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Apple punta ai 1,4 nm: il super chip sarà un’esclusiva iPhone Pro (e i modelli base restano indietro)

Nuove indiscrezioni indicano che Apple adotterà i processi produttivi più avanzati solo per i chip Pro, mentre i modelli base potrebbero continuare a utilizzare tecnologie meno recenti.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   19/06/2026
iPhone Pro

La corsa ai processi produttivi sempre più avanzati continua a rappresentare uno dei principali terreni di scontro tra i produttori di semiconduttori e le aziende che progettano chip per smartphone. Con il passaggio ai 2 nanometri ormai alle porte, l'attenzione si sta già spostando sulle generazioni successive.

Secondo nuove indiscrezioni provenienti dall'Asia, Apple starebbe pianificando di continuare con una strategia differenziata per i futuri processori destinati agli iPhone. L'obiettivo sarebbe quello di mantenere elevate le prestazioni dei modelli di fascia alta senza compromettere eccessivamente i margini di profitto, messi sotto pressione dall'aumento dei costi produttivi.

Apple potrebbe riservare i processi TSMC più avanzati ai chip Pro

Le informazioni emerse suggeriscono che Apple adotterà il processo produttivo TSMC N2P a 2 nanometri per il futuro chip A21 Pro, previsto nel 2027. Si tratta di una versione evoluta del nodo N2 che promette miglioramenti in termini di efficienza energetica e prestazioni rispetto alla tecnologia di prima generazione. Il chip A21 destinato ai modelli standard, invece, potrebbe continuare a utilizzare il processo N2 tradizionale. Una scelta che consentirebbe di contenere i costi di produzione in una fase caratterizzata da un aumento dei prezzi delle memorie ritenuto insostenibile dalla stessa Apple e dalle tensioni che stanno interessando il mercato delle memorie.

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Secondo il rapporto, la differenza prestazionale tra N2 e N2P sarebbe relativamente contenuta, con un incremento nell'ordine del 5% a parità di frequenza operativa. Un vantaggio che Apple potrebbe compensare attraverso modifiche architetturali e ottimizzazioni interne, senza rendere il chip meno competitivo rispetto alle soluzioni della concorrenza.

Le stesse indiscrezioni guardano ancora più avanti, fino al 2028. In quell'anno Apple potrebbe essere tra le prime aziende a utilizzare il processo produttivo a 1,4 nanometri di TSMC per il futuro A22 Pro. Se confermata, sarebbe la prima transizione dell'azienda verso una tecnologia inferiore ai 2 nanometri, segnando un nuovo passaggio nell'evoluzione dei processori per dispositivi mobili.

Non emergono però dettagli sul chip A22 destinato ai modelli non Pro, un elemento che rafforza l'ipotesi di una crescente differenziazione tecnologica tra le due gamme. Negli ultimi anni Apple ha già adottato una strategia simile, riservando alcune delle innovazioni più avanzate ai modelli premium. Va inoltre considerato che aziende come Qualcomm e MediaTek sarebbero intenzionate a utilizzare il nodo N2P già nei prossimi prodotti di punta. Apple potrebbe quindi scegliere la stessa tecnologia per mantenere una posizione competitiva nel segmento dei processori mobile di fascia alta.

È comunque opportuno interpretare queste informazioni con cautela. Le indiscrezioni provengono da fonti che in passato non hanno sempre anticipato correttamente i piani dell'industria dei semiconduttori. Tuttavia, il quadro delineato appare coerente con una tendenza ormai evidente: l'aumento dei costi di sviluppo e produzione sta spingendo i produttori a selezionare con maggiore attenzione quali dispositivi meritino l'accesso alle tecnologie più avanzate. Una dinamica che potrebbe influenzare in modo crescente le differenze tra smartphone standard e modelli premium nei prossimi anni.

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