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Google Play Store, nuove regole contro l'incitamento all'odio, le casse premio e non solo

Google ha approvato una nuova serie di provvedimenti volti a proteggere le categorie di pubblico più a rischio su Play Store. Leggiamo tutte le novità previste.

NOTIZIA di Davide Spotti   —   30/05/2019

Google ha aggiornato le regole del Play Store per rendere la piattaforma più adatta agli utenti maggiormente a rischio. Le nuove condizioni riguarderanno svariate categorie. Il colosso di Mountain View ha stabilito che le applicazioni presenti nel negozio non devono incitare all'odio, perciò ha aggiornato le linee guida in merito. Più nello specifico, sono vietate app che presentino frasi volte a classificare come inferiori o non-umani le minoranze protette, o ancora frasi e incitazioni alla discriminazione verso determinati gruppi di individui.

Un altro intervento ha per oggetto quei giochi che propongono le casse premio, ormai da tempo al centro del dibattito anche in sede politica. In questo caso sarà necessario fornire indicazioni precise sulle probabilità di ottenere i singoli oggetti messi in palio. Tali modifiche sono accompagnate da una revisione generale delle norme che devono essere seguite per adattare le app al pubblico più giovane. Gli sviluppatori dovranno definire con più precisione il loro target, impostando fasce d'età più dettagliate e utilizzando immagini più neutre possibili, oltre a dover rispettare il GDRP in Europa e il Children's Online Privacy and Protection Act negli USA.

Altri provvedimenti riguardano la presenza di contenuti sessualmente espliciti. L'elenco comprende ora anche le applicazioni che mostrano contenuti volgari e profani, con animazioni, pose e illustrazioni allusive e scene di nudo. L'applicazione è valida anche per i contenuti realizzati dagli utenti che usufruiscono delle applicazioni ed è compito degli sviluppatori scoraggiarne creazione e condivisione.

Le novità coinvolgono anche le app che permettevano l'acquisto legale di marijuana, poiché adesso è vietato favorire la vendita in app, l'assistenza sul ritiro o la consegna o più in generale consentire la distribuzione di prodotti contenenti THC. Infine, sono vietate le app che consentono l'acquisto di beni contraffatti e la creazione di applicazioni che hanno solo la funzione di status symbol, come quelle proposte a cifre elevate per mettere in mostra il benessere economico degli acquirenti.

Le modifiche elencate saranno operative da subito per le nuove applicazioni, mentre per quelle esistenti sarà necessario un aggiornamento entro il 1° settembre 2019.