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Le traduzioni dal giapponese sono troppo semplicistiche, dice il creatore di Dragon Quest

In tanti amano i videogiochi giapponesi, ma in pochi parlano giapponese, quindi una traduzione è obbligatoria per potersi godere le opere nipponiche: per il creatore di Dragon Quest, però qualcosa viene perso in traduzione.

NOTIZIA di Marie Armondi   —   10/03/2026
Yuji Horii, creatore di Dragon Quest

Localizzare un videogioco è complesso. C'è da considerare lo stile dell'autore originale, bisogna capire come trasmettere lo stesso significato esplicito ma anche gli stessi sottintesi e bisogna cogliere riferimenti non così scontati. Purtroppo, alle volte non tutto può essere fatto perfettamente e non per colpa dei traduttori, ma per colpa della lingua.

Ad esempio, il creatore di Dragon Quest Yuji Horii ha affermato che nel passare dal giapponese all'inglese qualcosa viene perduto, per colpa dell'inglese.

Le parole di Yuji Horii

Parlando con Famitsu, in una traduzione dal giapponese all'inglese di Automaton (sì, notiamo l'ironia), Horii ha affermato: "Quando si tratta dell'inglese, le sfumature tendono a perdersi in molti modi".

"Le cose inevitabilmente finiscono per suonare semplicistiche." Ovviamente è solo l'opinione di Horii, ma dopo decenni passati a creare grandi GDR in giapponese poi tradotti in inglese, supponiamo abbia accumulato sufficienti prove di questa tesi.

I giovani d'oggi non si appassionano a Final Fantasy o Dragon Quest perché i tempi di sviluppo sono lunghi? I giovani d'oggi non si appassionano a Final Fantasy o Dragon Quest perché i tempi di sviluppo sono lunghi?

Aggiunge però che oramai ha "accettato che l'inglese è una lingua semplice, quindi non ci si può fare nulla". L'impressione è che per l'autore di Dragon Quest sia comunque una sconfitta che si può solo accettare. Ciò detto, Horii parla specificatamente dell'inglese, quindi forse le traduzioni italiane potrebbero essere considerate migliori, se mai le analizzasse.

Segnaliamo infine che una città ha nominato l'autore di Dragon Quest come suo "ambasciatore turistico".