Android 17, nome in codice "Cinnamon Bun", è ufficialmente entrato nella fase iniziale di test. Google ha introdotto un nuovo canale "Canary", sostituendo le classiche Developer Preview per rendere lo sviluppo più fluido. La versione stabile è attesa sui Pixel tra giugno e luglio 2026, mentre gli altri produttori seguiranno a ruota.
Nel frattempo, Xiaomi ha sospeso temporaneamente gli aggiornamenti HyperOS fino a marzo per le festività del Capodanno cinese. L'azienda, però, guarda già avanti: un bug report globale ha accidentalmente rivelato HyperOS 4, che secondo indiscrezioni sarà basato su un'architettura interna "Zero-Legacy", progettata per offrire prestazioni più veloci mantenendo i servizi nativi Android.
I dispositivi compatibili con Android 17 di Xiaomi, Redmi e POCO
Per quanto riguarda i dispositivi compatibili, la serie Xiaomi 17 (Ultra, Ultra Leica Edition, Pro e Pro Max) sarà in prima linea, seguita dalle serie 15, 14 e 13, inclusi i modelli T e CIVI. Anche i pieghevoli MIX Flip e MIX Fold rientrano nella lista. Sul fronte tablet, riceveranno l'update Xiaomi Pad 8, Pad 7, Pad 6S Pro 12.4 e altri modelli recenti.
Ampia anche la copertura per i brand collegati. POCO aggiornerà le serie F, X, M e C più recenti, oltre ai tablet Pad M1 e Pad X1. Redmi includerà le serie K80, K90, K70, Turbo e Note 15, oltre a diversi modelli della gamma Redmi 15 e ai tablet Pad 2.
Xiaomi e Android 17, quali saranno le principali novità?
Le prime build beta dovrebbero arrivare poco dopo il rilascio ufficiale di Android 17, probabilmente in concomitanza con il Google I/O. I flagship e i tablet premium saranno aggiornati per primi, mentre la distribuzione sui modelli di fascia media e bassa potrebbe estendersi fino al 2027. Tra le novità principali di Android 17 spicca l'obbligo per le app di essere ridimensionabili, eliminando le barre nere su tablet e pieghevoli.
Il design Material 3 Expressive si arricchisce di effetti di sfocatura, mentre una nuova lock-free MessageQueue promette maggiore fluidità. Non mancano miglioramenti alla privacy, con controlli più trasparenti sull'accesso ai dati. Segnaliamo che la lista potrebbe cambiare prima dell'annuncio ufficiale.