Il principe degli esagoni

Un puzzle con tante regole da imparare: ne vale la pena?

RECENSIONE di Fabio Palmisano   —   02/03/2015
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La stragrande maggioranza degli sviluppatori impegnati a realizzare un puzzle game per dispositivi mobile cerca sempre di raggiungere il fatidico compromesso tra l'immediatezza delle meccaniche e la profondità del sistema di gioco: quelli di Dinofarm Games non appartengono evidentemente a questa categoria, dato che con il qui presente Auro hanno puntato tutto su una struttura ludica decisamente complessa per gli standard del settore, rivolgendosi dunque a quella nicchia di utenza disposta a "studiare" prima di potersi godere il gameplay vero e proprio. Una scelta di campo ardita, che secondo il nostro giudizio porta con sé uguali dosi di svantaggi e benefici.

Prima il dovere, poi il piacere

La prima cosa che salta all'occhio di Auro è la sua spiccata predisposizione all'otsourcing, con tutte le funzioni accessorie alla componente ludica che vanno fruite tramite servizi esterni all'applicazione: l'introduzione e il filmato di tutorial sono quindi visionabili tramite YouTube, mentre il manuale che spiega le meccaniche di gioco va consultato collegandosi al sito internet del titolo, dal quale è possibile accedere anche alla community dedicata a consigli e suggerimenti.

Il principe degli esagoni
Il principe degli esagoni

Un'evidente testimonianza di come Dinofarm Games sia poco interessata a dettagli quali ad esempio la trama, che infatti è appena abbozzata: il protagonista è dunque il viziato principe Auro, impegnato nel tradizionale rito che segna il passaggio dall'adolescenza all'età adulta. Poco più di una scusa per mettere l'utente di fronte a un puzzle game con caratteristiche roguelike, che però richiede una notevole preparazione prima di essere affrontato. Tanto per capirci, il video che illustra tutte le regole dura la bellezza di 15 minuti, il manuale online è composto da otto sezioni diverse e la modalità tutorial è suddivisa in 31 livelli: una complessità fuori dal comune per un contesto tradizionalmente votato all'immediatezza come quello mobile, e che rappresenta un'autentica barriera all'ingresso per chiunque abbia intenzione di avvicinarsi al prodotto Dinofarm Games. Per dirla in maniera molto brutale, se non siete disposti a investire un paio d'ore solo per capire come giocare, Auro non è decisamente il puzzle game che fa per voi; viceversa, se le sfide impegnative sono il vostro pane quotidiano e non disdegnate un'impostazione ludica di stampo scacchistico, allora il paragrafo successivo stimolerà senz'altro la vostra curiosità.

Auro è un puzzle game intelligente e complesso, dotato però di una curva di apprendimento molto ripida

Il gioco si sviluppa su una griglia formata da esagoni, e lo scopo di ogni livello (che come in ogni roguelike che si rispetti è generato casualmente) è di raggiungere i portali che fungono da uscita eliminando nel frattempo i mostri che ci si parano davanti per ottenere un bonus nel punteggio: per fare ciò è necessario andare addosso agli avversari per farli rimbalzare all'indietro, con l'obiettivo di farli finire nell'acqua che circonda gli stage.

Il principe degli esagoni

Più facile a dirsi che a farsi, dato che il titolo offre una moltitudine di nemici diversi caratterizzati da abilità e resistenze più disparate, svariate variabili che condizionano i propri movimenti sulla griglia e soprattutto un sistema a turni che costringe l'utente a ragionare su tutte le proprie mosse: ad ogni spostamento di Auro di una casella corrisponde infatti un'uguale azione da parte di tutti gli altri personaggi disposti sulla scacchiera, rendendo necessaria un'impostazione mentale capace di prevenire o comunque indirizzare nella giusta direzione i movimenti gestiti dall'intelligenza artificiale. Le abilità offensive del protagonista non si limitano comunque agli spintoni, e ci sono una manciata di magie che però possono essere lanciate in numero limitato e vanno quindi usate con oculatezza: un altro fattore strategico che - assieme a molti altri che evitiamo di descrivere per dovere di sintesi - contribuisce a rendere Auro un'esperienza puzzle molto densa, consigliabile per questo motivo solo ai veri patiti del genere. Anche perché dal punto di vista tecnico, il titolo Dinofarm Games non mette in campo valori capaci di stupire: la grafica è un tributo all'epoca 16 bit senza alcuna concessione alla modernità, e il sonoro offre musiche ed effetti piuttosto limitati e tediosi sul lungo periodo.

Commento

Versione testata iPhone (1.28)
Digital Delivery App Store
Prezzo 2,99 €
Multiplayer.it

7.7

Lettori (1)

7.0

Il tuo voto

Auro è indubbiamente uno di quei titoli destinati a dividere l'utenza tra chi lo amerà alla follia per la sua profondità e complessità e chi invece lo troverà pesante e poco divertente per gli stessi identici motivi. Bisogna dire che gli sviluppatori di Dinofarm Games non hanno fatto del loro meglio per rendere Auro un'esperienza affrontabile da chiunque, ponendo delle notevoli barriere all'ingresso quali un set di regole molto vasto e una componente tutorial che poteva certamente essere più "morbida". Detto questo, gli utenti armati di sufficiente pazienza e dedizione si troveranno per le mani un puzzle d'altri tempi come ce ne sono pochi su App Store.

PRO

  • Struttura di gioco originale e complessa
  • Livelli generati casualmente
  • Sfida molto impegnativa
CONTRO
  • Ripidissima curva d'apprendimento
  • I tutorial potevano essere fatti meglio
  • Tecnicamente è davvero poca cosa