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Gli schermi piatti costano sempre meno: prezzi di OLED e LCD in calo, ma l'innovazione?

Omdia rileva un'accelerazione del deprezzamento dei flat panel display (FPD), con benefici per i costi di produzione di OLED e LCD.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   11/02/2026
TV Samsung

Il settore dei display sta attraversando una fase di trasformazione legata al ciclo di vita delle fabbriche e alla diminuzione del peso del deprezzamento nei conti dei produttori. Le ultime analisi pubblicate da Omdia mostrano come il valore contabile delle attrezzature per la produzione di pannelli a schermo piatto stia scendendo più rapidamente rispetto al passato.

Questo andamento permette ai produttori di OLED e LCD di ridurre una delle principali voci di costo, migliorando la sostenibilità economica delle linee esistenti. Secondo le stime, il deprezzamento crescerà con un tasso annuo composto di oltre il nove per cento tra il 2021 e il 2028, mentre la capacità pienamente deprezzata raddoppierà passando da circa centosessanta a quasi trecento milioni di metri quadrati.

Cosa comporta il deprezzamento degli impianti FPD

L'impatto più evidente riguarda le linee LCD, che rappresentano la quota maggiore della produzione globale. La capacità completamente deprezzata dovrebbe crescere del sessanta per cento entro il 2028. Questo risultato deriva dalla rapida costruzione delle fabbriche Gen 10.5 tra il 2017 e il 2022. Gli asset di questa categoria, privi di deprezzamento fino al 2024, raggiungeranno quasi l'ottanta per cento entro la fine del periodo considerato. La progressiva uscita del costo di ammortamento dai bilanci permette ai produttori di gestire i prezzi in modo più flessibile, soprattutto in un mercato estremamente competitivo.

Secondo le proiezioni, entro il 2028 la quota di impianti FPD ammortizzati supererà ampiamente quella dei nuovi impianti. Questo trend favorisce la stabilità dei prezzi, ma solleva interrogativi sulla velocità con cui vedremo innovazioni radicali nel settore.
Secondo le proiezioni, entro il 2028 la quota di impianti FPD ammortizzati supererà ampiamente quella dei nuovi impianti. Questo trend favorisce la stabilità dei prezzi, ma solleva interrogativi sulla velocità con cui vedremo innovazioni radicali nel settore.

Un percorso simile riguarda gli impianti coreani dedicati alla tecnologia White OLED e alla Quantum Dot OLED. Anche in questo caso la quasi totalità delle attrezzature risulterà deprezzata entro il 2028. Secondo Omdia, questo passaggio ridurrà in modo significativo le spese operative e permetterà ai produttori di rafforzare la redditività delle linee dedicate a televisori e monitor di grande formato. La stessa dinamica interesserà la capacità Gen 6 e i substrati più piccoli utilizzati per gli OLED RGB con maschera FMM destinati agli smartphone, che passeranno dal dieci per cento a oltre il sessanta per cento di deprezzamento.

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L'importanza di questo fenomeno è legata ai costi imponenti degli impianti di produzione. La realizzazione di una fabbrica può richiedere investimenti nell'ordine di diversi miliardi di dollari e il deprezzamento rappresenta spesso fino a un terzo del costo totale di produzione. La progressiva diminuzione degli ammortamenti residui consente ai produttori di operare con tassi di utilizzo meno rigidi, di ampliare il mix di prodotti e di mantenere margini positivi anche in fasi di forte pressione sui prezzi. L'attenuazione degli investimenti in nuove fabbriche LCD e OLED negli ultimi anni ha accelerato ulteriormente questa traiettoria.

Esistono tuttavia delle eccezioni. Le nuove fabbriche Gen 8.6 dedicate agli OLED RGB, attualmente in costruzione in Corea e in Cina, non beneficeranno del deprezzamento prima del prossimo decennio. Questa condizione spingerà i produttori a mantenere alti i livelli di utilizzo e a diversificare la produzione per distribuire i costi fissi su una quantità maggiore di pannelli. La distanza temporale rispetto alla piena ammortizzazione renderà queste linee più sensibili alle oscillazioni della domanda e richiederà pianificazioni più accurate.

Il quadro complessivo mostra un settore che punta a ottimizzare le strutture esistenti piuttosto che lanciarsi in nuovi cicli di costruzione. La crescita della capacità ormai deprezzata potrebbe influenzare l'andamento dei prezzi dei pannelli nei prossimi anni, soprattutto in un mercato che continua a integrare display di grandi dimensioni in televisori, monitor professionali e dispositivi mobili. La possibilità di ridurre i costi fissi e di ampliare la flessibilità produttiva rappresenta un vantaggio evidente per i grandi operatori, che cercano di mantenere stabilità in una fase caratterizzata da margini limitati e ciclicità elevata.