Wrestlemania

I campioni della WWE tornano sui ring elettronici grazie a WWE 2K15

RECENSIONE di Massimo Reina   —   26/11/2014
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Puntuale come sempre, la WWE ritorna anche quest'anno nella sua incarnazione videoludica per eccellenza, grazie al rinnovato impegno di due team veterani dello sviluppo sportivo e ovviamente del wrestling come Visual Concepts e Yuke's. Lo sport-spettacolo per eccellenza, in chiave elettronica ha saputo ormai assumere di stagione in stagione i tratti di una qualsiasi simulazione sportiva che arriva all'appuntamento annuale con gli appassionati portando con sé un bagaglio di migliorie, nomi nuovi ed extra. Anche se in questa edizione, lo diciamo subito, le cose appaiono un po' differenti: come vedremo più avanti nel dettaglio, infatti, WWE 2K15 fa registrare degli ulteriori passi in avanti in termini di estetica e di gameplay, con quest'ultimo maggiormente orientato verso la simulazione totale; ma anche qualche parziale passo indietro in quelle che da sempre costituiscono una componente importante del franchise, vale a dire le modalità e la personalizzazione. Ma procediamo con ordine e vediamo di analizzare tutti gli elementi più interessanti della produzione.

WWE 2K15 punta quest'anno su un gameplay più simulativo e sulla nuova modalità Carriera

Diventare una stella

A livello prettamente contenutistico, WWE 2K15 offre il solito corposo numero di modalità della serie (ma non manca qualche importante defezione, come la four-man Hell in a Cell, o i Ladder e gli Handicap match), a cominciare dalla tradizionale Esibizione, all'interno della quale si può poi scegliere fra una miriade di ulteriori opzioni (molte delle quali personalizzabili): lottare in match uno contro uno, in scontri 4-Man o 6-Man, in un Triple Threat, nella Royal Rumble, o disputare tornei come il King of the Ring o riservati ai Tag Team.

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E ancora, è possibile scegliere di cimentarsi in scontri validi per svariati titoli, molti dei quali anche del passato legati per esempio alla ECW o alla WCW, e così via. Se invece l'utente vuole cimentarsi in modalità strutturalmente più articolate e calarsi meglio all'interno dell'universo della WWE, allora deve guardare a 2K Showcase, alla nuova modalità Carriera e a Universe. La prima permette agli appassionati di rivivere le rivalità tra John Cena e CM Punk tra il 2011 e il 2013, e tra Shawn Michaels e Triple H tra il 2002 e il 2004. La sezione è infatti suddivisa in due porzioni, ognuna delle quali vede protagonisti gli eventi principali riguardanti le faide sopra citate, che vengono "raccontate" attraverso una serie di filmati dal classico stile "emotional" provenienti dal repertorio della WWE, e arricchiti dai commenti delle superstar. Ci sono ovviamente gli incontri veri e propri, per un totale di trentatré match, dove i giocatori sono chiamati a completare una serie di obiettivi storici, ottenendo in cambio dei bonus che consentono di sbloccare nuovi elementi di gioco, compresi titoli e ring attire. In questo modo si possono rivivere da protagonisti incontri come il Triple threat match di SummerSlam del 2012, che vedeva lo Straight-Edge Savior CM Punk impegnato a difendere il titolo di WWE Championship contro Big Show e John Cena, oppure lo Unsanctioned Street Fight match del 2002 tra il Re dei Re e il Ragazzo che spezza i cuori.

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Attraverso il Season Pass c'è poi la possibilità di arricchire 2K Showcase acquistando tre DLC contenenti nuovi scenari dedicati a Randy Orton e Christian, a Mark Henry e al grandioso Ultimate Warrior. Tornando invece a parlare di quanto contenuto all'interno del disco, abbiamo la nuova modalità La Mia Carriera, esclusiva next-gen che trae ispirazione dall'omonima presente nei titoli della serie NBA 2K. In parole povere, il videogiocatore veste i panni di una superstar creata dal nulla, seguendone poi la carriera nella WWE dagli esordi fino all'Olimpo dello show. Si parte dal Performance Center di Orlando con una serie di allenamenti e di obiettivi da raggiungere sotto la guida dell'ex stella del wrestling Bill DeMott, per poi iniziare la scalata vera e propria dalla NXT, territorio di sviluppo della federazione di Stamford per i futuri talenti, fino al roster principale, giunti nel quale bisogna vedersela con le star più quotate. Per scalare la vetta bisogna però lavorare duramente, da un lato aumentando i propri attributi fisici, acquisendo nuove abilità tecniche, competenze e mosse attraverso allenamenti mirati e incontri dove raccogliere dei punti appositi e della moneta virtuale. Dall'altro scendere quando serve a patti col Diavolo, vale a dire la General Manager Vickie Guerrero, creare alleanze o scatenare rivalità, cambiare attitudine da face a heel o viceversa, e così via. Il tutto combattendo ovviamente anche sui ring delle principali arene della WWE, dagli show settimanali legati a Raw e SmackDown, ai pay-per-view più importanti quali per esempio SummerSlam o WrestleMania. Con la connessione internet sempre attiva è addirittura possibile consentire o meno l'invasione fino a un massimo di cinque amici nella propria carriera coi loro alter ego virtuali, e di fare altrettanto, per incroci e sfide originali all'interno del mondo di gioco.

