10

ZERO Sievert: abbiamo provato il Tarkov made in Italy

Realizzato interamente da un singolo sviluppatore italiano, abbiamo provato Zero Sievert, un extraction shooter in pixel art tanto impegnativo quanto affascinante.

PROVATO di Riccardo Lichene   —   10/11/2022
ZERO Sievert
ZERO Sievert
Video Immagini

Ci sono giochi che puntano al realismo nelle immagini e altri che vogliono trasmettere emozioni il più autentiche possibile. ZERO Sievert, con la sua pixel art, riuscirà a farvi vivere la stessa adrenalina e incertezza di Escape From Tarkov ed è stato tutto sviluppato da una singola persona.

Si chiama Luca Carbonera e dice di essersi ispirato alla saga di Metro e a STALKER per realizzare il gioco, il primo di Cabo Studio, creato grazie alla supervisione del publisher Modern Wolf.

Zero Sievert 09

ZERO Sievert è un extraction shooter ovvero uno sparatutto in cui bisogna prepararsi per affrontare una zona pericolosa, recuperare risorse in una determinata area e resistere finché non si viene estratti (in questo caso con un bellissimo treno a vapore) per tornare alla base.

Abbiamo provato ZERO Sievert prima dell'inizio del suo periodo di Early Access su Steam e c'è davvero tanto potenziale. Il suo punto di forza è l'atmosfera e soprattutto l'utilizzo sapiente della pixel art per riuscire a immergere chi gioca in un ambiente veramente ostile. Radiazioni, mostri mutanti, banditi e multinazionali corrotte sono dei pericoli molto reali, anche se rappresentati da una manciata di pixel.

Per veri cacciatori

I livelli di ZERO Sievert sono tutti generati in modo procedurale
I livelli di ZERO Sievert sono tutti generati in modo procedurale

La principale cosa da sapere prima di affrontare l'apocalisse di ZERO Sievert è che il gioco, come Escape From Tarkov, non perdona. Iniziare uno scontro a fuoco, a meno di non essere maestri della strategia, è sempre e comunque una sfida da non sottovalutare. In questo, l'esperienza è decisamente simulativa: bastano due proiettili per morire e perdere tutte le risorse raccolte. Come i titoli a cui Carbonera si è ispirato, Sievert è ambientato nell'Europa dell'Est dopo un evento cataclismico causato da degli esperimenti falliti in una vicina centrale nucleare.

La base delle operazioni di ogni cacciatore, questo il ruolo che ricoprirete, è un bunker da cui potrete prendere un treno per andare a esplorare uno dei 5 biomi del gioco. La mappa di ogni spedizione è generata in modo procedurale per cui non ci saranno due spedizioni uguali. Alcuni elementi come villaggi o altri punti salienti specifici resteranno costanti, ma non saranno mai dove li lascerete. Questo è uno degli assi nella manica di ZERO Sievert: non ci sono routine dei nemici o nascondigli da imparare a memoria, ogni volta che metterete piede fuori dalla base dovrete stare sempre e comunque all'erta.

La storia e le missioni

In pochi cercheranno di aiutarvi nel mondo ostile di ZERO Sievert
In pochi cercheranno di aiutarvi nel mondo ostile di ZERO Sievert

La progressione del gioco realizzato da Luca Carbonera è legata a una serie di missioni sempre più difficili e pericolose. In qualità di cacciatore il vostro compito è recuperare oggetti dal mondo al di fuori del bunker e già a partire dai primi momenti di gioco, diversi personaggi vi incaricheranno di reperire carne, metallo o campioni dei mutanti che si aggirano nei dintorni della centrale. Il mondo di Sievert, però, è pieno di segreti e, dopo aver completato con successo le prime estrazioni, inizierete ad indagare sulle ragioni del disastro che ha trasformato la zona in un inferno radioattivo.

Nei primi minuti di gioco, il barista del bunker vi racconterà che è colpa di una misteriosa multinazionale se la centrale nucleare della zona è esplosa dopo degli strani esperimenti. I riferimenti a Chernobyl davvero non mancano e voi potrete interagire e affrontare questa corporazione per cercare di scoprire di più sulle origini del disastro. Guardando i contatori di gioco, poi, abbiamo scoperto che, già nella versione Early Access, ci saranno tre boss, e forse uno di loro è legato proprio alle trame della multinazionale. Quegli stessi contatori vi ricorderanno anche i nemici che avete ucciso, le risorse raccolte e tutte le volte in cui siete morti durante una missione.

