Nei recenti file legati al caso Jeffrey Epstein pubblicati dal Dipartimento di Giustizia USA, è emerso anche un inquietante collegamento tra il finanziere, condannato per aver fatto prostituire centinaia di ragazze, anche minorenni, schiavizzandole sulla sua isola privata, e la serie Call of Duty. In che senso? Pare che Epstein sia stato di grande ispirazione per le microtransazioni della serie o, più semplicemente, abbia partecipato al dibattito sulla loro introduzione.
In alcune email, Epstein sembrava interessatissimo agli acquisti in gioco. Sebbene Epstein non abbia mai avuto un ruolo ufficiale nell'industria videoludica, diversi report evidenziano uno scambio di email del 2013 in cui erano coinvolti anche il consulente Pablo Holman e l'allora CEO di Activision Bobby Kotick.
Hanno vinto loro
Lo scambio di messaggi tra i tre, ruota attorno al concetto di ricompensa e alla possibilità che quest'ultima si concretizzi nell'ottenimento di "oggetti virtuali in-game".
"Il premio X è una buona idea", scrive Epstein nel suo messaggio, "ma attenzione alle ricompense reali. Impara a leggere e guadagni minuti di cellulare, crediti iPhone, oggetti virtuali nei giochi." La conversazione sarebbe stata incentrata su strutture di incentivazione, con riferimenti a ricompense nel mondo reale e a oggetti digitali all'interno dei videogiochi.
Ciò che rende la vicenda particolarmente rilevante per la community di Call of Duty (e non solo) è il tempismo: le email, risalenti a maggio 2013, coincidono con le prime mosse di Activision Blizzard verso l'inserimento strutturale dei contenuti a pagamento in Call of Duty: Black Ops II. Siamo all'introduzione di acquisti cosmetici opzionali, tipo i pacchetti di personalizzazione, gli slot aggiuntivi per il sistema create-a-class e i biglietti da visita.
Insomma, sicuramente Epstein non ha inventato le microtransazioni, ma lui e i suoi avevano capito che dal punto di vista economico rappresentavano una grossa svolta, che permetteva di sfruttare le debolezze psicologiche dei videogiocatori per vender loro oggetti virtuali. Bastava indottrinarli, come vedremo.
Leggendo le email, appare chiaro che il modello descritto da Epstein e Kotick è quello che poi si sarebbe evoluto nell'economia dei live service. I documenti mostrano come la monetizzazione non fosse vista solo come una fonte di guadagno, ma come un modello comportamentale da inculcare pensato per normalizzare gli acquisti in gioco tra i più giovani. Vista la situazione odierna del mondo dei videogiochi, si può dire che il loro piano sia pienamente riuscito.
Interessante anche il fatto che Bobby Kotick, CEO di Activision Blizzard fino all'acquisizione da parte di Microsoft, appaia centinaia di volte nei file di Epstein, cosa che suggerisce l'esistenza di rapporti continuativi tra i due. Nei vari scambi, si parla di inviti a eventi privati, organizzazione di incontri e altro, anche se non ci sono prove di una collaborazione più profonda.
Giusto anche dire che i documenti non dimostrano che sia stato Epstein a volere le microtransazioni in Call of Duty. Sicuramente era interessato a che si diffondessero, considerando il suo ruolo, ma questo sistema economico ha avuto un'adozione amplissima in tutta l'industria in tempi abbastanza rapidi, quindi è normale che se ne discutesse. Quindi ribadiamo: i documenti non forniscono alcuna prova che Epstein abbia creato, approvato o implementato direttamente i sistemi di monetizzazione di Activision.
Il suo ruolo, per come emerge dai documenti, è quello di partecipante alla conversazione, mentre altri interlocutori discutono di incentivi, ricompense e dell'uso di oggetti digitali come parte di un sistema più ampio volto a influenzare il comportamento degli utenti, tanto che Holman parla proprio di "indottrinare i ragazzi", in uno dei messaggi.
Il quadro che ne emerge non è meno desolante, considerando i termini con cui se ne parla e il ruolo che viene assegnato agli utenti, non proprio lusinghiero. Comunque sia è giusto ripeterlo: visto lo stato attuale dei videogiochi, la strategia descritta è stata vincente e l'indottrinamento è pienamente riuscito.