La corsa dei colori

Fair Play Labs prova a sdoganare il genere dei running game su PC e console, giocando con le tonalità

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   25/05/2015
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Se possedete uno smartphone o un tablet, avrete certamente provato qualche endless runner di tanto in tanto. Del resto ce ne sono davvero tantissimi, spesso molto simili fra loro, e il perché è presto detto: si tratta di un genere che funziona molto bene in ambito mobile, grazie all'immediatezza del gameplay, alla compatibilità con i controlli touch e alla possibilità di fare brevi partite in maniera estemporanea. L'avanzamento tecnologico porta con sé terminali sempre più potenti, in grado di muovere ambienti poligonali complessi, e quindi diversi sviluppatori stanno cercando di proporre su iOS e Android prodotti dotati di maggior spessore, seppure con fortune alterne. Ebbene, cosa accadrebbe se qualcuno decidesse di fare l'opposto, vale a dire portare su PC e console una tipologia di gioco prettamente mobile? Lo scopriamo appunto con Color Guardians, il running game realizzato da Fair Play Labs per PC, PlayStation 4 e PlayStation Vita (in cross-buy, nel caso delle piattaforme Sony), che parte dagli elementi fondamentali di questo celebre filone ma cerca ben presto di renderne i meccanismi più complessi, dando vita a sfide non banali.

Color Guardians è esattamente ciò che sembra: un running game di stampo mobile trasportato su console

Il ladro di colori

Tutto ha inizio quando Krogma, una sorta di spettro malvagio, irrompe nel mondo fatato di Terra Color e ne ruba i colori, lasciando i paesaggi grigi e tristi. Rod, Lia e Grock decidono di fare qualcosa per riportare tutto alla normalità e si mettono all'inseguimento del nemico, attraverso cinque mondi costellati ognuno da uno scontro con lo stesso Krogma. La campagna di Color Guardians è composta dunque da cinquanta stage, più cinque boss e una quindicina di scenari nascosti, che si sbloccano rigiocando missioni già completate allo scopo di trovare delle piccole creature, per un totale di oltre settanta livelli.

La corsa dei colori

Ciò si traduce in almeno cinque ore di gameplay, che possono però diventare molte di più a causa di un grado di sfida tutt'altro che banale: al di là del primo "mondo", che funge da introduzione alle meccaniche di gioco, la difficoltà del titolo sviluppato da Fair Play Labs diventa ben presto evidente, portandoci a ripetere spesso sezioni particolarmente complesse nel tentativo di evitare che le nostre dita si intreccino. Gli autori non si sono infatti limitati a portare la struttura dei tipici running game da mobile a console, ma hanno cercato di rendere l'azione più ostica introducendo un gran numero di insidie e ostacoli lungo un cammino che non è infinito né casuale nella disposizione delle trappole, ma che anzi trae vantaggio da un paio di checkpoint (fondamentali per evitare episodi di frustrazione più intensi di quelli già presenti) e da un approccio in stile "trial & error". Quest'ultimo fattore da una parte dona coerenza all'esperienza, consentendoci di provare e riprovare un tratto di strada finché non azzecchiamo le combinazioni giuste, dall'altro finisce inevitabilmente per spezzare il ritmo e trasformare un gameplay di per sé piuttosto limitato in qualcosa di anche molto ripetitivo.

Il gioco delle tre tonalità

Abbiamo detto di come Color Guardians cerchi di rendere più complesse le meccaniche tipiche dei running game a scorrimento orizzontale, dunque vediamo nello specifico quali sono state le soluzioni adottate dagli sviluppatori. I tre protagonisti del gioco, a un certo punto intercambiabili, sono creature in grado di cambiare il proprio colore, passando dal rosso al giallo al blu rispettivamente tramite la pressione dei pulsanti Quadrato, Triangolo e X sul DualShock (ma i comandi sono personalizzabili dalle opzioni, volendo).

