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PS5: alcuni negozi giapponesi adottano un sistema particolare per contrastare i bagarini

PS5 è vittima di bagarinaggio anche in Giappone, dove alcuni negozi hanno deciso di adottare delle particolari contromisure per combattere il fenomeno.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   12/10/2021

Il fenomeno dei bagarini di console e in particolare di PS5 riguarda da vicino anche il Giappone, ormai, dove la macchina Sony risulta sempre difficile da trovare, sebbene non ai livelli disperati di altri paesi, ma alcuni rivenditori stanno adottando diverse strategie per cercare di combattere questa abitudine, come una soluzione particolare adottata da Nojima Denki.

Secondo varie segnalazioni di utenti giapponesi che hanno avuto a che fare con il negozio Nojima Denki, pare che quest'ultimo adotti in sistema molto semplice e artigianale per scoraggiare la pratica del bagarinaggio: scrivere il nome dell'acquirente sulla scatola di ogni PS5.

PS5, la domanda continua a superare ampiamente l'offerta
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Con una soluzione che sicuramente prende un po' di tempo e può non risultare molto pratica all'interno di negozi di ampie dimensioni, ma che sembra funzioni bene a scongiurare il problema, gli addetti alla vendita ogni volta scrivono il nome dell'acquirente sulla scatola e (pare) anche all'interno di questa, utilizzando sia pennarelli che penne a sfera, in modo da incidere anche lievemente la superficie.

Questo comporta sia la possibilità di verificare velocemente se il prodotto corrisponde all'acquirente, sia soprattutto un eventuale problema di privacy per coloro che intendono poi rivendere la console in grandi quantità. Lo scalper, infatti, preferisce solitamente mantenere l'anonimato o comunque non spargere il proprio nome reale in giro più di tanto, considerando la zona grigia in cui si muove e in generale il modo piuttosto negativo con cui è visto in questo periodo.

L'iniziativa di Kojima Denki dovrebbe dunque funzionare a dovere per scoraggiare l'acquisto in massa di console da rivendere poi sul mercato secondario, anche se forse non è molto semplice da adottare in termini di organizzazione, oltre ad essere potenzialmente poco ben accetta dagli acquirenti che probabilmente preferiscono non avere la scatola "marchiata", anche se con la domanda di PS5 che c'è attualmente è probabile che passino volentieri sopra a una piccolezza del genere.

Nel frattempo, è emerso che Sony e TSMC potrebbero aprire una fabbrica di chip in Giappone proprio per garantire un apporto più regolare di PS5 sul mercato, mentre in America si adottano sistemi alquanto dubbi come il fatto di dover pagare 200$ extra prima di poterla comprare, da Best Buy.