Inventario e crafting

ZERO Sievert ha un buon sistema di gestione dell'inventario e di crafting per migliorare armi ed equipaggiamento
ZERO Sievert ha un buon sistema di gestione dell'inventario e di crafting per migliorare armi ed equipaggiamento

Come in ogni simulatore militare, anche in ZERO Sievert la gestione dell'inventario, e soprattutto del peso trasportato, è fondamentale: basta superare il limite anche solo di 5 chili e non potrete più muovervi. Il vostro cacciatore ha una barra della stamina per correre e scappare dalle situazioni pericolose, più oggetti trasporterete nel vostro zaino, più in fretta questa barra sarà consumata. Spesso non vale la pena prendere ogni risorsa di un nemico o di un animale ucciso, meglio concentrarsi su quello che serve per sopravvivere (riduzione delle radiazioni e gestione della salute) e gli oggetti che richiedono le missioni attive.

Un altro caposaldo del titolo di Cabo Studio è il crafting e la modifica dell'equipaggiamento. Dal tavolo di lavoro del bunker potrete creare nuovi strumenti e, soprattutto, modificare le vostre armi. Ci sono una miriade di statistiche per ogni arma da fuoco e sono tutte alterabili scambiando l'impugnatura, la canna, il mirino o il calcio, quasi come nell'armaiolo della serie di Call of Duty. Migliorare la propria attrezzatura è fondamentale per affrontare i biomi più impegnativi o i banditi più pesantemente armati.

L’arte della tensione

La luce è ben gestita in ZERO Sievert, in particolare quella del lampo degli spari
La luce è ben gestita in ZERO Sievert, in particolare quella del lampo degli spari

Siamo in un'Europa dell'Est post nucleare, quindi non poteva mancare il contatore geiger e il suo iconico ronzio che si fa più intenso all'aumentare delle radiazioni. In alcuni punti l'emissione è talmente forte che la visuale di gioco (dall'alto) è annebbiata, in questi casi meglio correre il più lontano possibile per non morire per avvelenamento da radiazioni. A immergere ancora di più i giocatori, poi, c'è un'ottima gestione del ciclo giorno notte e dell'illuminazione: particolarmente degna di nota è la resa dei lampi degli spari che, nel buio della notte, creano un effetto stroboscopico come nella realtà.

Tutti questi elementi visivi in pixel art sono sapientemente mescolati da Carbonera per creare la tensione tipica dei giochi in stile Escape From Tarkov, dove un singolo errore può costarvi la vita e le risorse raccolte. La versione in Early Access che abbiamo provato promette molto bene e in quella definitiva ci saranno più armi, biomi, nemici, mappe, elementi narrativi e una generale rifinitura dei controlli e dell'intelligenza artificiale dei nemici. L'unico vero difetto che abbiamo riscontrato giocando è che non è sempre chiaro quando la linea di tiro tra il cacciatore e i nemici è libera da ostacoli: spesso ci è capitato di aprire il fuoco per ingaggiare un nemico senza colpirlo, rivelando la nostra posizione e morendo di conseguenza.

ZERO Sievert è un gioco capace di emozionare, trasmettere adrenalina e tensione, il tutto in pixel art. Il lavoro del singolo sviluppatore italiano che lo ha realizzato è notevole e si vede la passione per il genere degli extraction shooter realizzati e ambientati nell'Europa dell'Est. Il suo titolo vuole essere un tributo e un punto di ingresso al genere anche se la sua natura simulativa davvero non perdona. Se siete nuovi al genere bisogna farci l'abitudine alla facilità con cui si muore, ma quando riuscirete a completare la vostra prima estrazione, vi sentirete dei veri esperti dell'apocalisse. La build provata in Early Access convince ma bisognerà provare il gioco finito per capire quanto è creativo il generatore di ambienti procedurale e quindi la sua la longevità.

CERTEZZE

  • Atmosfera e adrenalina in pixel art
  • Buon sistema di gestione dell'inventario
  • Un gran bel tributo agli extraction shooter

DUBBI

  • Storia molto vaga all'inizio
  • Non così accessibile ai novizi del genere