La corsa dei colori

Proprio come nel classico sparatutto Ikaruga, la tonalità che assumiamo è funzionale all'interazione con lo scenario, in questo caso specifico sia per quanto concerne la raccolta di sfere dello stesso colore (necessarie per ottenere, alla fine di ogni stage, le immancabili stelle - da una a tre, a seconda della prestazione) sia per l'uso di trampolini, ventole e rampe, nonché per evitare ostacoli della stessa tinta. L'azione si svolge lungo tre "corsie" su cui spostarsi usando lo stick analogico sinistro o la croce direzionale (meglio, per una questione di precisione e reattività), ma non basta diventare, ad esempio, rossi per raccogliere le sfere rosse disseminate lungo il tragitto. No, bisogna anche premere contestualmente il relativo tasto, un po' come nei rhythm game, e ciò porta a dover realizzare davvero dei capolavori di coordinazione e velocità qualora si vogliano ottenere le tre stelle negli stage avanzati. Per giunta già verso la fine del secondo "mondo" vengono introdotte fasi in cui viene chiesto di fare ragionamenti inversi, vale a dire evitare di azzeccare i colori per non azionare dei funghi-trampolino che ci porterebbero a impattare con gli spettri volanti al comando di Krogma. La sfida, insomma, davvero non manca e a deludere in questo frangente sono proprio i boss, che tendono a ripetere lo stesso identico pattern aggiungendo solo ulteriori elementi fra uno scontro e l'altro.

Trofei PlayStation 4

Color Guardians include ben quarantasei Trofei, e per ottenerli bisogna portare a termine compiti piuttosto vari: completare uno stage senza raccogliere neanche una sfera, colorare l'intero scenario, liberare tutti i Toki rigiocando le missioni, guadagnare un numero variabile di stelle, cadere da un dirupo cento volte o persino totalizzare un punteggio perfetto con l'eccezione di un unico oggetto.

Bella tinta

Color Guardians vanta, insomma, una campagna discretamente corposa (benché i livelli siano di breve durata) e un grado di sfida non indifferente. Cosa c'è quindi che non funziona nel progetto di Fair Play Labs?

La corsa dei colori
La corsa dei colori

Fondamentalmente è il concetto di partenza a essere debole: i running game sono nati per sfruttare al meglio le peculiarità dei dispositivi mobile e offrire ai loro possessori un intrattenimento estemporaneo, ma portarli su PC e console è un po' come utilizzare uno smartphone da settecento euro per giocare con Snake. Nulla vieta di farlo e ci si può anche divertire, ma da qui a definirlo un uso appropriato dell'hardware ce ne passa. È vero, gli autori hanno cercato di rendere più complesse le meccaniche di gioco e bisogna davvero impegnarsi per superare determinate missioni ottenendo due stelle, figuriamoci tre; ma allo stesso tempo si rimane vincolati a un gameplay molto limitato, che per la sua stessa natura non può andare oltre il cambio di corsia e di tonalità in un contesto basato sui riflessi e il colpo d'occhio. È un peccato, perché sul fronte della realizzazione tecnica è stato fatto un buon lavoro: nonostante il design dei personaggi non faccia impazzire, l'espediente dello scenario che si colora dinamicamente man mano che raccogliamo le sfere è accattivante, i "mondi" vantano una discreta varietà e l'accompagnamento musicale riesce a catturare l'attenzione quanto basta.

Commento

Versione testata
PlayStation 4
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store
Prezzo
10,99 €
Multiplayer.it

6.0

Lettori (6)

6.5

Il tuo voto

Color Guardians è esattamente ciò che sembra: un running game di stampo mobile trasportato su console e PC, con tutti i limiti del caso. Gli sviluppatori si sono cimentati in un'operazione tutt'altro che semplice, vale a dire rendere più sfaccettati e complessi quei meccanismi che i possessori di smartphone e tablet ben conoscono, lavorando sulle tonalità di colore come mezzo per interagire con l'ambiente (evitando eventuali game over) e basando l'esperienza sui riflessi, sulla coordinazione e su di un approccio "trial & error" che rende l'azione, però, inevitabilmente ripetitiva. A fronte anche di un prezzo decisamente più alto rispetto alla media degli endless runner su App Store e Google Play, l'acquisto del gioco è dunque consigliato solo a chi ha davvero voglia di provare un'esperienza di questo tipo.

PRO

  • Buon numero di livelli
  • Sfida non indifferente
  • Discreta realizzazione tecnica
CONTRO
  • È un semplice running game
  • Azione piuttosto ripetitiva
  • Boss fight deludenti