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Curiosità

WWE 2K15 propone un roster formato da una quarantina di lottatori. Gli atleti, parecchi dei quali da sbloccare, sono suddivisi tra Superstar, Divas e Leggende, e comprendono fra gli altri il World Heavyweight Champion Brock Lesnar, il campione Intercontinentale Luke Harper e i vari Roman Reigns, Triple H, Kane, The Undertaker, Randy Orton, Daniel Bryan, Rusev, Bray Wyatt, John Cena e l'indimenticato Ultimate Warrior. Inoltre non mancano alcuni dei grandi della storia del wrestling americano come per esempio "Stone Cold" Steve Austin, Sting, Hulk Hogan e Shawn Michaels. A questi combattenti si aggiungono quelli che saranno resi disponibili nelle prossime settimane tramite DLC, e quelli ricreabili con l'editor interno.

L’universo della WWE

La Mia Carriera è abbastanza interessante, ma alla lunga può risultare un po' ripetitiva fra i (troppi) dark match, i "dialoghi" che si svolgono quasi esclusivamente attraverso delle finestre di pop-up, la mancanza di elementi di contorno nel backstage che immergano di più l'utente nel gioco, e una certa difficoltà nel far crescere il proprio wrestler.

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Per farlo bisogna infatti disputare molte partite prima di poter guadagnare i punti necessari per migliorarlo, e se si perdono troppi incontri è facile rimanere bloccati a combattere con lo stesso gruppo di lottatori per tanto tempo, senza la possibilità di partecipare agli eventi principali. Ed è pertanto facilmente intuibile come il rischio noia, se non si hanno molta passione e pazienza, sia dietro l'angolo. Ad ogni modo, a completare l'offerta dal punto di vista dei contenuti, ci sono poi le modalità Universe e Online. La prima è ancora una volta l'anima gestionale della produzione, visto che il videogiocatore è chiamato a vivere una stagione praticamente infinita dove l'unico limite può essere legato alla sua stessa fantasia. Di fatto l'utente può costruire i suoi show come meglio crede, programmando le storie degli atleti nei vari spettacoli, decidendo la struttura settimanale degli eventi, il roster, le rivalità e la loro durata, i pay-per-view, e così via. Per quanto concerne il comparto online di WWE 2K15, le opzioni disponibili sono in buona parte le stesse di sempre, a parte un paio di tagli anche qui. Purtroppo a causa del perdurare di alcuni problemi sui server del gioco non ci è stato possibile testarlo a dovere, ragion per cui non ce la sentiamo di esprimere un parere in un senso o nell'altro. Via rete è comunque sempre possibile condividere le proprie creazioni realizzate con l'editor interno del gioco. Questi ha purtroppo parecchie funzioni in meno rispetto al passato, ma cerca in parte di bilanciare le defezioni con qualche novità. Non si possono per esempio più editare le arene, le musiche d'entrata delle star, le finisher, oppure creare storie originali e personaggi femminili, ma di contro si possono modellare fino a venticinque nuovi combattenti maschi ultra dettagliati, e modificare in parte le Superstar esistenti. Inoltre è stata implementata una nuova feature che consente di importare dalla community dei loghi personalizzati.

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Trofei PlayStation 4

WWE 2K15 propone 41 Trofei così suddivisi: 30 di Bronzo, 6 d'Argento, 4 d'Oro e 1 di Platino. Per ottenerli bisogna fra le altre cose vincere un match Money in the Bank con una Superstar personalizzata, eseguire con successo una mossa finale al volo, trionfare in almeno 50 match a difficoltà Difficile o superiore in Universe o Esibizione (Singolo), fino a quelli più difficili, come vincere 50 partite classificate o completare tutti gli obiettivi in 2K Showcase.

