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Resident Evil: Code: Veronica avrebbe influito negativamente sulla serie, secondo un ex dirigente di Capcom

Miguel Conti, ex responsabile senior della produzione globale di Capcom, ritiene che Resident Evil: Code Veronica abbia avuto un'influenza negativa sull'evoluzione della serie

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   21/10/2026
Un momento di Code Veronica
Resident Evil: Code Veronica X
Resident Evil: Code Veronica X
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Resident Evil: Code Veronica avrebbe avuto un'influenza negativa sulla serie, spingendola sempre più verso l'azione. È questa l'opinione espressa da Miguel Conti, ex responsabile senior della produzione globale dell'azienda giapponese, attraverso una serie di post sui social network successivamente cancellati. Le sue dichiarazioni, riprese da GamesRadar, offrono uno spunto di riflessione interessante sull'evoluzione della saga e sulle scelte che hanno portato alcuni capitoli ad allontanarsi progressivamente dalle atmosfere survival horror delle origini.

Azione

Conti è entrato in Capcom nel 2007, arrivando nel corso degli anni a ricoprire incarichi di responsabilità. Nei suoi interventi ha sottolineato il legame tra Code: Veronica e i successivi Resident Evil 5 e Resident Evil 6, due episodi essenzialmente action. Secondo l'ex dirigente, il percorso che ha condotto a questi giochi sarebbe iniziato proprio con il capitolo pubblicato originariamente nel 2000.

"Tutti citano sempre i primi tre Resident Evil e sembrano dimenticarsi di Code: Veronica. C'è una linea diretta che collega CV a RE 5 e 6: CV è il gioco in cui la serie ha perso la bussola, cercando di stipare quanti più luoghi e intrecci narrativi possibile in un disco per Dreamcast", ha affermato Conti.

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L'ex dirigente ha riconosciuto che molti sviluppatori considerano Code: Veronica il migliore dei capitoli precedenti a Resident Evil 4, ma ha dichiarato di preferire nettamente Resident Evil 2. Il suo giudizio non riguarda soltanto la struttura narrativa del gioco, ma anche il tono generale dell'esperienza. Conti ha infatti descritto la sequenza cinematografica iniziale come "una vera e propria imitazione di Die Hard e John Woo, senza nulla di horror", evidenziando una direzione che, a suo parere, anticipava l'impostazione più spettacolare dei successivi episodi. Del resto Hideki Kamiya, il director del gioco, non ha mai nascosto di odiare l'horror e di aver riempito Resident Evil 2 di ciò che più gli piaceva all'epoca, in particolare il cinema di serie B americano.

Giudizio di parte

L'ex dirigente ha comunque riconosciuto di non essere proprio super partes sull'argomento: "Niente contro i fan di CV, ma vedere come abbia avuto un'influenza diretta e negativa sullo sviluppo della serie significa che sono prevenuto nei suoi confronti. Prendete le mie considerazioni con le pinze".

Il giudizio è interessante perché Code: Veronica occupa una posizione particolare nella storia del franchise. Pur essendo talvolta trascurato nelle discussioni sui capitoli principali, il gioco approfondisce Chris e Claire Redfield e, per alcuni appassionati, rappresenta persino il vero terzo episodio della saga, contro il più criticato Resident Evil 3: Nemesis del 1999. Il dibattito potrebbe tornare d'attualità anche grazie ai piani di Capcom per il futuro. L'azienda ha infatti annunciato un remake intitolato Resident Evil Veronica, previsto nel 2027 per PC, PlayStation 5, Xbox Series X e S e Nintendo Switch 2. Al momento non è stata comunicata una data di uscita precisa.

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