Lo sviluppo dei tripla A non è più sostenibile?

Leggiamo un'analisi approfondita, dopo il pugno allo stomaco di ieri di Electronic Arts

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   05/07/2013
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Lo sviluppo dei tripla A non è più sostenibile?

Dopo la notizia di ieri sulla drastica diminuzione degli studi di sviluppo al lavoro sui tripla A (link), leggiamo oggi un interessante articolo di Rob Fahey, pubblicato su gamesindustry.biz, in cui si tenta di fare il punto della situazione sul mercato dei titoli tripla A.

In buona sostanza l'autore dell'articolo si chiede se lo sviluppo dei titoli tripla A sia ancora sostenibile, con i publisher che tentano in tutti i modi di farli diventare profittevoli tramite stratagemmi che scavano solchi sempre più marcati con i videogiocatori.

Di fatto la maggior parte dei titoli tripla A non riesce a recuperare i soldi della produzione. Farli e lanciarli costa troppo, tendenza che non cambierà con la nuova generazione di macchine da gioco, e alla fine sono pochissimi quelli che riescono a fare soldi o, quantomeno, a recuperare quelli spesi.

Il mercato è in mano a pochi brand che catturano tutte le vendite e molti publisher si sentono fortunati se i loro titoli non perdono troppi soldi. Gli studi di sviluppo, di loro, difficilmente riescono a vedere royalty e campano saltando da un progetto all'altro, sperando che il prossimo titolo vada meglio di quello precedente.

Purtroppo si tratta di un quadro fosco ma non negabile, tinteggiato chiaramente nei rapporti finanziari dei vari publisher. Il gap tra i titoli di punta e gli altri è aumentato mostruosamente negli ultimi anni, tanto che molti ritengono che presto la situazione dovrà cambiare, perché se l'andazzo continuasse a essere questo, il settore sarebbe condannato all'irrilevanza.

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[Aggiornamento] Modificata l'immagine di copertina per dare maggiore forza alla notizia.