SEGA AGES: la storia di SEGA vive su Switch 11

Abbiamo chiacchierato con gli sviluppatori di SEGA M2 riguardo SEGA AGES, i titoli in arrivo, la possibile inclusione di Dreamcast e l'idea di preservare e tramandare i vecchi classici.

SPECIALE di Vincenzo Lettera   —   08/04/2019

Mese dopo mese, Nintendo Switch sta rapidamente diventando una miniera d'oro per gli appassionati di retrogaming. Dalla prolifica collana Arcade Archives a tutti i giochi del NES legati al servizio Nintendo Switch Online, passando per nostalgiche collection come il Capcom Beat'em Up Bundle e la SNK 40th Anniversary Collection. Particolarmente attiva nel riproporre su Switch il suo vecchio catalogo è tuttavia SEGA, che attraverso la collana SEGA AGES ha riesumato sulla console Nintendo alcuni dei grandi classici apparsi su Mega Drive, Master System e in sala giochi. Non è la prima volta che il publisher giapponese utilizza il palindromo SEGA AGES: a metà anni 90 il marchio indicava una serie di porting per Mega Drive degli arcade più acclamati in sala giochi, come Out Run e After Burner 2, mentre su PlayStation 2 era il nome associato ad alcuni remake per il mercato giapponese di cult come Phantasy Star, Golden Axe e Virtua Fighter 2. Prima di approdare su Switch, il sigillo di SEGA AGES è passato anche su PlayStation 3 e Xbox 360, in quel caso con delle raccolte tematiche focalizzate su singole serie.

Quale fosse la forma e la piattaforma, l'idea dietro SEGA AGES è perciò sempre stata quella di tramandare i classici di un'epoca passata, attirando l'attenzione dei nostalgici e allo stesso tempo avvicinando i più curiosi che conoscono quei giochi cult solo per fama. Eppure è solo sulla console Nintendo che la collana ha raggiunto piena maturazione, seguendo una direzione precisa e dal respiro più internazionale, merito senza dubbio della supervisione di Rieko Kodama, storica artista e producer di SEGA il cui lavoro è ben visibile in Phantasy Star, Alex Kidd o Skies of Arcadia. "In quanto designer sento un enorme senso di nostalgia nel lavorare alla collana SEGA AGES", ci ha raccontato Kodama durante una nostra recente visita agli uffici di SEGA a Tokyo. "Ho lavorato ad alcuni di questi giochi quando ero molto più giovane e piena di energie, e col senno di poi, guardandoli oggi, devo ammettere che provo un po' di imbarazzo". Portare le vecchie glorie di SEGA sulle console moderne è un lavoro emozionante per tutti quelli coinvolti nel progetto SEGA AGES. Per il producer Kagasei Shimomura, lavorare a SEGA AGES rappresenta una specie di esercizio mnemonico: "I miei ricordi con l'età sono diventati più annebbiati, ma lavorare a SEGA AGES mi permette di far risuscitare questi giochi e renderli di nuovo vividi nella mia memoria. Lavorarci è per me una sorta di riabilitazione mentale".

"Mi sono unito a sega nel 1994 e quindi non ho mai lavorato a questi giochi direttamente", ci ha detto invece Yosuke Okunari, creative producer della collana. "Però li avevo giocati e li ricordo con molto affetto. Tuttavia, ci sono diversi titoli che al tempo trovavamo parecchio difficili, e così abbiamo approfittato di SEGA AGES per implementare opzioni che li rendessero più accessibili". Quello che differenzia SEGA AGES dalle altre riproposizioni su Nintendo Switch è proprio il modo in cui gli autori vanno ad alterare l'esperienza originale, con piccole aggiunte o importanti modifiche al gameplay. In certi casi si tratta di ammodernare il gioco con funzionalità che non erano possibili all'epoca. "Una delle sfide più grandi è stata introdurre il pvp online in Puyo Puyo", ci ha raccontato Kodama. "Quando il gioco uscì il multiplayer online non era possibile visto che non c'era l'infrastruttura adatta". Sempre con Puyo Puyo, un'altra novità è stata la localizzazione dei testi in inglese per rendere il gioco comprensibile anche al di fuori del mercato giapponese. In altri giochi sono stati aggiunti contenuti inediti: Virtua Racing avrà la modalità Grand Prix implementata su Sega Saturn, mentre per Out Run sono state inseriti nuovi brani musicali sullo stile di quelli classici. "In questo modo i vecchi fan possono trovare qualcosa di inedito ma che allo stesso tempo possa fargli rivivere quelle emozioni provate in passato ascoltando per la prima volta una musica", dice Okunari. Alcune modifiche servono poi a rendere l'esperienza meno tediosa e più in linea con le esigenze di oggi. Un esempio è Phantasy Star, che aggiunge una mappa dei dungeon che si autocompleta (mentre in passato bisognava disegnarle a mano), aumenta la velocità di camminata o la quantità di denaro ed esperienza accumulata. "Molte persone che sono cresciute con quei giochi oggi hanno meno tempo per giocare", continua Okunari. "Il nostro obiettivo è dargli delle opzioni facoltative per rivivere in maniera rapida e semplice le emozioni di un tempo".

È un approccio atipico e controverso, che va in netto contrasto con l'idea che i giochi del passato debbano essere conservati in maniera intatta e sperimentati così com'erano in origine. "La preservazione dei giochi in realtà non è il motivo per cui lavoriamo a SEGA AGES", ci dice Shimomura. "Se sviluppassimo questi giochi con l'intento di preservarli diventerebbe una responsabilità, un dovere. Penso invece che la cosa più importante sia trovare il modo di renderli il più divertenti possibile per chi gioca". Della stessa opinione è Kodama: "Affinché un gioco possa essere davvero preservato non puoi soltanto mostrarlo a qualcuno. Il miglior modo per preservare un gioco è fare in modo che le persone si divertano giocandolo e abbiano dei bei ricordi: se lo modifichiamo affinché possa essere divertente ancora oggi, allora può creare nuovi ricordi ed essere così ricordato negli anni." Attualmente, la collana SEGA AGES per Nintendo Switch prevede una ventina di titoli, di cui sette sono già stati pubblicati. Tra quelli in arrivo nei prossimi mesi ci sono classici del calibro di Virtua Racing e Space Harrier, ma gli sviluppatori hanno già lasciato intendere che, in futuro, non sarebbe impossibile includere anche giochi del Dreamcast, poiché già al momento il team è in grado di emulare su Switch i giochi del Naomi, scheda arcade dall'architettura simile a quella del Dreamcast. "Al momento solo metà dei giochi della prima stagione è stata pubblicata, quindi ora siamo focalizzati sulla Stagione 1, dopodiché, in base alle vendite, tireremo una riga per capire se e come continuare", ci ha spiegato Shimomura, lasciando poi intendere che l'arrivo di classici come Crazy Taxi, Jet Set Radio e Skies of Arcadia su Switch dipenderà dal successo della collana. "Per la Stagione 2 non sappiamo ancora che direzione prendere, ma SEGA AGES è un progetto rivolto non solo al Giappone, bensì a tutto il mondo: per questo valuteremo i feedback e il riscontro di tutti gli utenti. Affiché il Dreamcast venga incluso nella collana abbiamo bisogno anche della passione degli utenti occidentali, e speriamo la dimostreranno supportando SEGA AGES.