Anche il mercato dei System on Chip per smartphone ha attraversato un secondo trimestre del 2026 particolarmente difficile. L'aumento dei prezzi della memoria e una gestione più prudente delle scorte da parte dei produttori hanno contribuito a una riduzione del 21% delle spedizioni rispetto allo stesso periodo del 2025.
Le conseguenze hanno colpito soprattutto i chip destinati agli smartphone economici e di fascia media. In un mercato sempre più condizionato dai costi dei componenti, molti produttori starebbero infatti riducendo il numero di modelli entry-level e rivedendo la composizione dei propri cataloghi per proteggere i margini.
MediaTek mantiene la leadership, Samsung sale al 9% del mercato
Secondo i dati di Counterpoint Research, MediaTek ha mantenuto la prima posizione con una quota del 31% nel secondo trimestre del 2026, davanti a Qualcomm, ferma al 23%. Entrambe le aziende hanno però registrato un calo delle spedizioni superiore al 30% su base annua.
Per MediaTek hanno pesato soprattutto le difficoltà nei segmenti mainstream ed entry-level, direttamente coinvolti dalle conseguenze della crisi delle memorie. Anche la fascia premium ha registrato una contrazione, mentre la serie Dimensity 8000 ha beneficiato delle spedizioni del Dimensity 8500, sostenute dalla domanda per dispositivi come POCO X8 Pro e Honor Power 2.
Qualcomm ha perso terreno anche nel segmento premium. Secondo Counterpoint, la diffusione dell'Exynos 2600 nelle versioni base della serie Samsung Galaxy S26 in alcune regioni ha ridotto le opportunità per l'azienda statunitense. La carenza di memoria e le scorte accumulate hanno inoltre influenzato le spedizioni dei chip Snapdragon 600 e Snapdragon 400.
Il risultato più significativo è quello di Samsung. La quota dei chip Exynos è salita dal 6% del secondo trimestre del 2025 al 9% nel secondo trimestre del 2026, raggiungendo il livello più alto degli ultimi anni. La crescita è stata sostenuta dalla serie Galaxy S26, oltre che da Exynos 1680 e Exynos 1480 nei segmenti di fascia media.
Apple si è invece attestata al 19%, in calo rispetto al 20% del trimestre precedente ma in crescita su base annua rispetto al 15% registrato nel secondo trimestre del 2025. Counterpoint attribuisce il risultato alle vendite della serie iPhone 17, con una domanda particolarmente favorevole per i modelli Pro.
HiSilicon ha raggiunto il 5%, sostenuta dalla fascia premium dopo il lancio della serie Huawei Pura 90, mentre UNISOC è scesa al 13% a causa delle difficoltà nel segmento entry-level. La crescita della domanda per alcuni chip LTE e 5G ha comunque permesso all'azienda di mantenere una presenza significativa.
Il secondo trimestre del 2026 evidenzia quindi un cambiamento nella composizione del mercato più che una semplice riduzione dei volumi. Con le memorie sempre più costose, i produttori di smartphone sembrano destinati a concentrare le risorse sui dispositivi più redditizi, riducendo potenzialmente l'offerta nelle fasce di prezzo più basse. Una dinamica che potrebbe continuare a modificare gli equilibri tra i principali fornitori di SoC nei prossimi trimestri.