il fulcro del gioco, e che ci troviamo davanti a un titolo con qualche interessante variazione sul tema rispetto alla maggior parte degli action in circolazione. Purtroppo abbiamo potuto solo osservare le fasi iniziali di Scarlet Nexus, ma sono state sufficienti a vedere in azione parecchie meccaniche, e a intuire come queste si svilupperanno andando avanti.

Prima cosa? Il gioco è veloce: l'azione non è lenta e compassata, e gli attacchi sono immediati; è abbastanza chiaro come gli sviluppatori abbiano dato importanza alla mobilità e ai riflessi del giocatore, senza concentrarsi eccessivamente su fisica e impatti. Yuito, per chiarirci meglio, attacca con una katana - le combo inizialmente sono semplicissime - può eseguire mosse aeree e schivare, ma in quanto parte dell'OSF il nostro è anche dotato di telecinesi, e ha quindi la possibilità di scagliare oggetti sui nemici. Per sfruttare al meglio questa capacità, le mappe del gioco sono estremamente interattive, e piene di macerie e macchine utilizzabili come arma contro gli Others, senza contare la presenza di combinazioni di attacchi utilizzabili assieme a questi lanci. È ad esempio possibile eseguire colpi in avvicinamento rapido dopo l'uso della telecinesi, o inserire in una combo di fendenti una bordata finale con un grosso oggetto, con tanto di passo all'indietro difensivo per schivare eventuali contrattacchi (molto utile, dato che Yuito ci mette qualche istante a prendere il controllo di macchine e/o detriti, e a scagliarli sui nemici). Quando un nemico è particolarmente debole, poi, si attivano finisher piuttosto spettacolari legate alla telecinesi, che abbiamo apprezzato.

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Ora, visto così il combat system potrebbe sembrare basilarissimo, ma il titolo ha elementi GDR, ed è abbastanza chiaro come avanzando nel gioco si ottengano numerose manovre extra. In uno dei rami di sviluppo, ad esempio, abbiamo intravisto combo telecinetiche aeree, attacchi caricati, e varie altre mosse: l'intento del team alle redini non è chiaramente creare un action semplicistico. Non bastasse, c'è un altro elemento che ben si sposa con lo sviluppo del personaggio: la gestione dei compagni. In Scarlet Nexus è pur sempre possibile affrontare le missioni con una squadra da tre persone o meno, e per ogni membro del gruppo Yuito otterrà una nuova abilità mentale, utilizzabile in combinazione con gli attacchi. Nella demo, più precisamente, abbiamo visto il protagonista combattere un boss in compagnia di una ragazzina pirocinetica di nome Hanabi, che gli permetteva di dare fuoco alla sua arma per fare temporaneamente più danni. Incuriositi, chiaramente abbiamo chiesto della cosa agli sviluppatori, e questi ci hanno confermato la presenza di vari poteri con gli effetti più disparati; inoltre nel gioco, oltre ai bonus passivi all'arma (pare ricollegati alle debolezze specifiche di certi nemici), sarà possibile utilizzare altri poteri mentali attivi a un certo punto. Non male come varietà.

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Il boss mostrato e i nemici, invece, sono risultati meno esaltanti. Vero, non stanno fermi a fissarvi e si trattava di avversari delle prime battute, ma come varietà di pattern e difficoltà eravamo comunque a livelli bassini. Bisognerà vedere avversari e fasi più avanzati per rendersi davvero conto dei picchi raggiungibili da questo combat system, anche se siamo piuttosto fiduciosi.

Anche se il colpo d'occhio non è dei migliori, Scarlet Nexus ci è parso un titolo davvero promettente, con un sistema di combattimento ricco di possibilità, e un mondo di gioco ben tratteggiato. Se ben gestito, potrebbe risultare una gradevolissima sorpresa per gli amanti dell'azione, e non vediamo l'ora di giocarlo più a fondo.

CERTEZZE

  • Combat system interessante e ricco di meccaniche apprezzabili
  • Mondo di gioco ben studiato e piuttosto affascinante
  • Azione veloce e spettacolare

DUBBI

  • Progressione e qualità del combat system nelle fasi avanzate ancora da valutare