Activision ha brevettato un sistema per spingere gli utenti a effettuare microtransazioni nei titoli multiplayer  121

Bungie ha voluto specificare che Destiny 2 non utilizza tale tecnologia

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —  5 settimane fa

Le microtransazioni e la loro legittimità rappresentano senza dubbio un argomento caldo in questo periodo, come dimostrano le polemiche che hanno accompagnato il lancio de La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra e Forza Motorsport 7.

Ebbene, proprio quando pensavamo che la questione fosse ormai passata in secondo piano, Rolling Stone ha pubblicato un articolo in cui rivela l'esistenza di un brevetto depositato da Activision per una tecnologia che dovrebbe spingere gli utenti a effettuare microtransazioni nei titoli multiplayer.

Il brevetto risale al 2015, ma è stato approvato solo ieri e Activision ha dichiarato che non è stato utilizzato in alcun gioco. Anche Bungie ha voluto specificare di non aver introdotto tale sistema in Destiny 2. Parliamo dunque di una tecnologia che evidentemente esiste ma che finora non è stata impiegata dal publisher americano.

Vediamo però di che si tratta.

Denominato "System and method for driving microtransactions in multiplayer video games", il brevetto fornisce dettagli sulla configurazione dei match multiplayer e su come gli utenti vengono selezionati per giocare l'uno con (o contro) l'altro. Sono numerosi i fattori presi in considerazione, fra cui il livello di abilità, la latenza della connessione, la disponibilità di amici e altro ancora. Il matchmaking si compie quindi assegnando degli slot a questi utenti sulla base di tale bilanciamento.

In che modo, però, il sistema brevettato da Activision spinge a effettuare microtransazioni? Il matchmaking potrebbe abbinare un utente inesperto e uno esperto, così da spingere il primo a cercare un modo per aumentare la propria efficacia in battaglia, magari acquistando gli oggetti posseduti dal giocatore che l'ha sconfitto. Si tratterebbe dunque di un meccanismo di emulazione.

Allo stesso modo, il sistema potrebbe identificare una serie di acquisti in-game da pubblicizzare, diventando anche piuttosto specifico a seconda dei casi. Magari un utente inesperto desidera diventare un abile cecchino, dunque il motore delle microtransazioni può fare in modo che giochi insieme a qualcuno che abbia già realizzato tale ambizione, al fine di incoraggiarlo a effettuare le microtransazioni necessarie per raggiungere il medesimo livello.

Infine, non manca un meccanismo relativo alla soddisfazione: dopo aver effettuato un acquisto in-game, il matchmaking può piazzare l'utente all'interno di una situazione in cui il suo equipaggiamento risulta particolarmente efficace, gratifidandolo e spingendolo a perseguire ulteriormente la strada delle microtransazioni.

Activision ha brevettato un sistema per spingere gli utenti a effettuare microtransazioni nei titoli multiplayer