Da George Romero a Resident Evil, da Call of Duty a Dying Light: il proficuo rapporto fra zombie e videogame

Facciamo il punto sui villain che non muoiono mai

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   21/07/2017
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Alcuni giorni fa è venuto a mancare George A. Romero, regista di culto soprattutto fra gli appassionati di film horror; universalmente riconosciuto come "il padre degli zombie" appunto per aver portato sul grande schermo queste patetiche, terribili creature che tornano dalla morte, animate non si sa da quale impulso, con l'unico apparente obiettivo di cibarsi di carne viva.

La figura dello zombie ha una lunga storia nell'ambito videoludico. Come per qualsiasi icona cinematografica, gli sviluppatori di videogame hanno pensato bene di utilizzare questa tipologia di villain nei propri giochi fin dagli anni '80 (pensiamo al celebre Ghosts 'n Goblins), per poi riprendere in maniera più seria il discorso durante gli anni '90.

È appunto in questo periodo che nasce il genere dei survival horror, avventure dinamiche caratterizzate spesso e volentieri da una visuale in terza persona, di tipo cinematografico, e dalla necessità appunto di superare una serie di situazioni in cui il concetto è quello di sopravvivere all'orrore, non importa se fuggendo da esso oppure affrontandolo ad armi spianate.

Benché solitamente il gioco non venga incluso nella lista, in quanto ispirato alle opere di H.P. Lovecraft piuttosto che alla cinematografia horror, Alone in the Dark includeva in una delle prime scene proprio il mostruoso vagare di uno zombie, che si muoveva alle spalle di Edward Carnby mentre quest'ultimo era intento a esplorare le stanze di una magione abbandonata.

Come ben sappiamo, la medesima formula è stata ripresa e arricchita quattro anni dopo, nel 1996, dalla serie di Resident Evil. Perfettamente in linea con le atmosfere romeriane, il titolo Capcom ci rinchiudeva come da tradizione in una grossa casa infestata (e circondata) dagli zombie, sebbene in quel caso al centro delle vicende ci fosse il tentativo di una multinazionale di creare un'arma biologica e non qualche elemento misterioso, magari ultraterreno.

Insomma, gli zombie ne hanno fatta di strada, pur con la loro proverbiale lentezza, nel mondo dei videogame. Da ormai diverso tempo questa tipologia di villain ha vissuto un forte rilancio e sono letteralmente fioccate le produzioni che li vedono protagonisti, come ad esempio la serie di Dead Rising; ma anche quelle che li relegano una modalità secondaria, come per gli Zombie di Call of Duty.

Da George Romero a Resident Evil, da Call of Duty a Dying Light: il proficuo rapporto fra zombie e videogame

Quale sarà il loro futuro? A quanto pare la figura dello zombie sembra godere ancora di grande salute, e gli sviluppatori riescono a inserirli un po' dappertutto senza preoccuparsi di inflazionarne la presenza. Ricopriranno ruoli di primo livello nei prossimi mesi: li vedremo correre e scatenarsi in Days Gone, così come nella loro variante "vegetale" in The Last of Us: Part II. Pare inoltre ci sia ancora vita in Dead Island 2, magari alla GamesCom 2017 ci aspetta qualche sorpresa?