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Meno chip e vendite in frenata: Qualcomm e MediaTek soffrono la crisi delle memorie

Le spedizioni di SoC per smartphone diminuiscono nella prima metà del 2026: Apple, Samsung, Google e UNISOC crescono, mentre la crisi delle memorie penalizza soprattutto la fascia bassa.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   29/07/2026
Snapdragon

L'effetto domino generato dalla crisi delle memorie non risparmia chi i telefoni li muove da dentro. E così, nel primo semestre del 2026, le spedizioni di processori per smartphone hanno registrato una contrazione del 15% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Stando alle stime preliminari diffuse da Counterpoint Research, l'impennata stellare dei costi di DRAM e NAND, schizzati di oltre il 300% su base annua nel secondo trimestre, ha spinto le aziende di telefonia a gestire le scorte con estrema prudenza e a rallentare i ritmi di produzione, complici cicli di sostituzione dei dispositivi mai così lunghi.

La crisi delle memorie cambia gli equilibri tra i produttori di SoC

Il calo non ha colpito tutti allo stesso modo. Qualcomm e MediaTek hanno perso oltre il 25% dei volumi, mentre Apple, Samsung, Google e UNISOC sono riuscite a crescere grazie a dinamiche differenti e a una maggiore esposizione verso specifiche fasce di mercato. Apple, in particolare, ha guadagnato quattro punti percentuali di quota grazie alle vendite della famiglia iPhone 17.

MediaTek e Qualcomm perdono il 15% di quota combinata su base annua, mentre salgono Apple, UNISOC e Samsung nella prima metà del 2026.
MediaTek e Qualcomm perdono il 15% di quota combinata su base annua, mentre salgono Apple, UNISOC e Samsung nella prima metà del 2026.

Qualcomm ha invece risentito della crescita limitata nel segmento premium: Galaxy S26 utilizza sia Snapdragon 8 Elite Gen 5 sia Exynos 2600, a differenza della generazione precedente interamente basata su chip Qualcomm. Anche la domanda più debole per Xiaomi 17 ha inciso sui risultati.

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MediaTek ha subito soprattutto la flessione dei modelli economici e dei chipset 5G entry-level, particolarmente sensibili all'aumento dei costi di produzione. La serie Dimensity 9500 continua però a ottenere buoni risultati grazie all'adozione da parte di vivo, OPPO, Pocophone e Redmi. La necessità di ridurre la distinta base ha favorito UNISOC. Numerosi smartphone di fascia bassa stanno tornando a piattaforme 4G meno costose, mentre gli accordi con Pocophone e Redmi stanno sostenendo anche la crescita delle soluzioni 5G del produttore cinese.

Nel secondo trimestre del 2026, i prezzi delle memorie per smartphone sono aumentati di oltre il 300% su base annua. In ogni fascia di prezzo, il costo di DRAM e NAND ha ormai superato quello del SoC, spingendo i marchi a stipulare contratti di fornitura a lungo termine e a concentrare gli aumenti di listino sulle capacità di memoria anziché su reali miglioramenti hardware.

La pressione sui costi non ha però fermato i chip destinati agli smartphone con funzioni di IA generativa, le cui spedizioni sono cresciute del 24% nella prima metà dell'anno. La domanda resta sostenuta soprattutto nei segmenti medio-alto, premium e flagship. Counterpoint prevede quindi, per l'intero 2026, un calo del 14% nelle spedizioni di SoC, con la fascia entry-level in diminuzione di oltre il 30%. Poiché la disponibilità di memoria non dovrebbe normalizzarsi prima della seconda metà del 2027, anche il prossimo anno potrebbe rimanere complicato per produttori e consumatori.

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