Un inizio spiazzante

Ma è una volta saliti sul ring che come sempre l'appassionato può finalmente dare sfogo alla sua passione per questo sport, e scoprire le novità più importanti che riguardano ovviamente il gameplay. Da questo punto di vista l'impatto col gioco è decisamente differente rispetto al passato, e nell'insieme il titolo fa registrare un vistoso cambiamento nel ritmo degli incontri, che adesso risultano decisamente più lenti e ragionati in favore di una maggiore credibilità. WWE 2K15 spinge infatti l'acceleratore sul realismo e la simulazione, e anche se all'inizio la cosa può risultare spiazzante per chi è abituato ai vecchi titoli della serie, dopo una manciata di partite e un po' di pratica è facile abituarsi alle nuove dinamiche che regolano quanto avviene sul ring. In tal senso, pad alla mano, si percepiscono da subito i cambiamenti al sistema delle prese, completamente riscritto, che adesso impedisce ai wrestler di iniziare immediatamente a fare mosse spettacolari e figure complicate, ma "costringe" quasi, come nella realtà, a sfidare l'avversario con attacchi semplici. E quando si tenta un clinch si innesca un piccolo minigioco in cui bisogna premere tre dei tasti frontali del joypad, seguendo le indicazioni su schermo sotto forma di icona che indicano una side headlock, una wrist lock o una waist lock. Lo stile di queste fasi ricorda molto quello della morra cinese, e una volta eseguita correttamente un'azione si passa a eseguire una serie di mosse concatenate con l'aiuto dello stick destro per tentare di sottomettere l'avversario. In pratica all'interno di una barra circolare di color azzurro bisogna muovere con la levetta analogica un punto dello stesso colore.

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Quando questi diventa rosso vuol dire che è stato individuato un punto debole nella presa del lottatore avversario. Premendo lo stesso stick come un tasto si deve quindi riempire il cerchio (prima che l'oppositore faccia lo stesso col suo) per mantenere il controllo di una presa e il vantaggio acquisito, oppure per liberarsi ed eseguire una contromossa, in un botta e risposta che dipende molto dall'abilità del videogiocatore e dai suoi riflessi. Tra l'altro gli sviluppatori hanno riprogettato in parte pure il sistema che gestisce la fisica inerente i contatti. Di conseguenza il gioco registra meglio i colpi inferti o subiti, e tiene conto ancora di più delle differenze di peso, sia per inibire l'uso di determinate mosse o prese quando la distanza tra i due wrestler è eccessiva, sia per far si che sia l'atleta più possente, spesso, a sfruttare la sua massa per mettere al tappeto più velocemente un avversario meno dotato fisicamente. In ogni caso la strategia diventa decisiva e bisogna fare molta attenzione a quello che si decide di fare, visto che colpire a caso serve a poco se non a stancarsi inutilmente e a rischiare di subire un rapido contrattacco, così come correre in maniera insensata sul ring fa precipitare verso il basso il valore della stamina, col risultato di fiaccare l'atleta e di renderlo vulnerabile alle contromosse degli avversari, oltre che a indebolirlo nelle sue azioni offensive. La capacità di resistenza di un atleta influisce infatti anche sulla buona riuscita di una reverse, di una chokeslam o di una finisher, giusto per fare degli esempi, rischiando di renderle inefficaci. Non è raro vedere incontri dove un atleta stanchissimo cerca di andare a chiudere il match con le ultime forze che gli rimangono, inseguendo un avversario che a sua volta sfinito tenta di strisciare verso le corde, e di vederlo paradossalmente schienato in un attimo grazie a una disperata quanto efficace azione repentina da parte di quest'ultimo.

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Le nuove integrazioni strategiche e l'inedita visualizzazione dello stato fisico dell'atleta cambiano insomma totalmente l'esperienza del gameplay. Il quale ovviamente non è tutto rose e fiori. La questione stanchezza fisica e vittoria/sconfitta inaspettata a volte può risultare sensata (quante volte nella realtà un "moribondo" Shawn Michaels è riuscito a tirare fuori dal cilindro una sweet chin music e vincere?), altre ci è parsa un tantino forzata, segno evidente che alcune dinamiche legate al rapporto velocità e resistenza andrebbero forse meglio bilanciate in futuro. Inoltre abbiamo notato che col dorsale R2, cioè quello adibito al contromosse, c'è spesso una certa latenza fra il comando impartito e l'esecuzione della mossa, cosa a dire il vero molto fastidiosa vista l'importanza di questa forma di anticipo nell'economia di un match. Senza contare che, ma questo è semmai un "difetto" soggettivo, il ritmo più lento fa si che le partite siano più difficili da giocare e ai livelli di difficoltà più avanzata ci vuole un certo sforzo per vincerle. Ad ogni modo, il titolo è stato concepito nelle sue meccaniche con l'intenzione di incentivare a giocare con tutti i crismi del caso, tant'è che a rendere il tutto più complicato ci si mette anche l'intelligenza artificiale, che dà davvero parecchio filo da torcere al videogiocatore. Grazie a essa il comportamento degli avversari è più aggressivo e attento a quanto avviene sul ring, con tutte le complicazioni del caso.

