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Secondo Claudio Martelli, i videogiochi allenerebbero alla violenza e sarebbero la causa dei disordini di piazza

Claudio Martelli vede nei videogiochi una delle cause dei disordini di piazza, perché allenerebbero i giovani alla violenza.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   21/10/2026
Claudio Martelli in foto

"Tenere a bada centinaia di ragazzini scatenati come quelli e non va sottovalutata la loro capacità di violenza. Perché è notevole, perché sono allenati ai videogiochi che non sono più giochi, sono giochi violenti. Li fanno con la leggerezza con cui si gioca, ma il contenuto è di una violenza difficilmente domabile." Parola di Claudio Martelli, politico e giornalista italiano classe 1943, craxiano di ferro che dagli anni 80 ha ricoperto diversi ruoli di primo piano, da quello di vicesegretario del PSI (1981), a quello di vicepresidente del consiglio (1989-1991), per arrivare a quello di ministro di grazia e giustizia (1991-93).

Tra le sue imprese si ricorda la condanna a 8 mesi di reclusione nel 2000 per tangenti, con la pena sospesa con la condizionale dopo la confessione: aveva ricevuto 500 milioni di lire in contanti da Carlo Sama nel caso della maxitangente Enimont, il principale processo giudiziario della stagione di Mani pulite.

Nelle scorse ore era tornato in auge per aver bestemmiato in diretta su Raidue, durante la trasmissione Filorosso condotta da Antonino Monteleone. Il motivo dell'imprecazione verso il divino è stato Antonio di Pietro, reo di averlo interrotto mentre parlava.

Una situazione complessa

Il nostro, non contento della fama ritrovata bestemmiando, ha deciso di spiegare le violenze di piazza degli scorsi giorni attribuendo parte della colpa ai videogiochi, che sarebbero sostanzialmente delle palestre per i violenti.

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I fatti cui fa riferimento Martelli ssono gli scontri in piazza di Milano, con il centro della città che è diventato teatro di vera e propria guerriglia urbana, tra sassi lanciati alla polizia, vetrine sfondate e irruzione nei negozi. Attualmente i fermati sono stati 160, di cui l'80% minorenni.

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Le violenze vanno inquadrate nell'ambito delle proteste scoppiate in tutta Europa, legate ai soldi destinati al riarmo degli stati europei, sottratti al welfare e ad altri ambiti socialmente più rilevanti, e a varie questioni impellenti, come il carovita e l'aumento del prezzo del carburante.

Insomma, lo scenario è decisamente complesso e non è possibile esaurirlo nel contesto di questa notizia, ma proprio per questo quella di Martelli ci è sembrata una spiegazione semplicemente inaccettabile, non tanto per l'attacco ai videogiochi (ormai ci siamo abituati e abbiamo la nostra bella pelliccia sullo stomaco), quanto perché li usa per banalizzare un momento storico che richiederebbe riflessioni e provvedimenti ben più incisivi dell'andare alla ricerca di un caprio espiatorio, buono per darsi pacche sulle spalle nei salotti televisivi.

Fortunatamente, nel caos generale il mondo ha potuto conoscere a ammirare il Goku di Nizza.

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