Un nuovo Jurassico 11

Tutto cambia perché nulla cambi: Spiral Games ci riprova tra inediti contenuti e la mediocrità di un tempo...

RECENSIONE di Luca Olivato   —   23/04/2013

Un anno fa lo sviluppatore indipendente Spiral Games proponeva al pubblico il vituperato ORION: Dino Beatdown, massacrato da critica e pubblico per un'interminabile lista di bug che ne tradiva uno stato esageratamente embrionale. Ebbene quel gioco non esiste più, visto che con l'ultimo aggiornamento-espansione-seguito ha cambiato persino nome, trasformandosi in ORION: Dino Horde. La notizia positiva è che i temerari che si erano lasciati ammaliare dai dinosauri della copertina potranno usufruire delle migliorie apportate dalla patch senza essere costretti a sborsare nuovamente i 10,99€ necessari all'acquisto su Steam. Il cambio di nome partorito dalla diabolica mente di David Prassel, deus ex machina di Spiral, è figlio della catastrofica reputazione attribuita a Beatdown dall'oramai insindacabile Metacritic: difatti sarebbe stato difficile risollevare le sorti di un titolo il cui voto medio (che peraltro il nostro Simone Tagliaferri aveva contribuito ad abbassare) si attesta sui 36/100.

Missione fallita, dacché il popolare sito di aggregazione ha deciso di mantenere la valutazione del progetto iniziale semplicemente cambiando la denominazione del gioco: scelta che, alla luce di quanto siamo riusciti a provare, ci è sembrata sensata. Dino Horde non rappresenta né un gioco nuovo né tantomeno quello che Beatdown avrebbe voluto/dovuto essere al momento del lancio, ma una tappa intermedia verso quello che si spera possa diventare una versione finale e meno approssimativa (pare che la software house abbia in cantiere il prossimo Dino Prelude). Il lavoro degli sviluppatori è comunque lodevole, considerando la quantità di miglioramenti e novità introdotte, di cui cercheremo di dare una breve panoramica. Anzitutto ci sono quattro nuove modalità di gioco, che si aggiungono all'ipnotica Survival, zoccolo duro dell'intera produzione le cui meccaniche, pur rifinite con la patch, restano fondamentalmente quelle descritte nella nostra recensione di un anno fa.

Nuovi modi per farsi del male

La più particolare si chiama T-Rex Rampage e prende alcuni spunti dal titolo rivale Primal Carnage: cinque giocatori devono vedersela con un Tirannosauro controllato da un sesto utente, con lo scopo di rubare tre uova dal nido del lucertolone e riportale in una zona sicura. Chi controlla il bestione potrà rigenerare la propria salute mangiando i velociraptor o gli assalitori umani, e non dovrà preoccuparsi degli altri dinosauri presenti sulla mappa. Le rimanenti riguardano il PvP e, pur chiamandosi in modi diversi, rispecchiano tre varianti dei classici deathmatch e capture the flag. Rocketeer (destinato ai soli assaltatori) è un tutti contro tutti in cui le armi principalmente utilizzate sono lanciagranate e lanciamissili con la possibilità di indossare dei jetpack per portare attacchi dall'alto; Ninja Nippers (dove si possono utilizzare solo i ricognitori) vede contrapposte due squadre e predilige azioni chirurgiche e ragionate, favorite dalla possibilità di indossare tute invisibili e di impugnare fucili in grado di uccidere con un solo colpo; Dude Huge (limitato alle classi di supporto) è infine il classico cattura la bandiera.

Da notare che in ogni caso i giocatori dovranno continuare a vedersela anche con gli sciami di dinosauri che movimentano un po' l'azione, altrimenti limitata ad un massimo di dieci persone. Nonostante la buona volontà dei programmatori non si può certo dire che il pubblico abbia accolto calorosamente queste varianti (a parte forse il T-Rex Rampage), considerando che - comprensibilmente - le poche stanze di gioco continuano ad ospitare soprattutto Survival. Troppo scarso l'appeal della modalità competitiva, specialmente considerando le alternative, spesso anche gratuite, offerte dal mercato. Il changelog prosegue con l'aggiunta di sei nuovi modelli di dinosauro che si vanno a sommare ai tre di Beatdown: ad attendere i giocatori nelle arene ci saranno pertanto anche i minuti compsognati, i robusti triceratopi, gli stegosauri, i dilofosauri, i noiosi pteradonti e i letali spinosauri. Per quanto la fauna di ORION: Dino Horde sia ora decisamente meglio assortita, è purtroppo ancora affetta dal morbo delle pessime animazioni: ad eccezione degli esemplari più piccoli e veloci infatti, i rettiloni continuano a muoversi in modo molto legnoso e tutt'altro che naturale.

