Xbox, The Initiative: l’asso nella manica di Microsoft in vista della next-gen? 90

Microsoft non ha ancora tolto il velo al primo progetto di The Initiative, ma nel frattempo il numero di talenti entrato a far parte del nuovo studio è in continua crescita. Sarà una risorsa chiave per il marchio Xbox nella prossima generazione?

NOTIZIA di Davide Spotti —   24/07/2019

Non se ne sentiva parlare da un po' di The Initiative, il nuovo studio di sviluppo di Microsoft impegnato nella creazione di nuove proprietà intellettuali che arricchiranno il catalogo Xbox negli anni a venire. La nuova compagine guidata da Darrell Gallagher (ex Crystal Dynamics e Activision) fino a questo momento ha agito dietro le quinte, mettendo a colpo una serie di "colpi di mercato", come li potremmo definire se si stesse parlando di una società sportiva.

Sì perché nel corso del tempo la nuova compagine americana si è arricchita di ottimi talenti provenienti da molte delle realtà più affermate dell'industria. Una strategia che evidentemente lascia presagire ambizioni molto importanti e l'intenzione di stupire gli appassionati con qualcosa di speciale. Gli ultimi tasselli provengono nientemeno che da Sony Santa Monica e Naughty Dog, tanto per rimarcare quali sono i valori produttivi ai quali sembra ambire la nuova realtà assemblata da Microsoft.

Non a caso si è già parlato di The Initiative come di una sorta di dream team in chiave videoludica, una raccolta di talenti talmente vasta e mirata che, almeno sulla carta, sembrerebbe proiettare lo studio al vertice del nutrito panorama che popola Xbox Game Studios. Certo, nel pacchetto ci sono molti studi già navigati tra cui Obsidian, Ninja Theory, Playground Games, inXile, affiancati a realtà da tempo annesse a Microsoft come 343 Industries, Rare e The Coalition. E non dimentichiamoci nemmeno della recente acquisizione di Double Fine, annunciata ufficialmente all'E3 2019. Ciò nondimeno la sensazione è che The Initiative possa effettivamente essere la "next big thing" in casa Microsoft, in vista dell'approdo sul mercato di Xbox Scarlett a fine 2020.

L'elenco dei professionisti che hanno deciso di imbarcarsi in questa nuova avventura è davvero ricco. Il primo a unirsi al progetto è stato Brian Westergaard, lead producer di Santa Monica Studio sull'ultimo capitolo di God of War ma anche senior producer di Rise of the Tomb Raider. Rimanendo dalle parti di Crystal Dynamics, nella squadra ci sono anche per Daniel Neuburger e Lindsey Mc Queeney, rispettivamente co-director e senior recruiter di Tomb Raider e Rise of the Tomb Raider. McQueeney vanta inoltre un ruolo come Assistant Director di Kingdoms of Amalur: Reckoning, l'action RPG ideato da Ken Rolston e pubblicato per PC, PS3 e Xbox 360 nel 2012.

Da ricordare anche la partecipazione dello sviluppatore italiano Christian Cantamessa, che ha preso parte in qualità di sceneggiatore a progetti come Red Dead Redemption, La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor e L'Ombra della Guerra. E ancora Blake Fischer, accreditato per titoli di spessore come The Witcher 3, Dead Rising, Ninja Gaiden, Rise of the Tomb Raider, The Elder Scrolls IV: Oblivion e Killer Instinct. Nell'ultimo anno sono stati ufficializzati anche altri acquisti di un certo peso: nell'ordine Tom Sheperd (technical director di Rockstar Games), Drew Murray (game director di Sunset Overdrive), Chris O'Neill (God of War, Metal Gear Solid V: The Phantom Pain) e Victoria Miller (producer di Sony).

A questi nomi si sono poi aggiunti anche Ian Miller, Kai Zheng, Chris O'Neill e Ray Yeomans, level designer dell'ultimo capitolo di God of War. Dagli ambienti di Sony proviene Fiona Cherbak, che si occuperà di selezionare nuovi talenti per impreziosire ulteriormente le già ottime basi di partenza dell'azienda. Infine Robert Ryan, senior designer che nel proprio curriculum vanta esperienze con Motive e Naughty Dog.

Insomma, per provenienza e competenze pregresse, sembra evidente che The Initiative si stia concentrando sulla creazione di nuove avventure tripla A di carattere narrativo, che permetteranno a Microsoft di migliorare la propria offerta andando a sondare anche quel target di pubblico ancora interessato alle esperienze di gioco single player. Vedremo se tanto potenziale sarà sfruttato a dovere, un po' come capita a quelle squadre che dopo una campagna acquisti faraonica devono trovare le giuste sinergie per riuscire far convivere tanti campioni sotto allo stesso tetto.

Voi cosa ne pensate? Viste le premesse The Initiative potrebbe diventare la punta di diamante first party di Microsoft nei prossimi anni? Parliamone.

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