Naughty Dog starebbe lavorando ad un nuovo gioco PS5 dopo The Last of Us 2

Osservando il profilo LinkedIN di alcune figure chiave di Naughty Dog si può dedurre che lo studio starebbe lavorando ad un nuovo gioco PS5 dopo The Last of Us 2.

NOTIZIA di Luca Forte   —   11/01/2021
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Che Naughty Dog non fosse con le mani in mano dopo aver pubblicato The Last of Us 2 era prevedibile. Che lo studio californiano fosse già al lavoro su qualcos'altro che non sia la componente multiplayer di The Last of Us 2 o la sua patch per PS5 non era così scontato. Eppure, osservando il profilo LinkedIN di alcune figure chiave di Naughty Dog come Vinit Agarwal e Richard Cambier, si potrebbe dedurre che lo studio sia già al lavoro su di un nuovo gioco per PS5.

Mentre noi siamo ancora in attesa di informazioni sulla chiacchierata modalità multigiocatore di The Last of Us 2 e Neil Druckmann sta lavorando con HBO alla serie TV dedicata all'universo di Joel ed Ellie, sembra che Naughty Dog stia già pensando al prossimo progetto. Un progetto che, a quanto pare, avrà Vinit Agarwal e Richard Cambier come figure chiave.

I due, infatti, hanno recentemente aggiornato il loro profilo LinkedIN. Da qui scopriamo che a settembre entrambi sono passati dal ruolo di Lead Designer a co-Game Director. Di che gioco, però, ancora non si sa. In passato una mossa del genere aveva consentito a Kurt Margenau di diventare co-game director di Uncharted: The Lost Legacy con Shaun Escayg e a Anthony Newman di affiancare Neil Druckmann alla co-direzione di The Last of Us Part 2. Raggiunti poi anche dalo stesso Margenau.

Con loro altri veterani hanno ricevuto una promozione: parliamo di gente del calibro di Maksym Zhuravlov, che è stato nominato principal animator, Michal Mach, che è diventato lead animator, e Max Dyckhoff, che è stato nominato lead AI engineer.

Secondo le voci tutte queste promozioni sono avvenute in concomitanza con l'avvio del nuovo progetto dello studio, che comincerà il suo percorso con veterani nei suoi ruoli chiave. A gennaio Naughty Dog contava oltre 400 dipendenti: non stupisce, quindi, che qualcosa di nuovo stia bollendo in pentola.