The Arcade Garage x Multiplayer.it 20

Un'azienda romana specializzata in cabinati ne ha realizzato uno apposta per Multiplayer.it

SPECIALE di Marco Perri —   01/12/2019

Indice

Questo è uno speciale più atipico di altri. Detto che, grazie a recenti ingressi nel mercato di (mini) console votate al passato la riproposizione di grandi classici da sala giochi o speculari ha inondato le routine videoludiche dei meno giovani, l'azienda italiana The Arcade Garage, con sede a Roma, ci ha voluto regalare una delle sue opere. Quello che vi presentiamo oggi è il cabinato ufficiale di Multiplayer.it, con una grafica realizzata internamente dalla redazione, un prodotto dall'elevato sapore nostalgico, confezionato da un giovane imprenditore appassionato che sta crescendo anche suo figlio tra flipper ammodernati, cabinati ripuliti e monitor di una volta. La sua è una di quelle storie che non vi raccontiamo perché, se vi incuriosisce, il diretto interessato ve la può narrare quando volete, ma in un momento in cui il mercato sta finalmente togliendo la (troppa) polvere sotto il tappeto e logiche molto commerciali e poco ludiche stanno infine timidamente evaporando, a un anno dall'arrivo delle nuove console è corroborante sapere che i titoli che hanno cresciuto molti di noi hanno ancora oggi una forza e una spinta inarrestabile. Il retrogaming sta vivendo una nuova - l'ennesima - giovinezza, in quelle che sono montagne russe emotive che a fasi alterne strattonano la nostalgia anteponendo il contenuto. Davanti all'arcade di Multiplayer non c'è spazio per chiacchiere su remake, remaster, compilation o risoluzioni: tra sgabelli e sigarette (non di chi scrive) la dialettica si spegne un po' e lascia spazio all'azione frenetica di quei giorni, quando non esistevano momenti morti, cutscenes o situazioni di stallo e il flusso ludico teneva incollati senza soluzioni di continuità, regalando pochi attimi di riposo in cui fare una corsa al bancone del bar.

Retrogame massiccio

Se leggende queste righe e vi viene alla mente qualche ricordo, è probabile che la vostra quotidianità sia ormai arricchita da necessità operative e affettive quali lavoro e famiglia. Il retrogame è uno di quegli ecosistemi che in genere brillano più forte agli occhi di chi, per mancanza di tempo o spazio, non può più accedervi e che quindi vede in esso un momento di ristoro nostalgico; il consiglio, pertanto, prima di acquistare software o hardware retrogaming, è fare un'effettiva valutazione delle possibilità di sfruttarlo poi adeguatamente. L'emozione di vedersi arrivare nel garage una bestiola del genere è impagabile e la capacità di pregustare quel tipo di approccio al videogioco è alta come allora, quando si avevano i soldi per acquistare dei gettoni.

Stavolta, però, il cabinato è nostro e i gettoni, per quanto gli sportelli di ingresso (con tanto di cestello di raccolta) siano perfettamente presenti, non servono. The Arcade Garage ci ha organizzato la consegna su pallet, cartoni e nastro nero a coprirne le fattezze e impedirne l'identificazione esterna: ci siamo divertiti a spacchettarlo e toccare finalmente con mano il manufatto che l'azienda ha ripulito, svecchiato, sistemato e personalizzato con grafica ufficiale ai lati, un led cangiante a illuminare la scritta Game Over in alto non appena lo colleghiamo all'alimentazione. Non è ancora il momento di spostare la leva in alto e accenderlo: le chiavi inserite nello sportello in basso ci portano inevitabilmente ad aprire ogni scomparto, confermare le teorie su quale input azionava l'inserimento del gettone e dove essi finissero. Insomma, ci siamo divertiti a studiare la conformazione frontale in ogni angolo, toccando con mano il vecchio compensato, la fessura di inserimento, la corsa di plastica, gli interni. Sono passate un paio di dozzine di anni da quando andare nelle sale giochi era routine, eppure non sembra che sia poi trascorso così tanto tempo.

È il momento del retro: togliendo il pannello di sicurezza a coprire la schiena del prodotto vediamo come il lavoro di gestione dei cavi di The Arcade Garage sia certosino. I cavi di rame che collegano i pulsanti allo switch - ancorato sulla destra - sono ben organizzati, facili da identificare in caso di necessità di modifiche e intelligentemente raccolti per evitare confusione.

