Intel potrebbe aumentare nuovamente i prezzi dei suoi processori destinati ai PC. Secondo un rapporto di DIGITIMES basato su fonti della filiera produttiva, la società starebbe pianificando un rincaro medio attorno al 10% a partire dal 5 ottobre 2026.
Al momento non sono disponibili indicazioni precise sulle famiglie di processori coinvolte. Non è quindi possibile stabilire se l'aumento riguarderà sia le CPU desktop sia quelle per notebook, né quali generazioni o fasce di prezzo saranno interessate.
Rincari in serie dalla fine del 2025
Se confermato, il nuovo intervento proseguirebbe una serie di rialzi iniziata alla fine del 2025. DIGITIMES riferisce che Intel avrebbe già aumentato i prezzi delle CPU per PC di circa il 10% durante il primo trimestre del 2026, per poi intervenire nuovamente a luglio su una selezione di processori consumer e server.
Alcuni effetti di questa strategia erano già emersi pubblicamente. Intel ha infatti aggiornato i prezzi consigliati al pubblico di alcuni modelli, tra cui Core Ultra 7 270K Plus e Core Ultra 5 250K Plus. Il primo è passato dal prezzo di lancio di 299 dollari a un massimo di 349 dollari (circa 298 euro), mentre il secondo è salito da 199 a 229 dollari (circa 195 euro). L'azienda aveva collegato gli aumenti alla crescita dei costi lungo la catena di fornitura e alla forte domanda.
Il rapporto aggiunge un altro elemento: Intel starebbe valutando il futuro dei prodotti definiti "Small Core", caratterizzati da margini di profitto più ridotti. Alcune di queste soluzioni potrebbero raggiungere la fine del ciclo di vita, ma il riferimento sembrerebbe riguardare soprattutto processori destinati a PC industriali, sistemi embedded e dispositivi IoT.
Non si tratterebbe quindi di un possibile abbandono degli E-core presenti nelle tradizionali CPU Core per il mercato consumer. L'obiettivo sarebbe piuttosto quello di ridurre la presenza nei segmenti meno redditizi e concentrare maggiormente le risorse sui prodotti con margini superiori.
Secondo DIGITIMES, la capacità produttiva interna di Intel starebbe inoltre dando priorità ai processori server, esercitando ulteriore pressione sulla disponibilità delle CPU per PC. Per aumentare più rapidamente la produzione, l'azienda potrebbe quindi dover ricorrere in misura maggiore agli impianti di TSMC anche per alcuni processori server.
Un eventuale ridimensionamento dell'offerta nei settori industriali ed embedded potrebbe lasciare spazio ad altri produttori, con Qualcomm e MediaTek tra le aziende potenzialmente interessate a intercettare parte della domanda. Il possibile aumento del 10% resta comunque, per ora, legato a fonti della filiera e non è stato confermato ufficialmente da Intel.