Those Who Remain, il provato 17

Abbiamo provato Those Who Remain, interessante horror psicologico che ci vuole convincere a rimanere nelle zone illuminate se non vogliamo fare una brutta fine

PROVATO di Simone Tagliaferri   —   20/03/2020

Indice

Those Who Remain è un'avventura horror in prima persona molto classica, che punta a coinvolgere i giocatori con la sua storia e con alcune particolarità del gameplay che abbiamo avuto modo di provare grazie a una demo fornitaci degli sviluppatori, che comprendeva i primi minuti di gioco.

Edward è un uomo fortunato: è sposato con una donna fantastica, ha una figlia altrettanto meravigliosa e un lavoro che gli dà grandi soddisfazioni. All'inizio del gioco lo troviamo però ubriaco e diretto verso un motel situato subito fuori la città di Dormont, dove vuole mettere fine a una relazione clandestina intrapresa chissà perché, che considera il suo più grande errore. Il Motel Quercia Dorata è un luogo lugubre e, come si scoprirà presto, completamente vuoto. È qui che il giocatore prende i controlli di Edward, facendo partire un brevissimo tutorial che in pochi passaggi ci spiega le basi del gioco: come camminare, come interagire e così via. Alla reception non c'è nessuno, ma esplorando Edward riesce a scoprire la stanza dove dovrebbe trovarsi la sua amante. Il condizionale è d'obbligo perché non c'è nessuno nemmeno lì. Qualcuno però c'era, perché la doccia è ancora aperta e i bagagli non sono stati disfatti, quindi che fine ha fatto? Mentre Edward cerca di capire cos'è successo qualcuno ruba la sua auto lasciandolo appiedato in mezzo al nulla.

Meccaniche di gioco

Qui finisce il tutorial di Those Who Remain e inizia l'avventura vera e propria. La prima cosa che ci viene chiesta di fare è di correre dietro all'auto con la speranza di raggiungerla, speranza naturalmente vana.

Ci troviamo in strada da soli. È notte fonda e c'è qualcosa che non quadra. Qualcuno o qualcosa ci consiglia di non allontanarci dalla luce. Il motivo lo scopriremo presto: il buio è pieno di strane sagome che non vedono l'ora di ucciderci. Il colpo di scena alla Alan Wake si traduce nella necessità di correre da una fonte d'illuminazione all'altra fino a raggiungere una casa, anch'essa completamente vuota. Una volta dentro troviamo e leggiamo alcuni documenti che ci lasciano ancora più confusi e veniamo ancora di più in contatto (per modo di dire) con le sagome nere che non vedono l'ora di ammazzarci.

Dobbiamo scappare e raggiungere Dormont, ma per farlo c'è ancora un po' di strada da percorrere. Illuminato un vasto campo di grano, cerchiamo di attraversarlo ritrovandoci in una specie di dimensione parallela in cui tutto appare distorto. Qui dobbiamo raccogliere alcuni oggetti, che sono più delle reminiscenze, e attraversiamo un portale che ci riporta alla realtà. Più avanti scopriremo che passare da una dimensione all'altra ci sarà utilissimo per risolvere alcuni puzzle. Nella porzione di gioco che abbiamo provato non ci viene però spiegata la vera natura dell'altra dimensione.

Ci risvegliamo nei pressi di una stazione di servizio mal illuminata. Le ombre ci hanno praticamente circondati e dobbiamo trovare il modo di scappare. Ci riusciamo scoprendo un altro accesso alla dimensione parallela e ottenendo una fonte d'illuminazione portatile: un accendino.

Dopo aver risolto una serie di semplici puzzle, (la maggior parte di quelli incontrati nella demo ci hanno richiesto di trovare delle chiavi), siamo finalmente riusciti a entrare in contatto con un personaggio senziente, che però non ci ha detto molto sulla situazione in cui ci siamo cacciati. La demo finisce con la fuga da un'entità potentissima che non ha bisogno di rimanere nell'ombra per sopravvivere. Qui purtroppo è finita la demo (in totale saranno stati quindici minuti di gameplay, sapendo cosa fare), che ci ha rimandati alla versione completa del gioco.

Impressioni sulla demo

La breve prova di Those Who Remain ci ha raccontato di un titolo dalle meccaniche molto classiche, con però una storia che sembra essere davvero intrigante. Specifichiamo meglio: di ciò che è successo veramente a Edward ci è stato detto davvero poco, ma quel poco ci ha invogliato a saperne di più e a concludere il racconto.

Per il resto la meccanica della luce sembra essere ben fatta, nel senso che non ci ha dato particolari problemi, ma va detto che non è proprio una grossa novità e, sinceramente, non crediamo che possa reggere per l'intero svolgimento dell'avventura in mancanza di altro. Ad esempio avremmo gradito dei puzzle un po' più complessi. Speriamo che arrivino nelle fasi avanzate del gioco.

L'atmosfera di suo è invece bene fatta e l'idea delle sagome ben visibili nelle zone d'ombra crea una forte senso di oppressione, palpabilissimo nella stazione di servizio. La demo fortunatamente non aveva molti momenti da salto sulla sedia, che sono sempre indice di cattivo design, anche se la versione finale potrebbe essere ben diversa.

Infine, dal punto di vista tecnico ci troviamo di fronte a un titolo davvero molto medio, nel senso che ha delle buone cose, come alcuni effetti di luce e qualche modello 3D, ma in generale si nota che non è una grossa produzione, soprattutto dalle animazioni e da alcune ingenuità con cui sono stati costruiti i livelli.

Those Who Remain ci ha convinti come può convincere una demo di pochi minuti in rappresentanza di un gioco che durerà qualche ora (non sappiamo ancora quanto). Molte delle cose che abbiamo visto ci sono sembrate interessanti e la storia ci ha catturati, ma sinceramente il tempo di gioco è stato troppo poco per trarre delle conclusioni definitive. Ci spingiamo comunque a consigliare di seguirlo agli appassionati di horror, perché la versione finale potrebbe avere diverse sorprese.

CERTEZZE

  • La storia sembra essere intrigante
  • La meccanica della luce funziona
  • L'atmosfera c'è

DUBBI

  • Quante ore potranno reggere certe meccaniche?
  • Si spera in qualche spunto più originale