Trine 4: The Nightmare Prince, il provato 10

Frozenbyte festeggia dieci anni di Trine con il quarto capitolo: il provato di Trine 4: The Nightmare Prince

PROVATO di Emanuele Gregori   —   02/09/2019

Indice

Quando Trine arrivò sul mercato per la prima volta nel lontano 2009, il mercato videoludico vedeva il movimento indie come una grande ventata d'aria fresca. Dopo una decade e qualche milione di giochi tra l'orrendo e il mediocre, le produzioni indie che davvero è possibile considerare capolavori sono giusto una manciata. Ancor più inusuali sono le saghe che hanno preso il via in questo particolare turbinio creativo e produttivo. Trine è tra i pochissimi esempi di un lavoro costante, in grado di generare sempre sufficienti introiti da spingere i propri sviluppatori a continuare. Dopo tre capitoli principali, all'alba dei dieci anni di vita, Frozenbyte tenta l'ennesimo sequel, con la quarta iterazione che porta il sottotitolo di: The Nightmare Prince. Nonostante manchi ancora qualche settimana all'uscita, prevista per il prossimo 8 ottobre, abbiamo avuto modo di giocare i primi sei capitoli della campagna, ritrovando il solito affiatato e bizzarro trio ed un gioco dannatamente simile ai precedenti, nel bene e nel male.

Gli incubi del principino

La trama di questo nuovo capitolo, per quel poco che abbiamo potuto giocare, mette sul piatto un viaggio sufficientemente diverso rispetto a quanto già affrontato da Amadeus, Zoya e Pontius. Ormai divisi a seguito degli eventi della trilogia già conclusa, ognuno vive la propria esistenza. Per questo i primi tre capitoli rappresentano il pretesto per metterci nei panni dei tre eroi e farceli testare per una decina di minuti l'uno. Questa infarinatura torna utile sia ai nuovi giocatori che ai veterani di Trine, così da ritrovare dimestichezza con i comandi e le abilità dei protagonisti. Mentre Amadeus conduce la sua vita da eremita tra le nevi, Pontius continua a ricercare creature malvagie da abbattere e Zoya non sembra intenzionata a smettere le sue attività da ladra. Una convocazione da parte dell'Accademia Astrale li mette al corrente della sparizione di uno dei principali studenti, nonché Principe, il quale sta riempiendo il mondo di manifestazioni tangibili dei suoi incubi. I sei livelli che abbiamo avuto modo di provare non fanno altro che introdurre la vicenda, piacevole ed ironica come Trine ci ha abituati, senza però approfondire troppo psicologie e rapporti tra i personaggi. In fin dei conti la narrazione non è mai stata il punto cardine del gioco, caratterizzata da un registro fiabesco e condito da una spiccata dose di ironia.

Il solito gameplay

Per quanto concerne il gameplay, i ragazzi di Frozenbyte hanno probabilmente accolto le forti richieste dei fan di mantenersi su uno stile 2.5D a scorrimento orizzontale, dimenticandosi in fretta delle incursioni della terza dimensione del precedente capitolo. Nel corso della nostra prova ci è infatti sembrato di rigiocare ad un titolo più vicino ai primi due giochi della serie, che non al terzo. Questo risulta certamente un punto a favore, considerato il fatto che le poche sezioni che sfruttavano la profondità in Trine 3 sono poi risultate proprio le più indigeste ai fan. Rispetto al passato poi, la supremazia del mago è sembrata scemare di fronte alle ottime possibilità offerte da Zoya e Pontius in termini di esplorazione. Su questo vengono in aiuto i nuovi alberi delle abilità, reintrodotti dopo la totale sparizione del terzo capitolo e che in questo caso sono divisi tra abilità di base, come la possibilità di creare blocchi per Amadeus o di camminare sulla corda per Zoya, fino ad upgrade più particolari, che possono riguardare anche la possibilità di scoccare frecce elementali.

Nulla di nuovo invece sul fronte della progressione vera e propria. Difficile fare una stima reale della longevità e della difficoltà crescente dei puzzle, considerato anche il fatto che i due atti che abbiamo potuto giocare erano ben divisi tra loro. Come già detto infatti, i primi tre livelli rappresentano il tutorial vero e proprio per prendere dimestichezza con ognuno dei tre personaggi. Superate queste brevi e semplici introduzioni, il gioco muta profondamente, elemento che è possibile notare anche nella quantità di esperienza accumulabile e nella longevità, che triplica rispetto alla sezione iniziale. Recuperare tutta l'esperienza nel corso del secondo atto non ci è sembrato però troppo difficile, ma ha semplicemente richiesto un minimo di attenzione senza avere la fretta di proseguire sulla propria strada. Tutti quelli che conoscono Trine da tempo non troveranno troppi intoppi, per farla breve; mentre gli altri eviteranno di scontrarsi con una curva d'apprendimento troppo alta. Ultima nota per quanto riguarda le battaglie con i boss: quelle che abbiamo avuto modo di affrontare, evitando spoiler sugli eventi, ci hanno convinti dal punto di vista scenico e per alcuni piccoli accorgimenti di design. Ovviamente scordatevi di trovarvi di fronte a scontri particolarmente impegnativi o articolati, oltre alla forte preponderanza che Pontius raccoglie in sé nel corso di queste sezioni. Ciò non esclude un lavoro discreto da questo punto di vista, che potrebbe migliorare ancora nel corso dell'avventura.

Tecnicamente parlando

Trine è sempre stato una gioia per gli occhi, questo è fuor di dubbio. A voler essere proprio pignoli, se i primi due capitoli erano quanto di più colorato ed interessante si potesse trovare nel panorama indie della scorsa decade, oggi l'impatto visivo non esalta più come un tempo. Nonostante questo Trine 4 si conferma un bel vedere, con tutta una serie di dettagli a schermo e particellari che fanno sorridere per la cura riposta dal team. Se apprezzate lo stile fiabesco della serie, i livelli che abbiamo avuto modo di affrontare hanno permesso anche di farci notare una discreta varietà. Si è passati dalla neve ai sotterranei, da una città nel mezzo di una festa in maschera, ad una foresta notturna. Impossibile comunque dare un giudizio definitivo su un aspetto ancora da ripulire, al punto che gli stessi menù e la maggior parte delle indicazioni a schermo risultano ancora dei cosiddetti "placeholder", ovvero inseriti in attesa di essere sostituiti con quelli definitivi. Ci riserviamo anche un ulteriore ascolto alla colonna sonora completa, per capire quanto effettivamente i pezzi inseriti possa risultato accattivanti e perdurare nel tempo.

Trine 4 sembra prendere il meglio di quello che sono stati i primi tre capitoli per tentare di inserirli in una formula definitiva. Dopo aver smussato gli angoli di un terzo gioco ambizioso ma profondamente imperfetto, Frozenbyte è corsa ai ripari tornando a fare quello che sa fare meglio: creare un'avventura fiabesca e spensierata, condita da una discreta dose di puzzle e scontri. Noi vogliamo crederci e non resta che attendere poco più di un mese per il verdetto definitivo.

CERTEZZE

  • Cerca di risolvere ciò che non funzionava del precedente capitolo
  • Giusta alternanza tra i tre eroi
  • Boss fight semplici ma ben riuscite
  • Tecnicamente regala sempre sorrisi

DUBBI

  • Sarà importante comprendere longevità e rigiocabilità
  • Decimo anniversario: tempo di cambiare aria?

Trine 4: The Nightmare Prince pc

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Data di uscita: 8 Ottobre 2019

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