Stela, provato alla GDC 2019 6

Alla GDC 2019 abbiamo provato Stela, un nuovo platform ispirato a Inside e Shadow of the Colossus, sviluppato da SkyBox Labs e in arrivo su PC e Xbox One.

PROVATO di Vincenzo Lettera   —   19/03/2019

Stela è un nuovo e interessante platform sviluppato da SkyBox Labs. Nonostante abbia lavorato per anni a franchise del calibro di Halo, Age of Empires e Minecraft, il team canadese ha sempre mantenuto un basso profilo, collaborando con Microsoft Games Studios anche nella realizzazione di tool, espansioni e porting (come la versione Switch di Minecraft). Per l'atteso Halo Infinite ha persino affiancato 343 Industries in aspetti del gioco che vanno dal gameplay all'IA, passando per il networking. Alla GDC 2019, tuttavia, abbiamo incontrato i ragazzi di SkyBox per un nuovo progetto realizzato in totale autonomia, ed estremamente lontano dai nomi altisonanti e dai blockbuster a cui il team ha contribuito in passato. Ecco il nostro provato di Stela.

Inside the Colossus

Sviluppato nel corso dell'ultimo paio d'anni e previsto entro fine 2019 su PC e Xbox One, Stela appartiene ai cosiddetti cinematic platform, un sottogenere poco affollato di cui fanno parte perle come Limbo, Inside o Little Nightmares. Come questi, Stela pone l'accento sull'atmosfera e il senso di mistero che avvolge il mondo di gioco, senza che la storia sia troppo esplicita. Nei panni di una giovane donna vestita di bianco, bisogna attraversare le diverse aree di un mondo abbandonato nel tentativo di intuire dove si trova, cosa è successo e che fine ha fatto la popolazione che un tempo abitava quei luoghi. Lungo il percorso - che gli sviluppatori ci hanno detto dovrebbe durare attorno alle tre ore - ci si trova a risolvere enigmi ambientali e talvolta fuggire da pericolose creature senza alcuna possibilità di difendersi. Che si tratti di spostare un carretto da usare come piattaforma, trovare il modo di suonare un gigantesco gong, o barricare una porta prima dell'arrivo dei mostri, i puzzle che abbiamo provato finora erano tutt'altro che impegnativi.

Una differenza importante rispetto ad altri giochi simili è però la distanza della telecamera: se in Inside e Limbo l'inquadratura rimane molto stretta sul personaggio, in Stela è molto più distante, in modo tale che l'ambientazione sullo sfondo sia sempre ben visibile. Ambientazione che, quantomeno per mood e atmosfere, è ispirata a classici come Shadow of the Colossus e ICO. Il viaggio di Stela, seppur breve, promette di essere molto denso, col giocatore che attraverserà otto diverse ambientazioni (nella demo ne abbiamo provate due, una rurale e una innevata).

Skybox sta anche valutando la possibilità di implementare un qualche tipo di ramificazione dell'avventura, sebbene il team non ha ancora deciso se ci saranno aree accessibili solo a determinate condizioni oppure se inserire una ramificazione meno drastica. È una scelta che verrà valutata nei prossimi mesi, via via che verranno portati a termine i livelli mancanti e raccolti feedback dalla community. La priorità del team dovrà essere quella di inserire enigmi non banali e fasi platform un po' più permissive (nel corso della demo ci è capitato di morire più volte a causa di finestre di input troppo severe). Soprattutto, speriamo che Stela sia in grado di sorprendere, sconvolgere o commuovere proprio come i giochi a cui si ispira, così da rappresentare un'esperienza dalle dimensioni contenute ma decisamente memorabile.

Se da un lato pizzica le giuste corde per atmosfera e ambientazione, Stela ha ancora tutto da dimostrare in termini di puzzle design e varietà nelle sequenze di gioco. Senza dubbio, chi ha amato titoli come Limbo e Inside ha sete di nuove esperienze simili, e chissà che Stela non rappresenterà per Skybox il progetto che metterà il team sotto le luci dei riflettori.

CERTEZZE

  • Atmosfera intrigante
  • Buon sound design

DUBBI

  • Enigmi non molto ispirati
  • Chissà se riuscirà a sorprendere chi gioca