Rimpolpato anche l'arsenale con l'aggiunta di otto nuove armi e due veicoli da combattimento. Aggiunte infine anche sul fronte delle mappe, il cui numero complessivo sale a sette. I miglioramenti sono tangibili un po' ovunque, ma partendo dalla povertà di contenuti dell'originale non era poi così difficile far di meglio. Purtroppo però gli sforzi profusi dai designer non sono stati ancora sufficienti per garantire un'esperienza di gioco dignitosa: diversi bug, soprattutto a livello grafico, sono scomparsi, ma rimangono alcune crepe nel net-code che, per quanto riveduto e corretto, soffre ancora di altalenanti rallentamenti e porta in qualche sporadico caso ad essere espulsi senza motivo apparente dalle lobby di gioco. Allo stesso modo di tanto in tanto si verificano compenetrazioni di poligoni in cui il giocatore rimane incastrato alla mercé delle orde di nemici: in questi casi per proseguire la partita l'unica speranza è quella di essere sollevato da uno pterodattilo, altrimenti non resta che lasciarsi uccidere per essere reinserito sul campo di battaglia nel turno successivo.

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Grafica preistorica?

Dal punto di vista grafico ci troviamo di fronte ad un titolo dozzinale, soprattutto se paragonato agli standard odierni, impreziosito solo da una buona realizzazione dei dinosauri (anche se le solite gole profonde sostengono siano stati "troppo" ispirati da quelli del succitato Primal Carnage) e da un frame rate che, quando tutto funziona a dovere, si attesta su buoni livelli. Decisamente privi di mordente i modelli di armi, mezzi e giocatori, sin troppo anonimi. Non sempre all'altezza delle aspettative il level design: alcune arene sono ben strutturate, mentre altre sembrano buttate la solo per far numero.

Di certo texture ed effetti ambientali non rientrano nel novero di quelli che fanno strappare i capelli e anzi in più di un'occasione ci è sorto il dubbio di aver lanciato un mod per la versione 2004 di Unreal Tournament piuttosto che un titolo stand-alone sviluppato sull'ultima release del famoso motore di Epic. Si solleva dalla mediocrità la colonna sonora, ben realizzata, mentre gli effetti sembrano essere recuperati alla bell'e meglio da qualche altra produzione di serie B. A questo punto dovrebbe essere ben chiaro che nemmeno in questa nuova reincarnazione il lavoro di Spiral Games merita di essere preso in grossa considerazione. Le nuove modalità non aggiungono un granché all'esperienza di un titolo che rimane povero di contenuti. Si sarebbe potuto produrre uno sforzo maggiore arricchendo l'offerta in single player, che rimane assolutamente inutile considerando la mancanza di bot, o raffinando ulteriormente le meccaniche del survival mode che, ad onor del vero, ha saputo crearsi una nicchia di fedelissimi che saranno felici di poter mettere le mani sull'aggiornamento. A tutti gli altri giocatori consigliamo invece di aspettare le prossime release (Prassel ha promesso due DLC gratuiti per l'estate e update con cadenza bisettimanale) che potrebbero permettere a ORION: Dino Horde di superare l'asticella della sufficienza, che al momento sembra ancora difficile da raggiungere.

Digital Delivery: Steam Presso: 10,99€
Multiplayer.it

5.0

Lettori (8)

7.3

Il tuo voto

La tenacia con cui un gruppo di sviluppatori sta facendo crescere il proprio progetto merita di essere giudicata senza l'accanimento, figlio dell'esasperante numero di bug, con cui Beatdown era stato accolto dai giocatori. Le migliorie sono evidenti ma non permettono a ORION: Dino Horde di sollevarsi dalla mediocrità, nonostante alcune idee di base siano stuzzicanti. Se Spiral Games proseguirà su questa strada potrà infine guadagnarsi uno spicchio di fan in un panorama estremamente affollato come quello degli FPS Online.

PRO

  • Modalità Survival interessante
  • Buoni i modelli dei dinosauri
  • Migliorie rispetto al titolo di partenza

CONTRO

  • Le nuove modalità sembrano essere state messe solo per far numero
  • Realizzazione tecnica al di sotto della media
  • Pochezza di contenuti

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • OS: Windows 7 Professional 64 bit
  • CPU: Intel Core i7-2600K
  • RAM: 16 Gbyte
  • GPU: NVIDIA GeForce GTX 680
Requisiti minimi
  • Sistema operativo: Windows XP SP2, Vista o Windows 7
  • Processore: Dual Core 2.0Ghz o superiore
  • RAM: 2 GB
  • Scheda video: da 256MB con supporto per Shader Model 3
  • Spazio su disco: 8 GB
  • DirectX: 9.0c
  • Scheda sonora: compatibile con DirectX 9.0c
  • Altro: richiesta connessione a internet
Requisiti consigliati
  • Processore: Quad Core 2.6Ghz o superiore
  • RAM: 3 GB
  • Scheda video: da 512MB con supporto per Shader Model 3