Uno dei riflessi economici della guerra in Iran sembra emergere anche sul fronte dei videogiochi, visto che l'instabilità della situazione geo-politica dell'area sta mettendo a rischio gli investimenti dell'Arabia Saudita in questo mercato.
Si parla soprattutto dell'enorme progetto da 38 miliardi di dollari che vorrebbe costruire una sorta di "hub" dedicato ai videogiochi nella zona, una grande area dedicata all'eSport e all'intrattenimento videoludico, ma che possa funzionare anche area in grado di attrarre talenti per lo sviluppo di nuovi prodotti.
"È ovvio che questa escalation non giovi alla regione e probabilmente ne modificherà o ne smorzerà l'immagine di luogo stabile e tranquillo in cui la gente desidera recarsi", ha dichiarato nei giorni scorsi Brian Ward, amministratore delegato di Savvy Games Group, in un'intervista rilasciata in occasione della Game Developers Conference di San Francisco.
Un progetto avveniristico e rischioso
Savvy Games Group è una divisione costituita dal fondo d'investimento pubblico dell'Arabia Saudita con la specifica intenzione di gestire gli investimenti in ambito videoludico, che in questi anni sono stati massicci.
Sul lungo termine, Ward continua a credere che l'Arabia possa essere una destinazione ideale per consumatori e investitori, ma tutto dipende anche dalla durata del conflitto e dalle conseguenze di questo.
La questione non riguarda più di tanto gli investimenti già fatti nell'acquisizione di asset e azioni presso numerose compagnie videoludiche, che hanno visto il PIF dell'Arabia Saudita acquisire importanti quote presso diversi publisher, nonché completare praticamente un'acquisizione di Electronic Arts, ma si parla soprattutto del progetto di costruzione dell'hub videoludico.
Si tratta di un piano di creazione di un "distretto dei videogiochi" in Qiddiya City, presso Riyad, che dovrebbe comprendere parchi a tema e spazi dedicati all'intrattenimento videoludico e arene per le competizioni di eSport.
Tutto però dipende dalla possibilità effettiva di attrarre turisti, come successo durante le sette settimane della World Cup eSport del 2025, ma con la guerra risulta ovviamente difficile confidare in questa visione, al momento.