Secondo Jacob Navok, ex director of business development presso Square Enix, l'addio ai giochi su disco potrebbe portare a un calo dei prezzi su PlayStation Store, visto che questo cambiamento andrebbe a enfatizzare la concorrenza fra publisher.
"È la concorrenza fra publisher a esercitare pressione sui prezzi, non la concorrenza fra store digitali", ha spiegato Navok, ricordando che sono principalmente i publisher a stabilire quanto un gioco debba costare su di una piattaforma digitale, a differenza dei negozi fisici.
L'ex di Square Enix immagina dunque che una competizione diretta fra i vari produttori all'interno della stessa piattaforma, in questo caso il PlayStation Store, potrebbe portare a un abbassamento dei prezzi dei giochi, ad esempio attraverso promozioni più frequenti.
"Quanto più il PlayStation Store diventerà esclusivamente digitale, tanto più questa tendenza accelererà. Vedrete un numero maggiore di saldi e prezzi dinamici, simili a quelli di Steam, perché i publisher entreranno in concorrenza tra loro in misura maggiore."
Si tratta di un'ipotesi realistica?
Le ipotesi di Navok sembrano plausibili ma si scontrano con la realtà dipinta, ad esempio, dalla class action contro il monopolio dei prezzi del PlayStation Store di Sony, a cui si è unito anche il movimento Stop Killing Games, che disegna un quadro completamente diverso.
Se infatti è vero che i publisher potrebbero competere andando a rimodulare il prezzo dei propri giochi in formato digitale, cosa che non possono fare con il formato fisico se non effettuando riposizionamenti definitivi, c'è la questione monopolistica da tenere in considerazione.
Qualsiasi strategia di vendita dovrà infatti raccordarsi a una situazione in cui, a un certo punto, i giochi PlayStation potranno essere acquistati solo su PlayStation Store e non ci saranno opzioni alternative a disposizione degli utenti.