Gaming Edition

All'interno del cabinato The Arcade Garage ha inserito un po' tutto, fissando sulla parte sinistra e quindi rendendo tutto comodo da raggiungere con le mani per gestire volume o altro. In fondo ma non distanti sono raggiungibili i blocchi che fissano la scocca anteriore alla pulsantiera, così da poter eventualmente andare a lavorare direttamente sui contatti in rame, togliere il vetro per pulire lo schermo LCD in dotazione o aumentare o diminuire la sensibilità dei ganci di metallo che guidano gli input delle levette.

Proprio su questo fronte, abbiamo subito voluto aumentare il feedback di azione della levetta, pertanto è bastato aumentare leggermente la curva di piega dei ganci di metallo per permetterne un'attuazione più rapida e migliorare decisamente la risposta. Un prodotto quindi ordinato, pulito e semplice da assimilare: The Arcade Garage ha provveduto a consegnare un'opera vintage ma moderna nella sua proposizione con bottoni, attuatori, cavi e hardware nuovi o comunque rimessi a lucido. Dopo una prima analisi del contenuto fisico c'è quindi grande trepidazione nel visionare come si comporta il tutto in movimento, spostiamo quindi la leva di accensione per venire accolti da una voce roboante. Non ci vuole molto per imparare i ruoli di ogni tasto; i pulsanti bianchi di ingresso del giocatore inseriscono crediti, nello specifico quello di sinistra serve sia per richiamare una schermata di organizzazione dei giochi per genere o lettera, sia per tornare dal gioco al menù tramite qualche secondi di pressione.

Dicevamo, The Arcade Garage ha equipaggiato il nuovo, legnoso inquilino di circa 1.300 giochi arcade tra i più disparati,
ed espandibile a tutti i 3.500 titoli retrogame a disposizione, perfettamente compatibili: grazie all'organizzazione per generi o iniziale, è questione di secondi trovare il titolo dei desideri, lanciarlo e godersi comodamente il prodotto.

Fratellone di legno

Per il nostro primo test, abbiamo raccolto una carrellata di minuti su tanti titoli diversi: Puzzle Bobble, Snowbros, Super Pang, Knights of the Round, Neo Turf Masters, gli immancabili Metal Slug, Three Wonders, ma potremmo andare avanti a lungo. Li abbiamo giocati da soli e in coppia, assaporando ancora una volta il gusto di sedersi in prossimità, mani sugli stick, stesso schermo, quella socialità e quelle chiacchiere che come una volta volavano spensierate, perché il videogioco era si momento di sfida, ma anche e soprattutto divertimento in compagnia.

E l'Arcade, per sua definizione, era la quintessenza del multiplayer offline, disegnato per ospitare due o più giocatori e farli cooperare o sfidare. Beh, decadi dopo quel sentimento è intramontabile e delizioso come un tempo. Ma com'è giocare su cabinato oggi? Qualche parola sul comparto video, audio e di controllo: The Arcade Garage ha scelto un pannello LCD con audio integrato regolabile internamente. Abbiamo dovuto spendere qualche minuto per centrare bene lo zoom del segnale video (i bordi coprivano una piccola percentuale dell'immagine) ma compiuto questo passaggio e aggiustato il volume, eravamo quasi pronti. Quasi poiché, come anticipato poco sopra, abbiamo preferito effettuare qualche miglioria negli analogici, aprendo la scocca e agendo sulle curve metalliche che raccogliendo il movimento si attivano, azionando l'attuatore.

Modifiche veloci che però hanno incrementato notevolmente l'esperienza, rendendo il feedback enormemente più immediato e gratificante. Che siano brevi o lunghe, le sessioni di gioco regalano un fascino intramontabile, poi in un attimo si esce, si spegne e si rimette il telo a coprire il cabinato dalla polvere. Non avrà la comodità di una console, ma solo un arcade riesce a essere così bene specchio di tante generazioni di videogiocatori pionieri, un vetro che riflette ricordi, sorrisi, anni d'oro di nostalgia e sogni nel cassetto, la crescita di tanti futuri appassionati. Di seguito Facebook e Instagram dell'azienda: se volete portarvi a casa un glorioso pezzo del passato brandizzato a piacere da mani esperte, ora sapete come fare.