Come in TV

La lunga disamina di WWE 2K15 non può che concludersi dando uno sguardo al comparto tecnico. Per quanto riguarda la grafica, assistiamo ad un miglioramento notevole rispetto al precedente titolo. Grazie al nuovo Eco Motion, engine che ha debuttato con NBA 2K14 e che garantisce il massimo realismo possibile sulle scansioni facciali e dei corpi, gran parte degli atleti sono stati riprodotti in maniera perfetta in ogni dettaglio, dai volti ai fisici, dai nei alle imperfezioni della pelle, ai tatuaggi, al sudore.

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Certo, qualche "Diva" in particolare e un paio dei lottatori più vecchi non sono molto definiti se paragonati ai loro colleghi maschi o più recenti (lo Shawn Michaels del 2002 sembra vittima di un rigetto di botulino), ma in linea di massima la forza bruta del motore grafico manda a schermo atleti davvero indistinguibili da quelli veri, con tanto di espressioni facciali che cambiano a seconda dell'andamento dell'incontro a sottolineare gioia o dolore, un sistema di gestione delle luci più realistico e animazioni più fluide che nelle precedenti edizioni. In tal senso 2K Games ha svelato che durante il motion capture è stato usato per la prima volta in studio un vero ring WWE, cosa che ha permesso di aggiungere quasi 1000 nuove animazioni (anche se ne servirebbero ancora qualcuna in più). Piccole raffinatezze che danno un ulteriore segno della estrema attenzione al dettaglio degli sviluppatori. Le coreografie pirotecniche, i cambi di inquadratura e la regia generale contribuiscono poi a fare tutto il resto, e a creare la giusta atmosfera per il match. L'attenzione per il particolare coinvolge anche il comparto audio, che punta su una serie di campionamenti dal vivo (perfino dei suoni delle corde) per restituire anche da questo punto di vista tutta l'atmosfera del wrestling americano: musiche di sottofondo, effetti audio, doppiaggio, niente è lasciato al caso. Allo stesso modo si registrano miglioramenti per la telecronaca, con oltre trentacinque ore di nuovo commento ad opera come sempre da Jerry Lawler e Michael Cole, anche se a dire il vero non manca qualche ripetizione di troppo per certe frasi.

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Commento

Versione mostrata PlayStation 4
Multiplayer.it

7.5

Lettori (55)

7.5

Il tuo voto

Il debutto di WWE 2K15 su PlayStation 4 (e Xbox One) non avviene col botto, ma può lo stesso considerarsi tutto sommato positivo, soprattutto considerandolo come il classico capitolo di passaggio tra una generazione e l'altra. Il titolo è infatti privo da un lato di un buon numero di contenuti graditi ai fan storici della serie, offre un roster numericamente inferiore alle aspettative (e poco aggiornato) e presenta una modalità carriera che avrebbe bisogno di essere ravvivata da una serie di elementi in grado di variarne la struttura, in maniera tale da coinvolgere maggiormente e a 360 gradi il videogiocatore. Dall'altro vanta un comparto tecnico davvero bello, modalità interessanti come 2K Showcase e il classico Universe e, sopra ogni altra cosa, un maggiore approccio realistico agli incontri. Fattore che a livello di gameplay lo rende a nostro giudizio forse meno immediato del passato in alcuni aspetti, ma certo anche più interessante da giocare, offrendo all'utenza un nuovo elemento tattico nella gestione del proprio avatar all'interno di match più improntati sulla simulazione.

PRO

  • La giocabilità risulta più fluida grazie ai 60 frame al secondo e ai 1080p
  • La grafica è molto curata, nonostante si notino delle differenze di qualità nella rappresentazione di alcuni atleti rispetto ad altri
  • Ritmo degli incontri lento e ragionato
  • La modalità Carriera ha buone potenzialità...
CONTRO
  • ...ma necessita di qualche ritocco
  • L'editor e alcune modalità di gioco sono state private di opzioni interessanti
  • Le nuove meccaniche potrebbero far storcere il naso ai giocatori meno pazienti o poco predisposti ai cambiamenti
  • Il tasto dorsale adibito alle reverse non funziona sempre a dovere